Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Cosentino

Arma: d’azzurro all’albero al naturale nodrito sopra un monte verde di tre cime movente dalla punta e sinistrato da un leone d’oro affrontato al tronco (1).
Titoli:
marchesi di Aieta, patrizi di Bisignano e Cosenza.


© Cosenza, Chiostro di San Francesco di Paola, stemma partito Moio e Cosentino

L’antica e numerosa famiglia Cosentino (o Cosentini), originaria di Sorrento, si diramò in Calabria dove si stabilì in Bisignano, Aprigliano, Cosenza, Reggio Calabria e Aieta.
Nel 1569 Virgilio Cosentino, insieme all’Arcidiacono Giovanni Bernardino, dovette recarsi, a nome del Capitolo della Cattedrale di Bisignano, a “fare visita all’Eccellentissimo Principe di Bisignano Nicolò Bernardino Sanseverino e all’Eccellentissima Principessa Isabella, fornendoli di cavalcatura…
(2)”.
In Bisignano, sin dal 1600,  la famiglia possedeva una cappella dedicata a San Martino nella Cattedrale e altra cappella dedicata al Santissimo Crocifisso nella Chiesa dei Frati Minori.
Pompeo Cosentino da Bisignano sposò Geronima Berlingieri, figlia di Pietro Antonio da Acri (
1606) e di Beatrice Campolongo dei baroni di Firmo; fu capitano di vari militi in Milano nel 1650 circa.
In ricordo di Fabrizio Cosentino (
1625), patrizio di Bisignano, storico e filosofo, vi è una lapide nella Chiesa dei Riformati.


© Bisignano, Palazzo Cosentino


© Bisignano, Palazzo Cosentino

Il magnifico Gian Gregorio Cosentino, nativo di Bisignano, nel 1550 circa si trasferì a Reggio Calabria (3).

I Cosentino marchesi di Aieta

Il ramo più importante dei Cosentino è quello di Aieta che ottenne il titolo di marchese.

Il feudo di Aieta, sito in Calabria Citra in diocesi di Cassano comprendeva gli attuali comuni di Aieta e Praja a Mare in provincia di Cosenza, la baronia fu acquistata, per ducati 13.000, da Lucrezia Martirano (erede di suo fratello, barone Giovan Tommaso) da Scipione Cosentino († 1589), figlio di Antonio e di Bianca Malatacca, seguì il Regio Assenso l'11 luglio 1572; un suo zio fu Stefano ed un prozio Girolamo, consigliere di re Ferrante; la famiglia era originaria di Lauria (così in “Notizie di Nobiltà” di Giuseppe Campanile); sposò Ippolita Gazzineo.

Giovan Francesco († 1595), 2° barone di Aieta, ebbe Significatoria di Rilevio l'11 luglio 1590 per la terra di Aieta con bagliva e mastrodattia come erede di suo padre Scipione; sposò Ippolita (o Porzia) Mazzacane di Giulio, barone di Omignano nel Cilento.


Stemma Cosentini

Scipione ( † 1632), 3° barone di Aieta, erede di suo padre, barone Giovan Francesco; re Filippo IV, con Privilegio del 13 gennaio 1624 gli concesse il titolo di marchese ; sposò Vittoria, di Ferdinando della Porta, marchese di Episcopia ed ebbero per figli: Beatrice; Matteo  (1632 † 1702), fu Vescovo di Anglona-Tursi dal 1667, e

Giovan Francesco (1621 † 1699), 2° marchese di Aieta, come erede di suo padre, marchese Scipione; sposò Camilla Pignatelli con la quale ebbero per figli: Agata, Pietro, Girolamo, Carlo, Scipione, Tiberio, Domenico e

Giuseppe ( a Piano di Sorrento 1721), 3° marchese di Aieta, ebbe Significatoria di Rilevio il 22 luglio 1705 per la terra di Aieta con le seconde cause, zecca e portulanìa, come erede di suo padre, marchese Giovan Francesco

Tiberio, 4° marchese di Aieta, come erede di suo fratello, marchese Giuseppe, morto improle

Domenico (m. 1747), 5° marchese di Aieta, come successore di suo fratello, marchese Tiberio, per refuata fattagli il 16 giugno 1721, nell'intestazione del 17 novembre del 1735 per la terra di Aieta oltre le seconde cause, zecca, portulanìa vi erano anche il falangaggio ed ancoraggio nel porto dell'isola di Dino, ebbe per figli: Beatrice, Orsola, Lucrezia, Giuseppe e il primogenito

Francesco (n. 1723 1748), 6° marchese di Aieta per successione a suo padre, marchese Domenico, morì in breve tempo, non fece in tempo a prendere intestazione.

