Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Catizone

Arma: d'azzurro, alla banda d'oro accompagnata da due gigli dello stesso uno nel capo e l'altro nella punta.
Titoli: Nobili di Crotone, Nobili di Taverna, Baroni di Maldotto.
Patrona: Santa Cecilia.


Stemma partito, Catizone, Schipani e ? (1)

La famiglia Catizone è di probabile origine bizantina.
Andrea Catizone, nel X secolo fu abate del convento basiliano di Simeri.
Marco Tullio Catizone, nato a Magisano, Casale di Taverna, a metà del Cinquecento, da Ippolito e da Petronia Cortes o Cortese, partecipò, al seguito di don Sebastiano Re del Portogallo, alla battaglia di Alcazquebir in Marocco, combattuta il 5 agosto 1574, furono sconfitti, del Re non fu mai ritrovato il cadavere, dopo qualche tempo tornò dal Marocco, e sbarcato a Messina, disse a moglie e figlia di dover assolvere ad un incarico importante, suggestionato dai riconoscimenti di molti per la somiglianza col Re, e spinto anche da gentiluomini portoghesi impegnati a sostenere l'indipendenza del Portogallo contro le pretese del Re di Spagna, dalle corti di Parma e Venezia fu invitato ad allontanarsi, avviatosi per Livorno per imbarcarsi in Franca, sostò in incognito a Firenze presso il convento dei padri Borgognoni, raggiunto dal frate Grisostomo da Venezia per sostenerlo, dopo dieci giorni si lasciò sospettare come don Sebastiano, il Granduca per ingraziarsi il Re di Spagna, Filippo III, fece in modo di poterlo arrestare, processato, si disse che egli era calabrese, preteso da Filippo III fu consegnato e portato a Napoli, il 20 maggio 1602 venne condannato alla galera a vita, lo stesso anno fu inviato in Spagna, il 27 settembre 1603, con l'altro calabrese Annibale Balsamo, porgevano al carnefice la mano destra su un ceppo, per poi essere impiccati.


Marco Tullio Catizone

Giovan Pietro, sposò Costanza Ferrari, figlia del giureconsulto Raimondo, molto stimato dalla Principessa Margherita d'Austria figlia dell'Imperatore Carlo V, fratello di Antonello capostipite dell'omonimo ramo in Cosenza, e di Elisabetta Campana.
Scipione, fu mastro giurato di Crotone nel 1647, anno in cui vi furono rivolgimenti popolari in tutto il regno, nel mentre era Sindaco dei Nobili Lelio Montalcino, gli eletti erano: Giuseppe Suriano, Carlo Berlingieri e Giovan Battista di Nola Molise, zio di Scipione; sposò Ippolita Barricellis, figlia di Giovan Battista e di Vittoria Pelusio di Fabio.
Antonio, di Reggio, nel 1671 fu Canonico della Cattedrale, poi Decano del Capitolo.
Giovanni Antonio, di Reggio, frate Agostiniano, fu oratore e poeta.
Padre Giovanni Fiore da Cropani elenca le famiglie che facevano parte del Sedile Nobile di Taverna nel Seicento: Anania, Blaschi, Caraffa, Carpanzano, Catizone, Cirillo, Ferrari, Filante, Iozolino, Madotto, Mandella, Marincola, Masella, Mazza, Morrone, Munizza, Pistoia, Poerio, Ricca, Rocca, Rotella, Schipani, Teutonica, Veraldi.


Taverna (Catanzaro)

Camillo, Capitano, fu eletto Sindaco dei Nobili nel 1605.
Francesco, sacerdote, nel settembre del 1637 ottenne il Canonicato nella Cattedrale di Belcastro e la prebenda di San Giacomo.
Filippo, con atto del 1687 dispose la fondazione della Cappella di Santa Cecilia, jus patronato della famiglia, all'interno della chiesa di Santa Maria Maggiore in Taverna, sposato a Beatrice Crispo, sposata in prima nozze in casa Capialbi di Monteleone.
Francesco, nel 1779 fu Sindaco dei Nobili di Taverna.
Il Reverendo Tommaso acquistò da Marcello Blasco il feudo di Maldotto o Quartieri (quarta parte del feudo), sito in territorio di Taverna, seguì il Regio Assenso del 1° giugno 1790.
Vincenzo († 19 agosto 1799), barone di Maldotto per successione al barone Tommaso.
Filippo Antonio, barone di Maldotto per successione a suo padre, barone Vincenzo.
Ruggero († 1908), Vescovo di Augustopoli di Frigia dall'11 luglio 1895 a gennaio 1908, antica sede episcopale della provincia romana di Frigia Salutare nell'odierna Turchia.
Lavinia, con testamento del 17 novembre 1869, fondò l'ospedale dei poveri infermi di Taverna, eretto ad Ente Morale con delibera del consiglio comunale il 21 luglio 1878.
Eva (Cosenza, 1965), è stata Sindaco di Cosenza dal 21 giugno 2002 al 25 gennaio 2006.

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Nota:
(1) - Tratto da “La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari della Calabria” Vol.IV, di Mario Pellicano Castagna e curato da Umberto Ferrari.
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Bibliografiche:
- Giovanni Fiore da Cropani “Della Calabria Illustrata”.
- Franz von Lobstein “Settecento Calabrese”, Vol. II, Napoli 1978.
- Mario Pellicano Castagna “Le ultime intestazioni feudali in Calabria”; Effe Emme, 1978.
- Gustavo Valente "Dizionario bibliografico biografico geografico storico della Calabria" Vol.II, Frama Sud 1989.
- Gustavo Valente “Storia della Calabria nell'età moderna”, Voll.I-II, Frama Sud, 1980.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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