Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.   

 

Famiglia Caputo

Arma Caputo di Napoli: di rosso alla testa di leone posta in maestà e coronata di oro. Cimiero: un braccio rivestito dall'armatura che tiene sospesa per i capelli la testa di un moro.
Arma Caputo di Cosenza: spaccato, nel 1° d'azzurro a due teste umane d'oro, la prima di giovinetto e la seconda barbuta di nero; nel 2° d'oro alla testa umana bendata di nero. Alias: spaccato, nel 1° d'azzurro a due teste umane bendate di nero; nel 2° d'oro alla testa umana bendata di nero guardante un crescente d'argento. Alias: d'azzurro a tre teste umane d'oro poste di profilo, ordinate 2 e 1; le prime due imperbi, quella della punta barbuta.
Arma Caputo di Tropea:
troncato, nel 1° d’azzurro a tre monti d’oro con due leoni del medesimo affrontati, armati e linguati di rosso sostenenti una testa al naturale coronata d’oro, nel 2° di verde con quattro fasce onde d’argento.


Stemma della Famiglia Caputo di Napoli

L'antichissima famiglia napoletana Caputo o Caputi godette di nobiltà a Napoli nei sedili di Nilo, Montagna, Porto e Portanova, a Tropea, Barletta, Cosenza, Ruvo di Puglia, Larino, Catanzaro ed altre città del Sud Italia.
Nei suoi vari rami ottenne numerosi feudi, tra i quali:
Bagnoli, Belvedere, Calopezzati, Carovigno, Castel di Pietro, Cuma, Feccia, Cefuni, Mattafellone, Roccaromana, Sacco, Sanfelice, Sansosti, Tito.
Ottenne i titoli di:
conte di Monteforino
marchesi di Cerveto, Petrella
duca di Turano, e sul cognome
principe di Calopezzati.

       
Altre varianti dell'arma della famiglia Caputo o Caputi

La famiglia ha dato alla Chiesa quattro vescovi:
Andrea Caputo  (
1650) fu Vescovo di Lettere nel 1625 al 1650;
Pietro Paolo Caputo (
1628) fu nominato da Urbano VIII vescovo di Larino in Basilicata dall’aprile del 1628 sino al 29 luglio dello stesso anno.
Consalvo Caputo (
1645), fratello di Pietro Paolo,  fu prima Vescovo di Massa nel 1630 e poi Vescovo di Catanzaro dal 1633 al 1645; diede fondo a tutte le sue sostanze per aiutare il popolo di Calabria colpito duramente dal terremoto del 1633.
Nicola Caputo (Napoli, 1770
Lecce, 1862)  dei marchesi di Cerreto e fratello della marchesa Francesca, fu Vescovo di Lecce dal 1818 al 1862.

C.S.E.
Napoli - Sepolcro del Vescovo Andrea Caputo (1650)

Pietro Caputo, generale delle armate, seguì re Carlo I d'Angiò nella spedizione della Morea.
Sotto lo stesso sovrano Gualtiero Caputo (nel 1268), Matteo Brancaccio, Ligorio Scannasorice, Gualtiero Siginulfo, Giovanni Baraballo e Cola d'Afflitto furono Sindaci di Napoli.
Nel 1272 i cavalieri Lorenzo Caputo, Roberto d’Anna, Bartolomeo Gaetani, Marino Agnese e Tommaso Pignatelli ricevettero il cingolo militare dal re Carlo I.
Nel 1290 Lorenzo fu Giustiziere di Terra di Lavoro.
Nel 1291 Gualtieri ottenne il feudo di Cuma in Terra di Lavoro, il casale di Cefuni, la terza parte del castello di Tito in Basilicata e il feudo di Starza di Massa; nel 1294 fu Giustiziere degli Scolari e Studi di Napoli, sino all'anno 1299 quando fu sostituito da Ludovico Dentice.
Nel 1320 Giovanni fu Giustiziere di Abruzzo, Terra di Lavoro e Molise; nel 1330 acquistò il feudo di Calopezzeti col suo castello, in Provincia di Calabria citra, che fu portato da sua figlia in dote a Galgano della Marra.
Con re Roberto II d'Angiò ebbe inizio la riforma angioina dell’amministrazione cittadina, i Sedili di Napoli furono ridotti da 29 a 5, il Seggio di Forcella fu unito a quello di Montagna. Nel 1338 iniziò una lite tra i nobili di Capuana e Nido ed altre piazze, circa le concessioni del sovrano sugli “onori” e “pesi” pubblici (terza parte a Capuana e Nido, terza parte a Montagna, Porto e Portanuova, terza parte al Popolo), in cui si menzionano solo 6 eletti compreso quello di Popolo; seguirono vari episodi di liti tra nobili delle diverse piazze, spesso con feriti e morti, tanto da costringere il medesimo sovrano ad intervenire con la formulazione di Capitoli (basati su dieci punti) per sedare le discordie tra le piazze nel 1339. Nel Seggio di Portanova i gravi disordini assunsero quasi le dimensioni di guerra civile, il Re dovette intervenire: nel 1340 Herrico e Mariano Moccia, patrizi napoletani del seggio di Portanova, furono imprigionati,  il primo fu inviato ad Isernia e il secondo a l’Aquila; stessa sorte toccò ad alcuni esponenti della famiglia Caputo che furono, in gran parte, esiliati in Calabria.

