Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

 

Bisbal o Bisballo

Arma: d'azzurro al castello di tre torri d'argento; la porta d’oro.

Titoli: marchese, conte, barone, nobile di Messina.

Dimore: Napoli, Briatico e Messina.


Stemma famiglia Bisbal o Bisballo

La famiglia Bisbal, di origine catalana, detta anche Bisballo da un loro castello presso Barcellona (1), giunsero a Napoli al seguito del re Alfonso I d’Aragona (2) dove furono ascritti alla nobiltà fuori sedile (3).
Un Bisbal, nel 1453, comandava in Gaeta, 
per questo motivo in alcune fonti sono detti “di Castello (o de Castro) Bisbal”, suo figlio

Francesco Bisbal ( 1517) per i servigi resi ebbe da re Federico con privilegio del 25 dicembre 1496 le terre di: Briatico (oggi comune omonimo in provincia di Vibo Valentia), San Calogero e Calimera (il primo, oggi comune omonimo in provincia di Vibo Valentia e, Calimera è una sua frazione; costituivano una baronia autonoma, prima del dominio dei Bisbal, sotto i Ruffo conti di Montalto). Sposò Caterina Saraceno dei baroni di Torella; una loro figlia, Giovanna, sposò nel 1515 Pietro Sandoval de Castro, barone di Bollita (oggi comune di Nova Siri in provincia di Matera) e madre di Diego, barone di Bollita, castellano di Cosenza, poeta; morta in giovane età, tutrice di Diego fu sua nonna Caterina.

V.D.- Ch.S.S.al P.
Napoli, ciò che resta dell'altare della famiglia Bisbal o Bisballo

Ferrante ( 1545), erede di suo padre Francesco nel 1518.

Con privilegio dell'11 agosto del 1543 fu il 1° conte di Briatico; sposò Diana, figlia di Alfonso Caracciolo, barone di Pisciotta ed Anoia.

Fracesco ( 1561), 2° conte di Briatico, erede di suo padre Ferrante, fu compositore di musica, visse una vita dispendiosa tanto da costringerlo a vendere le terre di San Calogero e Calimera acquistate da Giovan Battista Suriano da Monteleone (oggi Vibo Valentia).


Briatico (Vibo Valentia), Torre di Guardia detta La Rocchetta.


Briatico (Vibo Valentia)

Ferrante ( 1571), 3° conte di Briatico, erede di suo padre Francesco, partecipò alla battaglia navale di Lepanto contro i Turchi avvenuta il 7 ottobre 1571 nella quale perse la vita.

Giovanni  Alfonso Bisballo, 4° conte di Briatico, erede di suo nipote Ferrante in qualità di figlio ultrogenito del 1° conte di Briatico, Ferrante.

Fu cavaliere dell'Ordine di San Giacomo della Spada, Preside di Basilicata, Stratego (4) di Messina ed ivi ascritto alla nobiltà, in assenza del vicerè fu Presidente, Luogotenente e Capitan Generale della Sicilia (5).

V.D.- Ch.S.S.al P.
Napoli, monumento funebre di Giovanni Alfonso Bisballo, marchese di Briatico

V.D.- Ch.S.S.al P.

Con privilegio del re Filippo IV dell'11 gennaio 1585 ottenne di commutare il vecchio titolo di famiglia in quello di marchese di Briatico. Sposò Zenobia di Fabrizio Pignatelli, 1° marchese di Cerchiara.

V.D.- Ch.S.S.al P.
Napoli - Arma inquartata con le insegne delle famiglie
Bisbal, Pignatelli, Caracciolo e Saraceno.

A causa dei suoi debiti, su istanza dei creditori il feudo fu messo all'asta ed acquistato da Cesare Pappacoda per 60.000 ducati per conto di Ettore III Pignatelli, 4° duca di Monteleone il quale ne ebbe il dominio dal 1598. Con Giovanni Alfonso il titolo di marchese di Briatico si è estinto.

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Note:
(1) - Benedetto Croce  “La Spagna nella vita italiana durante la rinascenza”; Laterza, 1917.
(2) - Alfonso, detto il magnanimo, principe della casa reale di Castiglia, divenne re Alfonso V d'Aragona e di Sicilia, Alfonso III di Valencia, Alfonso II di Sardegna, Alfonso I di Maiorca e di Napoli, re titolare di Corsica, di Gerusalemme e d'Ungheria, conte Alfonso IV di Barcellona.

(3) - Giuseppe Lumaga, “Teatro della nobiltà dell’Europa”, Napoli 1725.

(4) - Alta carica delle gerarchie militari dell'antica Grecia che corrisponde all'odierno generale.

(5) - Frà Raffaele Maria Filamondo “Il genio bellicoso di Napoli, memorie istoriche d'alcuni capitani celebri napolitani”; pag. 246; Napoli MDCXCIIII.
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Bibliografia:

- Crollalanza “Dizionario Storico Blasonico delle Famiglie Nobili Italiane”; Pisa, 1886.

- Mario Pellicano Castagna “La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari della Calabria” Vol. I pagg. 292/294; Framasud 1984.
- Scipione Ammirato, "Delle famiglie Nobili Napoletane", Firenze 1620.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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