Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Campagna

Arma: d'azzurro, al pino al naturale nodrito sopra un monte di verde di tre cime movente dalla punta, accostato da due leoni d'oro affrontati e controrampanti al tronco, attraversati in banda da un bastone scorciato di rosso, il tutto sormontato da tre stelle d'oro ordinate in fascia.

Altra: d'azzurro all'albero nodrito accompagnato in capo da tre stelle, alla gemella in banda caricata di tre stelle di sei punte (1).

Titoli: baroni.

Dimore: Serra Pedace, Mendicino, Cosenza, San Biase e Righio.

Patrona: Madonna del Rosario.


Serra Pedace (Cosenza), Palazzo Campagna, stemma

Famiglia originaria di Serra Pedace (da non confondere con il ramo dei baroni Campagna di San Marco Argentano) già comune della Presila cosentina ed oggi parte integrante del nuovo comune Casali del Manco.

Francesco Campagna, sacerdote, di Serra Pedace, a metà del Settecento acquistò nella Sila Regia una difesa (2) dalla famiglia Arnoni di Celico in località Polverento, nel corso del tempo acquistò altre proprietà della Sila nelle località: Aceretto, Gattarello, Valle di Capre, Piano delli Santi e l'Acero.


Serra Pedace (Cosenza), Palazzo Campagna, portale con lo stemma, la scritta Celestino
è stata aggiunta da successivi proprietari.

Il sacerdote Francesco delle terre silane creò un maggiorascato in favore di suo nipote Pietro (n. 1767) morto celibe, figlio di suo fratello Giuseppe.

Domenico (n. 1774 1813) fratello del citato Pietro e figlio di Giuseppe, sposò la nobile Gaetana del Gaudio di Mendicino, figlia del barone Carlo; nei capitoli matrimoniali del 1794, il barone Domenico s'impegnava a trasferirsi a Cosenza; nel 1809, ristrutturò il palazzo di Mendicino creando, su di un lato, il loggiato.


Mendicino (Cosenza), Palazzo Campagna del Gaudio


Mendicino (Cosenza), Palazzo Campagna del Gaudio, stemma del Gaudio


Cosenza, Palazzo Campagna

Giuseppe (n. a Serra Pedace il 29 marzo 1799 Vienna 1869) figlio di Domenico e Gaetana, poeta e drammaturgo, studiò a Napoli, dove si trattenne dopo gli studi universitari in quanto suo fratello (del quale si scrive di seguito) gli concesse un vitalizio di 600 ducati annui per dedicarsi agli studi letterari; fu socio dell'Accademia Pontaniana di Napoli, scrisse su varie riviste e giornali dell'epoca; sposò la contessa russa Zenaide de Laval, vedova dell'ambasciatore di Vienna presso la corte napoletana.

Carlo (n. 1801 1861), fratello di Giuseppe, medico, nella chiesa di San Francesco di Paola a Cosenza vi è una lapide che ricorda il suo valore di patriota. Ricordiamo, tra gli altri, l'episodio della capitolazione del 27 agosto 1860 a Cosenza del generale Cardarelli il quale per conto del Re  firmò la resa e, per il Comitato cosentino firmarono: Francesco Guzzolini, Pietro Compagna, Donato Morelli, Carlo Campagna e Domenico Frugiuele (3).


Cosenza, Chiesa di San Francesco di Paola, lapide in memoria di Carlo Campagna


Cosenza, Chiesa di San Francesco di Paola, lapide in memoria di Carlo Campagna, stemma

Mariano ( 1886), figlio di Carlo, giurista, giornalista, appassionato degli studi in materia di agricoltura.

Carlo, nipote del precedente suo omonimo, agli inizi del Novecento acquistò le terre di Righio nella Sila Grande cosentina da Giannuzzi Savelli, barone di Pietramala, nelle quali venivano portate, per la transumanza estiva, le mandrie e le greggi; d'inverno, sostavano a San Biase di Rende le pecore, bovini e cavalli a marina di Sibari dove le pianure erano coltivate a grano e foraggio.


Righio di Campagna, Torre

Righio, Cappella dedicata alla Madonna del Rosario; Altare e particolare del soffitto.

Rosario, figlio del barone Carlo, sposò Clelia Fiertler, sorella di Giuseppe, pilota di automobili degli anni trenta, di origini austriache.

L'ultima generazione della famiglia è rappresentata dal barone Carlo, avvocato; suo fratello fu Mariano (n. 1936  2011) avvocato, e dal loro cugino Donato ( 1995), giurista, sposato con Maria nata Pontoriero, mecenate, la quale ha continuato a gestire i latifondi di Righio e San Biase. Dopo la prematura scomparsa di Donato, ha voluto onorarlo con la Fondazione Donato Campagna rivolta a giovani meritevoli per la formazione post-universitaria, la fondazione elargisce borse di studio alle Università, ad Istituti di ricerca e Culturali.


San Biase, il Casino Nobile


San Biase, casa del fattore


San Biase, la Cappella


Cosenza, Cappella Campagna

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Note:
(1) -
Luca Irwin Fragale, pag. 167, in “Microstoria e araldica di Calabria Citeriore e di Cosenza. Da fonti documentarie inedite”, Milano, Banca CARIME, 2016.
(2) -
Estensioni di terreni recintati per far pascolare le mandrie o per seminarvi.

(3) - Riccardo Giraldi “Il popolo cosentino e il suo territorio (da ieri a oggi)” pag. 204, Pellegrini Editore, Cosenza 2003.
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Fonti bibliografiche:

-  “Le pietre raccontano... case baronali in Sila....”; curato dall'ARSSA, dall'Istituto Conprensivo Statale B. Telesio e dei comuni di Spezzano della Sila  e Spezzano Piccolo; Pubblisfera, 2000.

- Enciclopedia Treccani.

- Ivan Pucci "Guida agli stemmi nobiliari di Cosenza e casali", pag. 33. Editrice Arti Grafiche Barbieri. Cosenza 1996.

- Barone Manlio del Gaudio - Sito Web


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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