P.S.G.-M.d.O.d.S.L.
Napoli - sepolcro di Giovanni Caputo († 1487)

I Caputo o Caputi già durante il periodo svevo aveva sostenuto un'epurazione; nel 1253 Corrado IV di Svevia,  giunse alle mura della città Napoli e l’attaccò dal mare, con una ingente flotta, e da terra con un numeroso esercito, dotato di ingegnose armi da assedio. Per quattro mesi Tedeschi e Saraceni non riescono a conquistare alcuna torre o porta; l’Imperatore promise, in caso di resa, l’incolumità dei cittadini e il mantenimento di alcuni privilegi; promessa non mantenuta, la sua ira si scagliò contro le cose, facendo tra l'altro abbattere la torre maestra e i cavalieri di Casa Caputo che avevano strenuamente difeso la città. Solo alla morte di Corrado IV i Caputo potettero rientrare in Napoli, altri si stabilirono in Cosenza, Tropea e Ruvo di Puglia.
In Ruvo di Puglia Domenico Caputi fece erigere un maestoso palazzo, ristrutturato e ampliato nel 1798 da Francesco Caputi. La famiglia lasciò nel dopoguerra Ruvo di Puglia per trasferirsi a Bari.


Ruvo di Puglia - Palazzo Caputi
Per gentile concessione del dr. Francesco Ulloa Severino


Ruvo di Puglia - Stemma famiglia Caputi
Per gentile concessione del dr. Francesco Ulloa Severino

Nel 1583 Garsia Canaviglia vendette il feudo di Bagnoli, in Principato ultra, a Giovanni Caputo ( 6.1.1586); il feudo ereditato dal figlio Agostino nel 1587 fu venduto ad Allegra de Tassis per ducati 35.500; detto Agostino nel 1597 fu Signore di Carovigno, feudo in Terra d'Otranto.
Il feudo di Petrella, terra facente parte prima della Provincia di Terra d’Otranto e poi del Contado di Molise, apparteneva a Sigismondo Pignatelli, che nel 1583 vendette a Scipione di Costanzo; quest'ultimo, nello stesso anno,
cedette per 15.900 ducati il feudo a Paolo di Sangro, duca di Torremaggiore, che a sua volta vendette nel 1599 il feudo a Pasquale Caputo. Quest'ultimo nel 1607 acquistò da Fabrizio Lanario il feudo di Sacco, in Principato citra, per poi rivenderlo nel 1610 a Vincenzo Carafa per 17.000 ducati.
Francesco Caputo, figlio di Pasquale, nel 1613 ottenne il titolo marchese sul feudo di Petrella.

Nel 1620 Giovanni Caputo, figlio del su citato Agostino, fu Signore della terra di Santo Mango e del feudo di Fecce, fu nominato Presidente della Regia Camera della Sommaria.

C.S.M.d.S.D.
Napoli - Cappella famiglia Caputo di Cosenza

C.S.M.d.S.D.
Napoli - Cappella famiglia Caputo di Cosenza

Turano o Torano, terra in Calabria citra, poco distante da Cosenza, nel 1551 apparteneva al principe di Bisignano che la vendette a Tommaso Cavalcante; il feudo nel 1665 fu venduto al barone Domenico Lupinacci, il quale intorno al 1672 per necessità economiche lo cede al nobile Fabio Caputo di Cosenza originario del ramo di Paterno (oggi Paterno Calabro, poco distante da Cosenza) il quale ottenne il titolo di duca di Turano (oggi Torano Castello). Don Fabio esercitava la professione forense presso la Regia Udienza di Cosenza la quale gli aveva fruttato cospicui guadagni, ma anche visibilità tanto da ricevere incarichi di governo pur restando in Calabria Citra.


