Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Le carrozze del marchese di Civitanova

 

Napoli - Villa Pignatelli e Museo delle Carrozze
Napoli - il viale che conduce al Museo
delle Carrozze

Il marchese Mario d'Alessandro di Civitanova ha regalato allo Stato le sue splendide carrozze d'epoca, ospitate a Napoli  nel prolungamento della fabbrica delle antiche scuderie situate al pianoterra della palazzina Rothschild, all'interno del parco di villa Pignatelli.
Il Museo delle Carrozze intitolato al donatore rappresenta, con la sua ricca collezione di finimenti, bordature e vari accessori, un patrimonio unico.
 

Quando passava per Posillipo “o Marchese d’e carrozze”
di Ettore d'Alessandro


Con l’arrivo delle rondini ed il ravvivarsi dei giardini con i colori primaverili, il canuto gentiluomo napoletano dai folti baffi umbertini, don Mario d’Alessandro duca di Pescolanciano, era solito gradire lo “scarrozzamento” per la collina di Posillipo.
I suoi spostamenti costieri e collinari dalla sua residenza in Bellavista erano continui su tutto il territorio partenopeo. Ma i colori solari di Posillipo erano particolarmente preferiti al d’Alessandro, più noto come “marchese di Civitanova”.

Carrozze a via Chiaia - dipinto contemporaneo
Carrozze a via Chiaia

Napoli - sfilata carrozze d'epoca
Napoli - sfilata carrozze d'epoca

Cercava ad ogni sua uscita in carrozza di passare inosservato, ma nella Napoli del secondo dopoguerra, con l’intensificarsi del traffico automobilistico, una splendida vettura “tirata a lucido” trainata da cavalli con a bordo un cocchiere “stilé” in livrea e tuba, una leggiadra dama ed un austero nobil uomo catturava la curiosità dei passanti.
Chi lo riconosceva, perché ormai all’apice della notorietà cittadina, con calorosi applausi lo osannava con  “viva o marchese”.

© Proprietà Casa d'Alessandro
© L'Arte del Cavalcare di Giuseppe d'Alessandro, duca di Pescolanciano - Anno 1748 -

Tra le numerose carrozze raccolte in gioventù, con le quali era solito passeggiare, il “coupé” dei fratelli Bottazzi (carrozza chiusa a quattro ruote) era la sua amata perché trattavasi di prima vettura acquistata a soli trentasette anni e simboleggiava i suoi anni gagliardi, quando alla passione dei cavalli affiancò quella per il mezzo di trasporto più antico delle moderne autovetture.D’altronde Mario d’Alessandro ebbe i natali da un antico Casato  che  vanta  una  lunga  tradizione equestre  con  un’affermata scuderia di cavalli, nota nel Regno di Napoli sin dal XVII secolo, giunta alla sua massima espressione nell’opera settecentesca “Arte del Cavalcare” del duca-poeta Giuseppe d’Alessandro.
Inoltre, il d’Alessandro fu assistito per questa sua collezione dal suo nonno materno, Onorato Gaetani dell’Aquila d’Aragona, che fu tra i pionieri dell’ippica napoletana e titolare di una delle più fornite scuderie del mezzogiorno.
Incominciò  a  cercare  carrozze  prima  del  secondo  conflitto mondiale girando per diversi capoluoghi italiani e capitali europee, raccogliendo esemplari francesi, inglesi nonché delle migliori case italiane.
Nella  rimessa  della  sua  villa  paterna in Portici, ove esisteva anche un galoppatoio, furono così parcheggiate - con le  più  accorte  attenzioni - vetture quali la “mail coach” di Laurie and Marner (carrozza adibita al trasporto della posta), il “bagherino”, il “pony-caise” o il “ragno” di Lawton e London (carrozza di classe di fine XIX secolo).

Si tramanda presso la famiglia d’Alessandro che tale dimora rimaneva poi aperta per incontri di salotto tra appassionati di corse di ippica e collezionisti di carrozze, noti per famosi attacchi, quali il Pignatelli, il Romanazzi, il Sirignano, il Barracco o il Moliterno.

Il marchese Mario d'Alessandro, provetto cavallerizzo
Il marchese Mario d'Alessandro nella sua tenuta
di Portici (NA)

La famiglia d'Alessandro a passeggio
La famiglia d'Alessandro a passeggio con le più belle carrozze dell'epoca. 

