Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Castiglione, poi Castiglione Morelli

Arma: di rosso al leone coronato sostenente con la zampa anteriore destra un castello di tre torri, il tutto d’oro.
Altra:  di rosso al leone d'argento sostenente un castello d'oro.
Altra: partito, nel 1° di rosso al leone sostenente un castello, il tutto d’oro (Castiglione); nel 2° di verde al castello d’oro addestrato da un leone del medesimo (Morelli).
Altra: di rosso al leone d’argento sostenente un castello d’oro, sormontati in capo da sei stelle d’oro male ordinate.
Titoli: patrizi di Cosenza, patrizi di Milano, marchesi di Vallelonga, San Nicola e Nicastrello, principi di Antiochia.


© Cosenza, stemma famiglia Castiglione Morelli

La famiglia Castiglione, originaria della Borgogna, giunse in Italia a Milano, ha goduto nobiltà anche nelle città di Como, Genova, Mantova, Messina e Cosenza.
Una tradizione orale vuole che la famiglia Castiglione  giungesse a Cosenza da Rogliano, paese del circondario; successivamente, in Cosenza, aggiunse al suo cognome quello di Morello.
Nicola Castiglione fu il primo che giunse in città; dagli atti notarili risulta che nel 1331 aveva realizzato a proprie spese la condotta dell'acqua che dal duomo raggiungeva il ponte in prossimità del quartiere oggi chiamato dei  Rivocati. Per questa sua opera fu fatto franco di ogni peso (esente dalle tasse) per sé e per i suoi discendenti in perpetuo.
Filippo, discendente del citato Nicola, fu decano della cattedrale di Cosenza dal 1342; dal 1354 al 1364 fu arcivescovo di Reggio Calabria.


© Cosenza, Chiesa di San Domenico, dipinto commissionato dalla famiglia Castiglione Morelli;
si noti in basso a destra lo stemma del casato.

Alessandro, fratello del citato Filippo, fu abate dell'ordine Florense.
Odoardo Castiglione con i suoi figli furono ciambellani dell'imperatore di Costantinopoli nel 1357.
Bernardo Castiglione prestò servizio militare per la regina Giovanna I d'Angiò a Gaeta; durante un torneo a  cavallo si dimostrò cavaliere valoroso tanto da far gridare la regina “viva il morello!”; da questa circostanza Bernardo aggiunse al proprio cognome Morello e, successivamente, detti anche Morelli. Altri storici sostengono che il doppio cognome Castiglione Morelli fu adottato a seguito di alleanza matrimoniale. Altri rappresentanti della famiglia adottarono solo il cognome Morello o Morelli.
Francesco Castiglione Morello fu regio notaio nel 1412.
Nel 1490, sotto il regno di re Federico d'Aragona vennero nominati nobili dal consiglio supremo tra gli altri: Berardino Caracciolo da Cosenza, Antonio Carolei di Cosenza, Carlo Castiglione detto Morello di Cosenza, Antonio Tilesio di Cosenza, Ruggiero Quattromani di Cosenza.
Giò Castiglione Morello, nel 1505, prese con Nicola Cavalcante, Iacovo di Spirito e Francesco Tebaldo in fitto, da Ferrante dello Monaco, la bagliva di Cosenza.
Alfonso Castiglione Morelli fu vescovo di Cosenza dal 31 agosto 1643 al 22 febbraio 1649.
Lelio Morelli di Cosenza, verso la metà del Seicento, acquistò da Filippo IV d'Asburgo-Spagna  il feudo di Vallelonga, terra in Calabria Ultra in diocesi di Mileto,  con dignità di marchesato(1).
Didaco, fu figlio del citato Lelio che a sua volta generò Francesco Maria.
Fabrizio Castiglione Morelli di Francesco fu autore dell'opera “De Patricia Consentina Nobilitate Monimentorum Epitome”, stampata a Venezia nel 1713.


Didaco Castiglione Morelli, marchese di Vallelonga.
Si noti sullo scudo il cimiero: un cavallo.


Fabrizio Castiglione Morelli, patrizio cosentino.
Si noti sullo scudo il cimiero: la Vergine Immacolata.

Nel 1672 la famiglia Castiglione Morelli acquistò il fondo di Torre del Greco con annessa casa agricola che fu trasformata dai marchesi di Vallelonga in una splendida villa con giardini e fontane che giungevano sino al mare; oggi palazzo Vallelonga appartiene ad una banca che l'ha ristrutturato dopo anni di abbandono.


Torre del Greco (NA), Palazzo Vallelonga
 

Torre del Greco (NA), Palazzo Vallelonga, sala
con l'affresco dell'Ercole che abbatte l'Idra

La famiglia fu ricevuta più volte nel S.M.O. di Malta nel 1541 con Giovanni Vittorio Murello o Castiglion Morello di Cosenza (2), nel 1591 con Paolo Nereo Castiglione Morelli dei marchesi di Vallelonga di Cosenza ricevuto nel Priorato di Capua, nel 1710 con Pasquale Maria Morelli di Cosenza; nel 1719 come quarto della famiglia di Majo e come quarto materno del commendatore Francesco Saverio Parisio di Cosenza.
Il feudo di Gagliato, piccola terra in Calabria Ultra, fu venduto nel 1740 da don Giovanni Battista Sanchez de Luna a don Francesco Maria Castiglione Morelli, marchese di Vallelonga.


Gagliato (Catanzaro), feudo portato in dote da Camilla Morana nel 1627 a suo marito
Gio. Sanchez, che fu elevato a dignità di marchesato. Il feudo passò poi ai Castiglione Morelli.

