Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Caselli

Arma: d'azzurro al grifo d'oro sormontato da un lambello di cinque pendenti di rosso.
Titoli: patrizi di Cosenza, baroni, conti, marchesi.
Dimore: Bisignano, Cervicati, Rossano, Cosenza e Roma.


© Cosenza, stemma famiglia Caselli

Sono un ramo originato dal ceppo della famiglia Bisignano, originaria della città omonima (in provincia di Cosenza) la quale possedette diversi feudi  nel circondario.
Feudataria già ai tempi dei Normanni, la famiglia fu tra le prime ad accedere al patriziato di Cosenza.
Ruggero Casella, nel 1321, è elencato tra i baroni del regno.
Luigi Caselli fu uno dei maggiori sostenitori degli Angioini; doganiere di Puglia per il re di Napoli Renato d'Angiò; scoppiata la ribellione con a capo il marchese di Crotone Antonio Centelles contro gli Aragonesi, il barone Luigi si distinse per il suo valore nelle battaglie nella valle del Crati e non solo per poi perdere la vita negli scontri successivi.
Pier Leone, dottore in legge, fu rinomato antiquario.
Troiano, dottore in legge; Baiulo e Giudice nella città dell'Aquila.
Margheritone, fu cavaliere di Ludovico III
(1); fu signore del feudo di Cervicati; la famiglia ha posseduto anche la baronia di Casello, la contea di Buonvicino e le entrate feudali su Rivalta.
Margheritone sposò Margherita di Tarsia con la quale ebbe Bernardino.
Giovanni Alessandro, fu cavaliere di Carlo VIII re di Francia.
Sertorio Caselli servì l'imperatore Carlo V e morì alla rotta di Ravenna.
La famiglia fu ricevuta nell'Ordine Gerosolimitano nell'anno 1541 con Giovanni Battista Caselli.
Vittoria Caselli sposò Pietro Sersale e gli portò in dote il feudo di Cervicati dopo che per tre generazioni era stato dei Caselli, successivamente, dai Sersale lo comprò Flavio Guzzolino.
Tommaso Giovanni (1511
1571), del  ramo di Rossano (in provincia di Cosenza), entrò nei Domenicani, fu vescovo di Oppido (2) dal 1548 al 1550 quando fu nominato vescovo di  Cava (3) fino alla sua morte; partecipò al Concilio di Trento.
Il palazzo che si trova in Cosenza fu dei Caselli (4) provenienti da Rossano, dove godette la nobiltà, e, lo edificarono su un precedente palazzo risalente XII sec., si trasferirono in città a metà del Cinquecento ca. e successivamente furono ascritti al sedile.


Cosenza, Chiesa di San Francesco d'Assisi


Chiesa di San Francesco d'Assisi, Sacrestia, stemmi Caselli e Firrao

Muzio Caselli, giurista, agli inizi del Seicento fu Procuratore Generale dello Stato di Bisignano, feudo della famiglia Sanseverino, morto l'ultimo erede Niccolò Bernardino Sanseverino, 6° principe di Bisignano senza lasciare eredi diretti, a Muzio toccò tutelare gli interessi della Casata; si aprì un contenzioso tra la nipote Giulia Orsini e Luigi Sanseverino conte di Saponara che durò sino al 1622 quando Luigi ottenne la conferma e l'investitura di 7° principe di Bisignano ed erede sul restante patrimonio, in quanto molti feudi, nel frattempo, furono messi all'asta tra tutti ricordiamo il feudo di Corigliano il quale fu aggiudicato ai Saluzzo, mercanti genovesi.
Altro Muzio Caselli lo troviamo alla fine del Seicento, nel 1699 successe a Pirro Schettini nella presidenza dell'Accademia Cosentina, mandato che durò fino al 1719, anno della sua morte, pubblicò diverse opera letterarie.


Uno dei tanti elogi scritti come ringraziamento dai nobili le cui famiglie  furono inserite
nell’opera del Castiglione Morelli.

Emanuele Caselli, con Domenico Cavalcante, Sindaco dei nobili, Carlo Contestabile Ciaccio, Francesco Dattilo, Nicolò Spiriti, Marcello Firrao, Vincenzo Telesio, Saverio Scaglione, Ignazio Andreotti, Domenico Pascale e Francesco Castiglion Morelli, tutti nobili del Seggio di Cosenza, con la riunione tenutasi il 24 giugno 1753, nominarono Giuseppe Cavalcanti e Alfonso Firrao quali membri dei nobili a formare il Catasto, unitamente ai membri ecclesiastici e quelli del popolo e, ai Governatori.


Cosenza, Palazzo Caselli

Roberto Caselli, nel 1806, a seguito della fuga del re Ferdinando IV in Sicilia, fu membro della Deputazione Cosentina nel Governo Provvisorio; più tardi accolse con la Deputazione il nuovo re Giuseppe Bonaparte.
Pietro Caselli, liberale e patriota, fece parte della carboneria.
Luigi (1815
1882) patrizio di Cosenza, barone di Casello, Cavaliere Gerosolimitano, fu fregiato del titolo di marchese dal Sommo Pontefice Leone XIII con Breve del 5 marzo 1879, non ancora legalmente riconosciuta nel Regno; fu Presidente del Consiglio Provinciale nel 1853.


Cosenza, stemma Caselli (5)
Tratto da http://www.webalice.it/davidefranceschiellocs/citta/pcasellivaccaro.htm

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Note:
(1) - Si presuppone trattasi di Ludovico III Gonzaga (1412-1478).

(2) - Oggi Oppido Mamertina in provincia di Reggio Calabria.

(3) - Oggi Cava dei Tirreni in provincia di Salerno.

(4) - Oggi denominato Caselli Vaccaro.
(5) -
In entrambi gli stemmi presentati si notano quattro pendenti e non cinque; Girolamo Sambiasi blasona cinque pendenti; successivamente, Fabrizio Castiglione Morelli e Gaetano Maria Genovese blasonano quattro pendenti. E' ragionevole dedurre che: il ramo proveniente da Rossano avesse adottato quattro pendenti.


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Fonti bibliografiche:
- Francesco Bonazzi di Sannicandro, “Famiglie nobili e titolate del Napolitano”, Napoli 1902.
- Berardo Candida Gonzaga, “Memorie delle famiglie nobili delle provincie Meridionali d’Italia”, Napoli 1875.
- Francesco Bonazzi di Sannicandro, “Elenco dei cavalieri del S.M. Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme”, Napoli 1897

- Luigi Palmieri, "Cosenza e le sue famiglie attraverso testi atti e manoscritti", Pellegrini Editore, 1999.

- Rosario Curia, “I Bisignano (famiglia nobile della città omonima)”, collana studi e ricerche, 1992.

- Eugenio Arnoni, "La Calabria illustrata Vol. III Cosenza", Edizioni Orizzonti Meridionali.

- Enciclopedia Treccani.
- Vittorio Spreti, "Enciclopedia storico-nobiliare italiana", 1935
-
Fabrizio Castiglione Morelli "De Patricia Consentina Nobilitate Monimentorum Epitome”,  Venezia 1713.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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