Giuseppe, (n. 1725 1759) 7° marchese di Aieta, successe a suo fratello Francesco; sposò Livia Lombardo con la quale ebbero per figlio

Domenico (n. 1755 Cosenza 1821) 8° marchese di Aieta, il 18 settembre 1761, erede di suo padre, marchese Giuseppe, s'intestò la terra di Aieta con le seconde cause, zecca, portulanìa ed ancoraggio dell'isola di Dino; vendette il feudo a Vincenzo Maria Spinelli, principe di Scalea, con la clausola che il titolo di marchese fosse trasferito su altro feudo che egli possedeva, del titolo continuarono a fregiarsi i suoi discendenti;  sposò Vittoria Valignani dei duchi di Vacri con la quale ebbero numerosa prole, ben ventidue figli, alcuni morti in giovane età, tra di essi, coloro che ereditarono il titolo furono:

Tommaso (n. 1787 1838), 9° marchese di Aieta, per successione al padre, marchese Domenico, sposato, morto improle.

Luigi Maria (n.1790 1858) 10° marchese di Aieta, per successione a suo fratello, marchese Tommaso, sposato, morto improle.

Maria Giuseppa (n. 1801 1890), 11^ marchesa di Aieta, per successione a suo fratello Luigi Maria; sposò a Napoli, nel 1829, Innocenzo de Miro (n.1800 1874), patrizio di Sorrento, figlio cadetto di Giacomo, duca di Collecorvino.

Lorenzo de Miro (n. 1830 1908), 12° marchese di Aieta, per successione a sua madre, marchesa Maria Giuseppa, riconosciuto con Decreto Ministeriale del 15 aprile 1898.


© Aieta (Cosenza), palazzo appartenuto ai marchesi Cosentino

I Cosentino di Francesco di Aieta

Il marchese Francesco (n. 1723 1748) figlio del marchese Domenico, morto prematuramente senza prendere intestazione del feudo, al quale successe suo fratello Giuseppe, aveva sposato Angela de Fazio con la quale ebbero per figlio Giuseppe (n. a Pizzo Calabro 1843), sposato con Rosaria Rodi, ebbero per figlio Lucantonio (n. a Pizzo Calabro1873), a sua volta sposato con Maria Vincenza Riglieri, ebbero per figlio Giuseppe (n. a Pizzo Calabro 1799), sposato con Maria Enrichetta de Casiron ebbero per figli: Clara, Adriana, Innocenza e

Raimondo (n. 10-11-1838 a Napoli e registrato Cosentini), nobile dei marchesi di Aieta, Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia, Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro; già Ufficiale delle Guardie del Corpo a Cavallo Napoletane, disertato a settembre 1860, come garibaldino prese parte alla campagna di Capua e, successivamente a Caserta, nel Regno d'Italia fu Sottotenente nel 15° Turr, fu uno dei quattro Ufficiali che riorganizzo il gruppo dei Corazzieri, fu nominato Tenente Colonnello e successivamente Colonnello;  sposò Antonia Camuzzoni di Vicenza ed ebbero per figli: Arturo, Tenente di Fanteria; Giovanni, Sottotenente M.T., sposato con Fausta Prignacchi,


Raimondo e Giovanni Cosentini

ebbero Evelina ed Ugo disperso in Russia; Ugo, Tenente di Vascello, Comandante Regio Sommergibile, sposato con Anna Maria Lang, ebbero per figlia Laura; Giuseppe ed