Nel 1801 fu ascritta al Registro dei Cavalieri di Malta nella persona di Lelio Castiglione Morelli (1773 1842), marchese di Vallelonga e patrizio di Cosenza, marito di Artemisia Tuttavilla dei duchi di Calabritto ( 1821).
Detti coniugi generarono Vincenzo Maria (1800
1860), marchese di Vallelonga alla morte del padre, che sposò Violante Gammella di Napoli; per figlio ebbero Giovan Giuseppe, nato a Napoli nel 1850, marchese di Vallelonga e patrizio di Cosenza, che impalmò a Napoli nel 1871 Anna Carmela Ruggiero.
Un altro ramo è iscritto nell’Elenco Ufficiale Italiano del 1922 col titolo di patrizio di Cosenza (m.), riconosciuto ammissibile delle RR. Guardie del Corpo, con Francesco Castiglione Morelli (n. nel 1821), figlio di Ferdinando e di Maria Isabella Sorgente, che sposò nel 1842 Isabella Forgiuele; generano Ferdinando (n. nel 1843), Emilio (n. nel 1847), Eugenio (nato nel 1849) che impalmò Caterina dei marchesi Ferrari d’Epaminonda, Anna, Elvira e Clotilde.

Via Giov. Pal.
Napoli, altra variante dello stemma Castiglione o Castiglione Scarpati

Famiglie Morelli e Castiglione, origine doppio cognome.

Nei testi antichi e a volta anche moderni, gli storici hanno creato gran confusione: gli stessi personaggi a volte vengono appellati Morello o Morelli, altre volte Castiglione e, più spesso, Castiglione Morelli.
Per meglio indagare o chiarire le idee occorre recarsi in uno dei più caratteristici borghi della Calabria: Fiumefreddo Bruzio in provincia di Cosenza; all'epoca era un paese di pescatori, sebbene il borgo si trova a circa 1000 metri sul livello del mare. Gli abitanti erano costretti a trascinare sui ripidi pendii le loro barche per difendersi dalle continue escursioni dei Saraceni. Nel 1500 la famiglia Morelli possedeva un maestoso palazzo e il diritto di sepoltura nella Chiesa Madre sino ai primi anni dell'800.

Fiume Freddo
Fiumefreddo Bruzio, Palazzo Morelli

Fiume Freddo
Fiumefreddo Bruzio, Cattedrale, lastra in ricordo di Ettore Morelli


Fiumefreddo Bruzio, Palazzo Morelli, stemma


Fiumefreddo Bruzio, Cattedrale, stemma Morelli

A pochi metri di distanza, abitavano i Castiglione nel palazzo di famiglia; si può ipotizzare che qui si sia celebrato un matrimonio tra due o più componenti dei casati Castiglione e Morelli.


Fiumefreddo Bruzio, Palazzo Castiglione


 

Fiumefreddo Bruzio, portale Palazzo
Castiglione, poi Castiglione Morelli.

 


Fiumefreddo Bruzio, altro Palazzo Castiglione Morelli


Fiumefreddo Bruzio, Cappella famiglia Morelli

Per la genealogia delle famiglie Castiglione, Castiglione Morelli, Castiglione Scarpati e Morelli si consiglia di consultare le Tavole genealogiche di Serra di Gerace e per Carmelo Morelli il Registro degli Affari della "Real Commissione dei Titoli di Nobiltà".

_________________
Note:
(1) - Vallellonga è  un comune ricadente nella provincia di Vibo Valentia,  il suo feudo si estendeva nei territori degli attuali comuni di: San Nicola da Crissa, Torre di Ruggiero e Nicastrello; così riporta Vincenzo Naymo in  "Collezionismo e politica culturale nella Calabria vicereale borbonica e postunitaria" a cura di Alessandra Anselmi - Gangemi Editore, nella tavola a pag. 67.
In realtà non trattasi del comune di Nicastrello in quanto è una frazione del comune di Capistrano; Nicastrello oggi non è più abitata, è conservata integra solo la piccola chiesa il resto sono ruderi.
(2) - Si distinse nell’impresa di Gerba al comando di una compagnia di fanteria; fu nominato capitano di galera e morì durante il viaggio da Marsiglia a Malta.


Fonti bibliografiche:
- Luigi Palmieri, "Cosenza e le sue famiglie attraverso testi atti e manoscritti", Pellegrini Editore, 1999.
- Eugenio Arnoni, "La Calabria illustrata Vol. III Cosenza", Edizioni Orizzonti Meridionali.

- Vittorio Spreti, “Enciclopedia storico-nobiliare italiana”, Voll. 2 e 6, Arnaldo Forni editore.
- Lorenzo Giustiniani, "Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli", Napoli 1797-1816.
- Francesco Bonazzi di Sannicandro, "Famiglie nobili e titotale del Napolitano", 1902.
- Francesco Bonazzi di Sannicandro, "Elenco dei cavalieri del S.M. Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme", Napoli 1897.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

Copyright © 2007 www.nobili-napoletani.it - All rights reserved  
 

*******************

  Elenco Famiglie nobili - dalla A alla B Elenco Famiglie nobili - lettera C

STORIA DELLE FAMIGLIE NOBILI:

Elenco Famiglie Nobili - dalla Lettera D alla lettera H Elenco Famiglie nobili - dalla I alla N
  Elenco Famiglie nobili - dalla O alla R Elenco Famiglie nobili - dalla S alla Z

*******************

Cosa dicono i quotidiani Pubblicazione libri Eventi