Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

stemma dei Firrao

Arma: d'azzurro ad una vite d'oro fruttifera sposta in banda. Per cimiero un cavallo uscente dallo stemma(1).
Dimora: Napoli

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© Napoli - Stemma Famiglia Firrao

La Famiglia Firrao prese il nome da Rahone, famoso capitano ai tempi dell'imperatore Basilio; i suoi figli vennero chiamati "de Filiis Rahonis" e, successivamente, Firrao. Ai tempi di re Guglielmo II detto il Buono, Roggieri de filiis Rahonis nel 1184 era feudatario e nobile della città di Cosenza.  Nel XIII secolo RUGGIERO Firrao fu nominato giustiziare in Calabria dall'imperatore Federico II di Svevia.
Nel 1322 Roberto Firrao era feudatario in Aversa.

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© Napoli - Sepolcro di Dialta Firrao sposa di Ludovico Dentice - Sec. XIV

Nel 1480 Francesco Firrao fu valoroso combattente durante l'assedio di Otranto.

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© Napoli - Palazzo fatto costruire nel 1500 da Cesare Firrao, principe di Sant'Agata.

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© Napoli - Palazzo Firrao

Antonino, portolano maggiore della città di Napoli, fu barone di S. Agata, Mattafellone, Luzzi e Noce; fu insignito del titolo di marchese e nel 1651 di principe sul feudo di S. Agata di Calabria.
CESARE Firrao nel 1620 fu insignito del titolo di principe di Luzzi e trasferì la famiglia a Napoli.
Il Casato fu aggregato al Patriziato napoletano del Seggio di Porto e, dopo l'abolizione dei Sedili (1800), fu iscritto nel Libro d'Oro napoletano.
Vari sono stati i titoli concessi a questa famiglia, oltre a quelli già citati:
principi di Pietralcina
duchi di: Jelsi.
marchesi di:
Santa Caterina
baroni di:
Malvito, Massanova, Belmonte, Paparone.
Palazzo Firrao fu costruito nel 1500 e restaurato nel primo Seicento per volere di Cesare Firrao, principe di Sant'Agata. La facciata fu ideata da Cosimo Fanzago che mise in risalto lo stemma araldico della famiglia Firrao e dei sovrani spagnoli.
Nel 1622 i Falangola vendettero per 80.000 ducati a Cesare Firrao, principe di Sant'Agata le terre di di Fagnano, Malvito, Pietrapiccola e Joggi.

In Napoli nella Chiesa di S. Paolo Maggiore vi è la cappella gentilizia di famiglia commissionata nel 1640 dai principi di Sant'Agata di Calabria.

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© Napoli - il principe Cesare Firrao

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© Napoli - Cappella Firrao

Donna Teresa Firrao, figlia di Pietro, principe di Sant’Agata e di Isabella Caracciolo sposò Ettore Carafa della Spina (1662 † 1728), principe del S.R.I., duca di Forli, conte di Policastro  e patrizio napoletano.
Pietro
Firrao, principe di Luzzi, sposò
 donna Livia Grillo dei duchi di Mondragone (18-2-1740 29-11-1836).
Donna Maria Antonia Firrao, figlia di Pietro principe di Luzzi, sposò a Napoli nel 1768 Vincenzo Ruffo (Sant’Antimo,1734
Napoli,1802), duca di Bagnara e Baranello.
Livia Firrao, figlia ed erede di Tommaso principe di Sant’Agata, principe di Luzzi, principe di Pietralcina, duca di Jelzi, Vicerè di Sicilia e Cavaliere del Real Ordine di San Gennaro, nel 1789 sposò, in prime nozze, Tommaso Sanseverino (Napoli, 1759 † ivi, 1814), patrizio napoletano, principe di Bisignano e di Terranova, Primo Principe del Regno di Napoli, duca di San Marco e di Erchie, marchese di Casalbore, conte di Tricarico, Chiaramonte e  Altomonte, Grande di Spagna di prima classe, Ministro di stato napoletano, e nel 1815, in seconde nozze, Alessandro Capece Minutolo (Napoli,1768 ivi,1841), patrizio napoletano.


Luzzi (Cosenza)

Il Santuario del SS. Crocifisso di Cosenza: Il complesso detto della "Riforma" fu monastero fuori le mura fondato dalle Benedettine nell'anno 863. Terremotato nel 1184, fu riedificato da Federico II che lo cedette ai frati Francescani nel 1224. Nel 1276 lo acquistarono le Clarisse, più tardi si trasferirono in città e lo fittarono agli Osservanti dal 1412 al 1436, anno in cui lo lasciarono. Rimasto di proprietà della Clarisse, per circa 170 anni rimase abbandonato tanto da divenire un rudere.


Cosenza,
Chiesa del SS. Crocifisso, Portale


Cosenza, Chiesa di San Francesco d'Assisi, Sacrestia, stemmi
Firrao e Caselli


Cosenza, Chiesa del SS. Crocifisso, Portale, stemma Firrao


Cosenza, Chiesa di San Francesco d'Assisi, Sacrestia, stemma Firrao

Nel 1607 lo comprò il barone Antonino Firrao; ricostruì convento e chiesa, per sua devozione commissionò e collocò al suo interno la statua del SS. Crocifisso, pregiata opera della cerchia di Frate Umile da Petralia, e donò tutto il complesso ai frati Riformati nel 1628 i quali vi restarono per circa 240 anni favorendone la devozione; il SS. Crocifisso sin dalla sua realizzazione si mostrò miracoloso, la tradizione orale narra  l'apparizione del Signore Gesù al pio scultore, per attestargli compiacimento di quanto l'immagine fosse conforme al vero, ed assicurare a chiunque l'avesse pregato attraverso di essa, ogni grazia e benedizione.


Cosenza, SS. Crocifisso, venerato nella Chiesa dei Padri Cappuccini


 


Luzzi (CS), Palazzo Firrao, Portale


Luzzi (CS), Palazzo Firrao, particolare


Luzzi (CS), Palazzo Firrao

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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1) - Libro d'Oro Napoletano - Archivio di Stato di Napoli - Sezione Diplomatica.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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