Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Ametrano

Arma: d'azzurro, al leone d'oro lampassato di rosso, allo scaglione attraversante di rosso caricato di un crescente in capo d'argento e di due stelle a otto raggi ai lati d'oro.

Titoli: baroni, duchi di San Donato.

Dimore: Napoli, Roggiano, San Donato.


 Stemma famiglia Ametrano

Antonio Ametrano ( 1688) di Napoli, barone, era figlio di uno scrivano della Regia Camera Sommaria, si arricchì con l'esercizio dell'arrendamento dei sali (gabella o imposta indiretta) in Calabria comprò le terre di Roggiano col feudo rustico di Larderia (oggi comune di Roggiano Gravina del quale Larderia è una contrada, in provincia di Cosenza) San Donato e Policastrello (oggi comune di San Donato di Ninea del quale Policastrello ne costituisce una frazione) messe all'asta dal Sacro Regio Consiglio con le seconde e terze cause, zecca e portulanìa (l'esercizio del dazio che si doveva soddisfare da chi occupava temporaneamente o stabilmente il suolo comunale a scopo di commercio) terre appartenute al principe di Bisignano e parti integranti dell'omonimo feudo, il più esteso della Calabria a nord di Cosenza; il prezzo fu di ducati 72.000, seguì Regio Assenso il 25 gennaio del 1664.


Roggiano Gravina (Cosenza)


Policastrello

A San Donato era legato il titolo di duca che si estinse con la vendita; ad Antonio gli fu concesso il titolo di duca ex novo con privilegio di re Carlo II dato in Madrid il 27 febbraio del 1667; comprò anche le terre di: Cirella con Regio Assenso del 26 agosto 1666, e Grisolia con Regio Assenso del 26 ottobre e 24 novembre del 1701 (territori sul Tirreno cosentino, il primo oggi è frazione di Diamante, il secondo comune autonomo); sposò la sorella di Cesare Carrara di Napoli. Pompeo d’Anna (1602 † 1676) sposò nel 1628  Beatrice Ametrano, sorella di Antonio,  futuro duca di San Donato.


Ruderi dell'antica Cirella

Anna Ametrano di Antonio sposò Giacomo Telesio 3° principe di Bonifati.

Francesco Ametrano ( Roggiano 1725) 2° duca di San Donato, successe al padre Antonio; nel 1681 comprò la terra di Joggi (oggi frazione del comune di Santa Caterina Albanese) che vendette nel 1686 a Tommaso Firrao principe di Sant'Agata; sposò sua cugina figlia di Francesco Greuther e Cecilia Carrara.

Ferdinando ( 1725), 3° duca di San Donato, morì lo stesso anno di suo padre Francesco del quale era stato il successore.
Gaspare ( 1732) successe a suo fratello Ferdinando come 4° duca di San Donato, vendette la terra di Cirella a Luigi Sanseverino 11° principe di Bisignano con Regio Assenso del 1729; morì senza prole.


San Donato di Ninea (Cosenza)

Ippolita Ametrano, sorella di Gaspare e Ferdinando, sposò Lucio Cavalcanti ed ebbero per figlia Maria Cavalcanti Ametrano duchessa di San Donato la quale ereditò tutti i feudi; nel 1732 sposò Paolo Maria Sambiase 3°duca di Malvito.

Gli Ametrano e il feudo di Capalbo o Cossini

Pietro ( 1738) acquistò il feudo dal barone Saverio Schettini per ducati 6.000 con Regio Assenso del 17 aprile del 1722, situato nella Sila Grande.

Francesco ( 1761) di Pietro gli succedette nel feudo.

Giacomo di Francesco fu feudatario dal 1762.

Gabriele ( a Napoli 1764) successe nel feudo a suo padre Giacomo e morì nello stesso anno.

Nel Cedolario 79, al foglio 465 è scritto che: “le intestazioni di questo feudo prese dalla famiglia Ametrano devono intendersi come prese per nome e per conto dei Gesuiti di Cosenza, di cui gli Ametrano furono solo dei prestanome”, inoltre “espulsi i Gesuiti dal Regno, il feudo Capalbo era pervenuto alla R. Azienda di Educazione di Napoli”, dalla quale Geronimo Cosentino l'acquistò con Regio Assenso del 20 marzo 1792.

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Fonti bibliografiche:
- Mario Pellicano Castagna “La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari della Calabria” Vol.I pagg. 373-374,Vol.II pag. 115. Vol.IV pagg. 298-300; Frama Sud 1984, Editrice C.B.C. 1996/1999.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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