Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.   

Famiglia Cedronio

 a cura del dr. Federico La Longa Mancini

Arma: d’argento al cedro di verde sradicato e fruttato d’oro
Titoli nobiliari:
Marchese di Rocca d’Evandro (mpr.), Signore di Camino (mpr.), Nobile dei Marchesi (mf.)
Dimora :
Napoli, Rocca d’Evandro

© Immagine proprietà Casa Mancini
© Arma Famiglia Cedronio
 

STORIA

Nobile casata napoletana di origine romana, che, secondo la descrizione che ne fa la platea di famiglia si trovò trapiantata nel Regno di Napoli per ragioni politiche.

Se si vuol prestare fede ai certificati di Patriziato Romano rilasciati dall’archivio del Campidoglio, essa si fa discendere dai nominati Caio e Pisano Cedronio citati da Tacito nei suoi “Annales”; certo è che nell’anno 1343 Pompeo, Conte di Castelnuovo e Palombara, si trasferì da Roma a Napoli, ove dalla Regina Giovanna 1ª d'Angiò fu nel 1344 nominato Gran Siniscalco della Provincia di Talqualquerio. La famiglia visse prima parte in Napoli, e parte in Roma, e poi riunitasi tutta in Napoli, dove fu ascritta alla nobiltà fuori Seggio, visse parte ivi e parte nella città di S. Germano per la maggiore vicinanza a Roma patria primitiva.

Alessandro fu familiare di Re Ladislao d’Angiò-Durazzo, mentre Luigi fu castellano di Castel Nuovo di Napoli nel 1429.

Gli eredi del Conte Pompeo ebbero nel Regno altri feudi come quelli di Corvara in Abruzzo, e di Cominaglia, o Romagnano. In S. Germano la famiglia acquistò molti privilegi aboliti dalle nuove leggi.

Francesco figlio di Benedetto, e di Vittoria Fieramosca fu Castellano di Rocca Gianola, e capitano di guerra della città di S. Germano: verso il 1421 una Gemma fu prima Badessa del Monastero di S. Scolastica, ed in seguito un Benedetto fu arciprete della Cattedrale di detta Città. Da questo ceppo venne Francesco Antonio, il quale per aver sposato Antonia Pelosi divenne Barone di Rocca d’Evandro e Camino in Terra di Lavoro.
Benedetto
, marchese di Rocca d'Evandro, sposò nel 1659 Maria Vittoria Bourbon dei Marchesi di Santa Maria dell’Umbria.
Catarina, sorella di Benedetto, nel dicembre del 1633 impalmò
Don Lorenzo de Simone, Barone di Caspoli in Terra di Lavoro.

Domenico Maria fu vescovo di Bitonto dal 18/3/1720 al 1722.
Il marchese Pietro Cedronio nel 1721 divenne confratello dell'Augustissima Compagnia della Disciplina della Santa Croce.
Don Francesco Cedronio fu Primicerio dell’Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini dal 1799 al 1801.

Lucrezia sposò il conte Gennaro Mancini dei marchesi di Fusignano, magistrato e cavaliere costantiniano, figlio del conte Nicola Luigi Mancini, ufficiale del Reggimento Nimes dell’Esercito Napoletano e di Maria Antonia von Orsini und Rosenberg, figlia del Principe Vincenz Ferrerius Andreas von Orsini und Rosenberg e della Contessa Maria Juliana Josefa von Stubenberg-Kapfenberg, Camerista di Sua Maestà Maria Carolina d’Asburgo-Lorena (* 3/7/1769 Napoli 20/2/1862), e generò il conte Antonio Mancini, 1° Tenente della Gendarmeria Reale dell’Esercito delle Due Sicilie (9/2/1850), stipite del Ramo di San Vittore.

© Immagine proprietà Casa Mancin
© Arma dei Mancini di San Vittore

Stemma della Famiglia Mancini di San Vittore con le insegne delle famiglie imparentate: nel 1° di rosso al leone al naturale tenente con le zampe anteriori un pesce d'argento in palo (Mancini); nel 2° d’azzurro al palo cucito di rosso, caricato di tre stelle ad otto raggi d’oro ed accostato da due leoni controrampanti dello stesso sostenuti da un mare in punta d’argento fluttuoso del campo (Marinelli); nel 3° d’argento al cedro di verde sradicato e fruttato d’oro (Cedronio); nel 4° bandato di rosso e d’argento, col capo d’argento caricato da una rosa rossa posta su una piccola fascia d’oro caricata da un’anguilla d’azzurro (Orsini). Motto: LUCIA STIRPS CLARIS OLIM LUCEBAT ALUMNIS (L’illustre stirpe dei Lucij illuminava un tempo i discendenti). Cimiero: una sirena dalla coda doppia al naturale.    

Il casato Cedronio, nobile in Napoli fuori seggio, fu ricevuto nell’Ordine di Malta nel 1712, infatti Antonio fu capitano di galera e Balì dell’Ordine. La famiglia fu decorata col titolo di marchese di Rocca d’Evandro nel 1677.

I Cedronio possedevano in Napoli, nell’omonima via del quartiere San Lorenzo, il palazzo di famiglia con altre abitazioni; altro palazzo, i cui giardini oggi sono quasi tutti a coltura, un tempo di proprietà dei marchesi Cedronio, che avevano una splendida collezione di conchiglie molto rare, si trova a Posillipo. Lo si può vedere dall'alto, dal giardino che ospita la tomba di Virgilio.
In Napoli, nella cappella gentilizia dei Cedronio, c'è il corpo di S. Tarcisio protomartire dell'Eucarestia, invocato specialmente per le malattie del petto.             

