Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Dragonetti de Torres

Arma: d’argento, alla fascia di rosso sostenente un drago di verde linguato ed allumato di rosso, ed accompagnata in punta da tre bande del medesimo.
Dimora: L’Aquila.


Stemma dei Dragonetti de Torres
Palazzo Antonelli - de Torres - Dragonetti, L'Aquila

L’antica famiglia abruzzese Bragonetti discende da quella dei Bazzano.  Sin dal 1178 ebbe la Signoria del feudo di Brazzano, nel 1362 quella di Orsa e Paterno, nel 1495 quella di Ripalta, oltre al titolo di barone di Campana pervenuto per maritali nomine. Fu ricevuta per giustizia nell’Ordine Costantiniano il 6 settembre 1618.
Dragonetto fu maestro di campo di re Ladislao di Durazzo e della regina Giovanna II di Durazzo.
Giovanni fu governatore del castello di Rocca di Mezzo.
Il generale Biagio Dragonetti ottenne nel 1704 dal re di Spagna Filippo V di Bordone il titolo di marchese sul cognome, inoltre il casato con diploma del 1620 ottenne il patriziato romano.
Giacinto († 1730) fu vescovo di Nusco dal 1703 al 1724, successivamente vescovo di Marsi sino alla sua morte.


Cappella Dragonetti de Torres nella Basilica di San Bernardino all'Aquila.In alto l’arma dei Dragonetti, in basso lo stemma partito
e semitroncato, nel 1° Dragonetti, nel 2° Simeonibus e nel 3° de Torres; lo scudo accollato con le insegne ecclesiastiche.

Gaspare († 1793) fu un insigne poeta latino.
Pizzoli, terra in Abruzzo Ultra, nel 1541 fu acquistata per ducati 5.500 da Alfonso Basunto, nel 1575 Diana di Nocera moglie del Reggente Revertera, la vendette nel 1623 Ferrante de Torres per ducati 12.000. Quest’ultimo nel 1572 aveva acquistato la baronia di Cagnano, feudo sito in Abruzzo Ultra, da Pompejo Bernal.
Ultimo marchese di Pizzoli e barone di Cagnano in casa de Torres fu Ferdinando de Torres (1790 † 1861) deceduto senza eredi diretti.
Il marchese Luigi Dragonetti (L’Aquila, 1-10-1791 †  ivi, 21-2-1871), patrizio de l’Aquila, figlio di Giovanni Battista e di Maria Benedetti, laureatosi in giurisprudenza all’università di Napoli, fu nominato senatore il 20-1-1861; sposò Laura de Torres (1798
1838), figlia ed erede del menzionato Ferdinando.
Il nome de Torres e i titoli di marchese di Pizzoli e barone di Cagnano passarono per disposizione testamentaria a Giulio Dragonetti (1818 † 1896), figlio dei suddetti Luigi e Laura de Torres, e quindi al di lui figlio Alfonso.
Con R.D.  2 ottobre 1897 i Dragonetti furono autorizzati ad aggiungere il cognome de Torres al proprio; i titoli di marchese di marchese di Pizzoli e barone di Cagnano, oltre a quello di marchese sul cognome, furono riconosciuti con R.R.L.L.P.P.  1 settembre 1907.


L'Aquila, palazzo Dragonetti de Torres

Agostino Dragonetti (n. Napoli, 28-1-1832) fu 1° tenente dello Stato Maggiore dell’esercito delle Due Sicilie.
Maria Laura Dragonetti de Torres (Roma, 1893 † L’Aquila, 1971), figlia di Alfonso Dragonetti de Torres (Roma, 1864 † ivi, 1940), marchese di Pizzoli, barone di Cagnano e patrizio dell'Aquila, e di Teresa dei marchesi Antonini Castiglione (1864
1948), assieme alla sorella Clementina e al fratello Giambattista (Roma, 1893 † L’Aquila, 1971), Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, e ai figli di quest’ultimo, Cosimo e Maria Elisa, furono gli ultimi a portare in linea diretta il nome Dragonetti de Torres.
La citata Maria Laura sposò l'ing. Agostino De Agostini (Bergamo, 1872 † Roma, 1965). Il figlio Giulio De Agostini Dragonetti de Torres (Roma, 1921 † Roma, 2018) ottenne la facoltà di aggiungere al cognome paterno quello della madre.

Per la genealogia si consiglia di consultare le Tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Fonti bibliografiche:
- Vittorio Spreti, “Enciclopedia storico-nobiliare Italiana”, Arnaldo Forni Editore.
- G.B. di Crollalanza, “Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti”, Pisa 1896.
- Francesco Bonazzi di Sannicandro, “Famiglie nobili e titolate del Napolitano”, Arnaldo Forni Editore, 2005.
- Carlo Padiglione, “Trenta centurie di Armi Gentilizie”, Napoli, 1914.
- Roberto M. Selvaggi, “Nomi e volti di un esercito dimenticato”, Grimaldi & C. Editori, Napoli 1990.
 - Lorenzo Giustiniani , “Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli”.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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