Il d’Alessandro invitava, così, la stretta cerchia di amici ad ammirare ogni nuovo acquisto realizzato: ora l’elegante “haknel”, oppure il parigino “binder”, ora la pregiata carrozza dei napoletani fratelli Solano la “poney chaise” o “canestro” (carrozza in vimini per le passeggiate mattutine) o la “dog-kart” (carrozza scoperta a quattro posti), discutendo ed analizzandone le caratteristiche strutturali, i pezzi, i materiali utilizzati.

Oltre alle carrozze finirono nella collezione del “marchese” decine di bellissimi esemplari di fruste, dai manici d’avorio o d’argento, nonché ricchi finimenti, briglie e morsi. All’ingrandirsi della collezione fece seguito la progressiva crescita della preziosa competenza del d’Alessandro sull’arte equestre e della guida delle carrozze tanto che il governo italiano lo incaricò di reclutare equini in Italia e all’estero per il miglioramento delle razze allevate presso taluni centri ippici, quali Lipizza, Persano e Fara-Sabina.
E’, anche, famoso l’episodio del duca d’Aosta, viceré d’Etiopia, che lo interpellò per la scelta di alcune carrozze da acquistare, le quali sfilarono nel 1937 per le vie di Addis Abeba.

Napoli - sfilata carrozze d'epoca - dal catalogo della Fondazione Mondragone
Napoli - sfilata di carrozze -Anno 1954  Duchessa Melina Pignatelli della Leonessa

Castello e campanile di Pescolanciano
Castello e campanile di
Pescolanciano

Nei momenti di relax, il “marchese”, rifiutando l’uso della macchina come passatempo che invece lasciò alla servitù, si godeva queste sue carrozze in compagnia della moglie, dei familiari o amici coinvolgendoli in passeggiate lungo percorsi variegati ed anche in qualche impegnativo viaggio.
Celebre alle cronache il romantico tour da Portici a Campobasso, organizzato nel 1955 con gli amici barone Iannitti ed il duca Vasaturo, nonché con il cocchiere Vincenzo Cavaliere. La diligenza trainata da quattro cavalli fu equipaggiata con una ghiacciaia, una toilette e delle brandine smontabili.
L’impresa si concluse dopo tre giorni dalla partenza e dopo aver raggiunto vari paesi, ove vennero accolti con calorosi festeggiamenti, tra cui Pescolanciano con l’avito castello d’Alessandro.

Nel 1958 l’ultima passeggiata in carrozza per il “Miglio d’Oro”, con a seguito la moglie Ernesta Visentini, fu immortalata dalle cronache dei quotidiani locali e rotocalchi nazionali.
Qualche anno prima, il d’Alessandro aveva perso il fedele cocchiere Vincenzo Cavaliere, colpito da infarto durante una sosta in carrozza a piazza Plebiscito in Napoli, allorquando il “marchese” si era ivi recato in compagnia degli amici Guido Ruffo e Pierino Rocca, assidui frequentatori del caffè Gambrinus.
L’episodio fu ricordato per il conseguente trambusto provocato tra la folla dalla carrozza e dai cavalli imbizzarriti.

Napoli - Caffetteria Gambrinus
Napoli - Caffetteria Gambrinus

L'ultima passeggiata
L'ultima passeggiata del marchese
Mario d'Alessandro

Prima della morte del “marchese delle carrozze”, avvenuta il 29 aprile 1963 in Livorno, lo stesso volle lasciare con un atto encomiabile di mecenatismo alla sua città partenopea un prezioso patrimonio.
Mario d’Alessandro, marchese di Civitanova, donò nel 1962 la sua ampia collezione di 21 carrozze, 60 finimenti e 98 fruste al museo civico di villa Pignatelli alla riviera di Chiaia, che per l’occasione - diversi anni dopo - inaugurò nell’ex rimessaggio un padiglione museale delle sue carrozze e quelle di altri benefattori, tra cui il marchese Spennati (1960), il conte Dusmet (1962), il conte Leonetti di Santojanni (1973) e lo Strigari (1979).
L’auspicio dei suddetti gentiluomini fu quello di lasciare un’indelebile eredità alla moderna società e cioè quella passione per un’arte antica che entusiasmò le generazioni passate e caratterizzò un’epoca, ormai scomparsa.
Aprile 2003 (per giornale POSILLIPO).


Napoli - Don Ettore d'Alessandro, Duca di Pescolanciano, all'inaugurazione della riapertura Museo delle Carrozze intitolato
al Marchese Mario d'Alessandro di Civitanova

 

Il Ramo di Civitanova "Gli ultimi esponenti del casato e la linea secondogenita di Fabio nel ‘900", "I Ricordi del '900", "Don Ettore - Note biografiche", "Il Cavaliere e il mestiere della spada"


Casato inserito nel 1° Volume di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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