Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia de Blasio

Arma: d'azzurro ad un libro aperto d'oro avente nella facciata destra la parola Bla-si-us, ed in quella a sinistra la parola Fa-ci-to scritte in nero in tre righe, sormontato da una stella cometa d'oro posta nel punto di onore del capo.

Titoli: nobile di Benevento, nobile di Catanzaro, nobile di Reggio Calabria, barone della bagliva di Sant'Agata, barone col predicato di Palizzi.

Dimora: Reggio Calabria, Palizzi, Napoli e Roma.


Stemma famiglia de Blasio
(
Immagine tratta dall'op. cit. in bibliografia di Mario Pellicano Castagna.)

Famiglia di origine antichissima godette la nobiltà in Benevento, Afonso fu principe dell'Accademia dei Ravvivati; Gabriele e Giovanni Battista furono consiglieri di re Ferdinando il Cattolico e maestri d'armi; Filippo, capitano, prestò servizio per il re Filippo III e presso il duca di Savoia.
Da Benevento emigrarono a Catanzaro dove
Bernardino de Biase poi de Blasio sposò Attilia Guidacciaro ed ebbero per figlio Giovan Domenico che sposando Feliciana Olivadisio generarono Antonino, sposato a Francesca d'Andrea ebbero per figli, tra gli altri: Antonia (Catanzaro, 10 giugno 1754), sposata a Domenico Oronzo Susanna; e Felice, che da Catanzaro portò la famiglia a Reggio avendovi sposato Caterina Monsolino Spadafora, erede della bagliva di Sant'Agata, ed ebbero per figli: Francesco, fu canonico decano della cattedrale; Antonino, ebbe in feudo la bagliva, mastrodattia e giardino della corte di Sant'Agata per successione a suo zio materno, barone Domenico Monsolino Spadafora morto l'11 settembre del 1738, Felice († 1769), figlio del barone Antonino, gli successe nel feudo, Giuseppe, fu l'ultimo intestatario, ereditò il feudo alla morte del fratello, barone Felice; e Fabio, iscritto al Ruolo Nobile di Reggio nel 1734, sposò Angela Monsolino, di nobile famiglia di Reggio ed ebbero Carlo de Blasio (n. 1718 † 1798), il quale aveva iniziato ad acquistare, sin dal 1734, con annui ducati 280 per un capitale di 4.000 la terra di Palizzi (oggi comune ricadente nella provincia di Reggio Calabria) a danno del principe Michele Ardoino e di suo figlio Pietro il quale si riservò il diritto di ricompra; l'acquisto fu realizzato nel 1751 ma si perfezionò con l'ultima principessa di Palizzi Flavia Ardoino con atto di notaio Antonio Davida di Messina, oltre Palizzi era compreso il casale di Pietrapennata, seguì Regio Assenso il 5 luglio del 1784. Sposò Tarquinia Genoese figlia del nobile Simone di Reggio Calabria.


Palizzi (Reggio Calabria)

Tiberio (n.1767 1842) 2° barone di Palizzi, di Carlo, gli successe nel feudo nel 1801 e ne fu l'ultimo intestatario prima dell'eversione (abolizione) della feudalità nel 1806 dal governo francese. Sposò Caterina Genoese Guerrera.

Carlo (n.1804 1865) 3° barone di Palizzi, di Tiberio ereditò la terra di Palizzi e il suo casale; nel 1848 fu eletto Deputato al parlamento napoletano, carica che dovette lasciare in quanto nominato lo stesso anno Intendente della provincia di Calabria Ultra. Sposò Teresa Gagliardi di Francesco e Michelina d'Amato dalla quale ereditarono tutto il patrimonio della famiglia d'Amato di Ardore; ebbero undici figli.

Tiberio fu il 4° barone di Palizzi in quanto primogenito di Carlo, fu Deputato per il collegio di Gerace.

Francesco de Blasio (n.1830 1873), 5° barone di Palizzi per successione del fratello Tiberio in qualità di secondogenito; sposò Eloida dei marchesi di Ajossa, non ebbero prole.

Luigi (n.1838 1896) 6° barone di Palizzi successore del fratello Francesco in qualità di terzogenito; fu magistrato, sindaco di Reggio Calabria dal 1875 al 1877, Deputato per più legislature. Sposò Livia Genoese, non ebbero prole.

Vincenzo (n.1839 1906) successe al fratello Luigi come quartogenito; avvocato, Deputato per più legislature. Sposò Enrica dei baroni Brocchetti.

Carlo (n. Roma 1892 ivi 1949) 8° barone di Palizzi successe al padre Vincenzo come figlio unigenito; con Decreto del 29 maggio del 1926 della Consulta Araldica del Regno ebbe il riconoscimento del predicato di Palizzi confermato con Regio Decreto del 30 settembre del 1926 e con successive Regie Lettere Patenti del 2 dicembre dello stesso anno, ebbe concesso ex novo il titolo di barone sul cognome ed iscritto nell'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana (pag.107); morì celibe pertanto il titolo personale di barone è da considerarsi estinto.


Stemma famiglia de Blasio inquartato nella croce Melitense (1)

Carlo de Blasio (n.1873 1952) 9° barone di Palizzi successe a suo cugino Carlo come figlio di Enrico (n.1841 1878) ultrogenito di Carlo 3° barone di Palizzi; avvocato, morì improle.

Luigi (n.1875 1963) 10° barone di Palizzi fu erede di suo fratello, medico; sposò Domenica Marino.

Luigi (n. 1915 1986) 11° barone di Palizzi, unigenito dell'omonimo padre ne fu l'erede, morì improle.

Gian Carlo de Blasio di Palizzi (n. 1945)  nobile di Reggio Calabria, 12° barone di Palizzi, di Ferdinando, di Carlo nobile di Reggio Calabria, cavaliere d'onore e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, di Ferdinando il quale fu l'ultimo dei figli di Carlo 3° barone di Palizzi.

Via C.
Napoli, variante stemma de Blasio

Via C.
Napoli, palazzo de Blasio

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Note:
(1)
- Il mantello e la corona di spettanza ai duchi e ai principi, non è dovuto ad un titolo nobiliare ma, in ricordo di Alfonso de Blasio, principe dell’Accademia dei Ravvicinati.
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Fonti bibliografiche:
- Mario Pellicano Castagna “La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari della Calabria” a cura di Umberto Ferrari, Vol. IVpagg. 10-11-12; Editrice C.B.C. 2002.
- Carlo Padiglione "Trenta centurie di Armi Gentilizie", Napoli 1914.
- Berardo Candida Gonzaga "Memorie delle famiglie nobili delle Province Meridionali d'Italia", Napoli 1875.
-
S.M.O. Gerosolimitano di Malta, “Elenco storico della nobiltà italiana”, Tipografia Poliglotta Vaticana 1960.
- Vittorio Spreti, “Enciclopedia storico-nobiliare italiana”, Arnaldo Forni Editore.
- Mario Pellicano Castagna “Processi ai Cavalieri Gerosolimitani Calabresi”, Frama Sud, 1978.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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