Ch. S. Domenico Maggiore

Ch. S. Domenico Maggiore

Napoli, Cappella Cedronio, stemma Cedronio ed epitaffio, Anno 1712

 

Castello di Rocca d’Evandro

Rocca d'Evandro, splendido paese in provincia di Caserta, fiancheggiato da due torrenti che confluiscono nel fiume Garigliano, è situato su un colle che domina tutta la Valle del Garigliano; poco più su fu costruito il castello, collegato ad una torre dell'abitato tramite un ripiano protetto da muri. Il Castello, per la sua posizione, era quasi inespugnabile e, quindi, era considerato un punto nevralgico per la difesa del territorio.


Castello di Rocca d'Evandro
© Foto di Tommaso Valentino ( http://www.panoramio.com/user/1882814 )


Nel corso dei secoli si alternarono molti feudatari, tra i quali:
Tommaso Brancaccio (1338), Cola Orsini e Maria Marzano conti di Manoppello; Ettore Fieramosca duca di Mignano (1500), Federico Monforte (1528), Francesco d'Avalos marchese di Pescara, Maria d’Aragona del Vasto (1548), Marcello Muscettola (1552), Antonio di Bologna (1563).
I feudi di Rocca d’Evandro e Camino passarono alla famiglia Sammarco dal 1577 al 1652; poi furono acquistati da Gio. Domenico Pelosi nobile cosentino, infine pervennero per successione in casa Cedronio, a seguito di matrimonio celebrato tra Antonia Pelosi, ultima erede del casato, e  Francescantonio Cedronio.
 

Acquavia Collecroce


Il borgo di Acquavia Collecroce, oggi comune in provincia di Campobasso (Molise), faceva parte di un feudo dei Cavalieri di Malta e dipendeva dalla Commenda di San Primiano di Larino; viene attestata la presenza del commendatario Antonio Cedronio, che fu nel 1712 comandante di Galera e Balì dell’Ordine di Malta, e successivamente del nipote Francesco Antonio  nella stessa carica.
Francesco Antonio, nel 1748, viene citato  nella realizzazione di un cabreo nella commenda di San Primiano di Larino,  nello stesso documento compare il nome del regio notaio Di Zazzo Paolo di Rocca d’Evandro (paese nel quale i Cedronio avevano il titolo di  marchesi).

Acquaviva- Collecroce (CB), particolare Chiesa di Santa Maria Ester con le insegne melòitense, targa viaria e, sotto,
gli stemmi del Gran Maestro dell'Ordine di Malta Juana de Homedes (1536-1553), dell'Ordine e ?

Il commendatario viene citato nell’arringa di Felice Maria Zara, nel dicembre del 1772,  in una causa dei cittadini di Acquaviva contro le decime volute dal Balì di Larino.
Francesco Antonio viene descritto come colui “che era uso tenere avvilita la popolazione, al segno di non aver potuto mai erger la testa, né riferirsi à Tribunali, degli affanni che l’opprimevano”
(1).
 

Famiglie imparentate con casa Cedronio


Alcune parentele contratte dai Cedronio:
CARACCIOLO: don Domenico Caracciolo Rossi dei principi di Torchiarolo sposò donna Olimpia Cedronio dei marchesi di Rocca d’Evandro.

CARAFA: nel 1696 Domenico Cedronio sposò Lucrezia Carafa dei duchi di Campolieto.
CARRARA: Vittoria Cedronio dei marchesi di Rocca d'Evandro sposò nel 1802 Giacomo Maria Carrara, patrizio di Salerno.

GISULFO: nel 1725 Benedetto Cedronio sposò Teresa Gisulfo e Platamone dei duchi di Ossada di Palermo.

DE SIMONE: il barone Lorenzo de Simone di Caspoli sposò donna Caterina Cedronio dei marchesi di Rocca d’Evandro.

COTTONE: don Gaetano Cottone e Morso marchese di Villahermosa e principe di Castelnuovo sposò donna Lucrezia Cedronio e Gisulfo gentildonna napoletana.

DE GEMMIS: il marchese Vincenzo Cedronio sposò Teresa de Gemmis dei baroni di Castelfoce.

vedi Carrara o Salerno
Salerno, stemma Cedronio inquartato con le famiglie imparentate

vedi Cedronio

vedi Cedronio

Cimitero di Rocca d’Evandro, cappella appartenuta ai Cedronio; lo stemma è di Vittoria Cedronio (1775 † 1834), figlia del
marchese Giovan Battista (1739 † 1789), che sposò nel 1802 Giacomo Carrara, patrizio salernitano. Lo scudo è inquartato:
nel 1° Cedronio, nel 2° Carafa principi di Monasterace, nel 3° dei marchesi Bourbon del Monte Santa Maria di Ancona,
nel 4° Gisulfo Platamone di Ossada (Palermo).

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Note:
(1) -
Si ringrazia lo storico dottor Rino Gliosca per le notizie fornire.
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Fonti:
Archivio Mancini di San Vittore
Encicplopedia nobiliare del Marchese Spreti
Francesco Bonazzi di Sannicandro, Famiglie Nobili e Titolate del Napolitano, Arnaldo Forni Editore
Romualdo Marrone, Le Strade di Napoli, Newton & Compton Editori
Francesco Alvino, La collina di Posillipo, Grimaldi & C. Editori


Continua nel sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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