Calopezzati (CS) - a destra il castello


Castello di Calopezzati


Torano Castello (Cosenza)

SERTORIO CAPUTO GESUITA E BEATO

Nato il 25 novembre del 1566 da Scipione Caputo e Caterina Virgili in Paterno Calabro in provincia di Cosenza; Scipione fu dotto nelle scienze matematiche, esperto nel mestiere delle armi partecipò alla battaglia, sotto Don Giovanni d'Austria contro i turchi (battaglia di Lepanto) e alle guerre nelle Fiandre; in Paterno restaurò la chiesa di San Marco e fondò la Confraternita  del Rosario di Nostra Signora. Dopo la morte della madre si prese cura di lui la sorella Suor Antonia del terzo ordine di San Francesco di Paola, la quale lo istruì anche nella fede, sin da giovinetto era molto devoto, faceva sacrifici di penitenza. A dodici anni lo prese in custodia suo zio, il  sacerdote Manilio Virgili e lo portò con sè a Roma e, accertato il suo zelo spirituale lo fece consacrare come chierico.  All'età di diciassette anni suo zio gli comandò di tornare a Paterno per gestire casa; conversava spesso con i frati del convento fondato da San Francesco di Paola, faceva sacrifici battendosi; a diciotto anni fondò una scuola di matematica a Cosenza per i giovani nobili ed ebbe molto successo.


Paterno Calabro (Cosenza), Convento di San Francesco di Paola

In quegli stessi anni in Cosenza  aprirono il loro collegio i Gesuiti, conoscendo la sua fama fu invitato ad insegnare nel collegio; qui ebbe occasione di leggere alcune lettere di missionari nelle indie e delle loro sofferenze fino al martirio, nasce in lui il desiderio di  entrare nelle Compagnia di Gesù per poter avere la possibilità di partire come missionario; il padre rettore di Cosenza, padre Giovan Battista Ragusa, non assecondò immediatamente questo suo desiderio e lo inviò dal padre provinciale a Napoli, il quale essendo stato informato delle sue doti  spirituali lo fece entrare, nel 1590, all'età di ventiquattro anni, nel noviziato della Nunziatella. Uscito dagli studi fu inviato ad insegnare al collegio di Barletta e successivamente inviato al collegio dell'Aquila in quanto, essendo il collegio istituito da quattro anni non aveva dato  frutti  fra la gioventù aquilana; qui riuscì  a guadagnarsi la fiducia e l'apprezzamento di tutta la città; successivamente fondò l'Accademia dei Velati, che volle tenere fuori dal collegio e consigliò di tenere le adunanze nel palazzo pubblico; inoltre  per le necessità spirituali dei nobili che vedeva in ozio e quindi inclini al peccato creò la Congregazione de' Nobili, nel 1599, per esercitarli nelle virtù. Mori l'11 settembre del 1608 in odore di santità. L'Angelo della Carità (così veniva chiamato)  è sepolto nella prima cappella a destra nella chiesa di Santa Margherita (o dei Gesuiti) a L'Aquila.
_________________
Bibliografia: Padre Antonio Barone da Tropea  "Vita del Padre Sertorio Caputo Gesuita" - Napoli 1691.


Cosenza, Cattedrale, stemma Caputo

***********

I Caputo di Napoli, Cosenza e Tropea erano dello stesso ceppo.
Il ramo dei Caputo marchesi di Petrella si estinse nella famiglia Rorhlac.
Il ramo dei Caputo  marchesi di Cerveto si estinse in due femmine, la prima delle quali entrò in Casa Palamolla. La nobile Marianna Caputo (
1861)  dei marchesi di Cerveto sposò il marchese Biagio Palamolla (1796 1867).
I Caputo si imparentarono con le più importanti famiglie del Regno: gli Anfora, i Pandone, i Coppola, i Caracciolo Rossi, i Carafa, gli Strambone, i Crispano, i di Gennaro, i Cicino, i Longo, ecc.


Arma della Famiglia Caputo Pandone con le insegne delle famiglie Anfora, Carafa, Coppola e Caracciolo Rossi

Saverio Caputo, marchese della Petrella, nato a Napoli nel 1757, olivetano di Sant'Anna dei Lombardi, professore di teologia, fu giustiziato a Napoli il 31 ottobre 1799 per aver parteggiato per la Repubblica Napoletana.
Antonio Caputo, patrizio di Cosenza, alfiere del 2° Reggimento Lancieri Reali e Giovan Battista Caputo, patrizio di Tropea, tenente della Reale Gendarmeria a piedi, nel 1860 parteciparono eroicamente alla difesa  del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace e gli Affari della “Real Commissione dei Titoli di Nobiltà”.


Casato inserito nel 2° Volume di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI

Copyright © 2007 www.nobili-napoletani.it - All rights reserved
 

*******************

  Elenco Famiglie nobili - dalla A alla B Elenco Famiglie nobili - lettera C

STORIA DELLE FAMIGLIE NOBILI:

Elenco Famiglie Nobili - dalla Lettera D alla lettera H Elenco Famiglie nobili - dalla I alla N
  Elenco Famiglie nobili - dalla O alla R Elenco Famiglie nobili - dalla S alla Z

*******************

Cosa dicono i quotidiani Pubblicazione libri Eventi