Angelo, nobile dei marchesi di Aieta, Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Colonnello Comandante 21° Bersaglieri, sposato con Maria Panichi di Ascoli Piceno con la quale ebbero Achille (n. 1901), nobile dei marchesi di Aieta, sposato alla nobile Maria Teresa Crivelli Visconti di Milano hanno avuto come figli: Adriano, ha per figlia Sara; Angela Maria e il primogenito Alessandro (n. 1930), nobile dei marchesi di Aieta, morto improle; negli anni cinquanta del Novecento recandosi a visitare il feudo posseduto dai suoi avi in Calabria, notò le rovine della rocca di Praja a Mare, l'acquistò e restaurò, inoltre, fece ricorso al tribunale di Milano per poter aggiungere al proprio cognome il predicato “di Aieta”, con sentenza del 14 marzo 1958, la 1^ sezione Civile del tribunale di Milano ordinava all'Ufficiale dello stato civile del comune di Milano di rettificare, aggiungendo al cognome “Cosentini” il predicato “di Aieta” agli atti di nascita (4).


Alessandro, Angela Maria e Adriano Cosentini

Pietro, Francesco e Vincenzo furono aggregati alla seconda piazza degli onorati cittadini di Cosenza nel 1580 (5).
I Cosentino possedevano palazzi in Cosenza e nella Sila Grande.


© Cosenza, Palazzo Cosentino


© Cosenza, Palazzo Cosentino, Portale

La casa Cosentino in Cosenza, Località detta volgarmente "La Ficuzza", posta tra via A. Salfi e via Casini, durante i moti del Risorgimento accolse il comitato insurrezionale di Calabria Citra (6).


© Cosenza, Località detta "La Ficuzza", Casa Cosentino


© Cosenza, Località detta "La Ficuzza", Casa Cosentino, Portale

Geronimo Cosentino acquistò nella Sila Grande il feudo di Capalbo detto anche Li Cossini (ovvero feudo di Cussini in località Capalbo) dalla Regia Azienda di Educazione di Napoli (già dei Gesuiti poi espulsi dal Regno e intestato agli Ametrano i quali lo presero in nome e per conto dei Gesuiti di Cosenza) con Regio Assenso del 20 marzo 1792; Geronimo ne fu l'ultimo intestatario prima dell'eversione (abolizione) della feudalità del 1806 (7).


© Sila Grande, Lagarò Cosentino, Villa Cosentino


© Sila Grande, Lagarò Cosentino, Villa Cosentino, Portale


© Sila Grande, Lagarò Cosentino, Villa Cosentino, Chiesetta

La famiglia fu ricevuta nel S.M.O. di Malta nel 1725 con Giuseppe Maria Cosentino dei marchesi di Aieta, di Sorrento, di minore età (8).
Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace e per Vincenzo Cosentini il Registro della “Real Commissione dei Titoli di Nobiltà” – Archivio di Stato di Napoli.

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Note:
(1) - Francesco Bonazzi di Sannicandro, “ Famiglie nobili e titolate del Napolitano”, 1902.
(2) - R. Fasanella d’Amore, “Una grande famiglia del Mezzogiorno mediovale: i Sanseverino di Bisignano”, in Cultura e spettacolo nel Principato di Bisignano…, a cura di L. Falcone, Bisignano 1998.
(3) - R. Fasanella d’Amore di Ruffano, “Le città di Bisignano e il suo Seggio”.
(4) - Archivio Adriano Cosentini di Aieta.
(5) -
Luigi Palmieri, "Cosenza e le sue famiglia attraverso testi atti e manoscritti", Tomo II, pag. 335, Pellegrini editore, 1999.
(6) - Luigi Palmieri, "Cosenza e le sue famiglia attraverso testi atti e manoscritti", Tomo I, pag. 132, Pellegrini editore, 1999.
(7) - Mario Pellicano Castagna in “La Storia dei Feudi e dei Titoli nobiliari della Calabria” Vol.I pag.374; Frama Sud, 1984.

(8) - Francesco Bonazzi di Sannicandro, “Elenco dei cavalieri del D.M. Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme”, 1907.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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