Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Folino

A cura del dr. Giuseppe Pizzuti

Arma: d'azzurro, al leone al naturale lampassato di rosso, tenente con le zampe un garofano dello stesso fogliato di verde.
Titolo: Nobile di Scigliano.
Patrono: Sant'Antonio di Padova.


Serra di Piro, Cappella della Famiglia Folino, stemma

La Famiglia Folino ha goduto al nobiltà nella Città Regia di Scigliano, in Calabria Citra (oggi in provincia di Cosenza), con le famiglie: Accattatis, Ajello, Arcuri, Ariano, Barone, Belsito, Biamonte, Bruno, Cerminara, Costanzo, d'Elia, Fabiano, Franchino, Gagliano, Gauderini, Lupia, Mancuso, Mascaro, Mazza, Mesuraca, Micciullo, Misarti, Milano, Mirabelli, Pallone, Palmieri, Pettinato, La Pira, Ricci, Rizzuti, Scarpino, Stocco, Strangis, Talarico.
Le sue radici vanno ricercate nell'etimologia della parola Folino la quale è una forma ipocoristica di nome, ovvero la modificazione fonetica di un nome proprio di persona, da tale modificazione può originare un diminuitivo, un vezzeggiativo, oppure una commistione delle due forme; nel nostro caso la parola modificata è Garofalo, da cui Garofolino, Folino; la conferma l'abbiamo riscontrata nell'araldica in quanto la Famiglia Garofalo, patrizia di Cosenza, ha gli stessi carichi araldici, leone e garofano, per cui non possiamo escludere che sia un ramo di questa antica casata di Cosenza.
Nell'anno 1587 fu eretto a Scigliano il Convento dei Cappuccini sotto il titolo di Santa Maria delle Grazie, la sua fondazione fu fatta dall'Università di Diano, uno dei Quartieri della Città, l'atto di fondazione porta la data del 28 agosto 1587 stipulato dal notaio Francesco Pettinato, intervennero: da una parte Fabio Pettinato, Salvatore Gerimonte, e Nicodemo Folino, in qualità di Procuratori della fabbrica del Convento; e Gianbernardino Mancuso, anche a nome dei suoi fratelli Pietro, Vincenzo, Giulio, e Gianbattista, tutti eredi di Comizio; le parti asserirono, che nell'anno 1587, l'Università di Diano, riunita in pubblico parlamento comprò da detti Mancuso un terreno posto nel luogo denominato San Marco per il prezzo di ducati 100 allo scopo di erigervi il Convento. Diomede Folino, come risulta dall'atto notarile stipulato il 31 maggio 1591 dal notaio Grandonio Talarico, comprò da Giangregorio Gentile tutta l'acqua che aveva nel fondo denomianto Prezzaro, allo scopo di condurla nell'orto dei Padri Cappuccini, col patto di farvi l'acquedotto, e di poterlo riparare in tutti i bisogni. Diomede aveva sposato Virginia Mirabelli, nobile di Scigliano.
Giovanni Folino, è citato in un atto notarile del 26 agosto 1509 nel quale si stipulò una convenzione tra le Città di Cosenza e di Scigliano, in qualità di eletto nel parlamento di Scigliano.
Girolamo e Jacopo sono citati nell'atto notarile di fondazione del Convento di Sant'Agostino di Scigliano, costruito a spese d'Università, stipulato il 17 settembre 1531.
Nell'anno 1575, si tenne un consiglio in casa di Cesare Franchini, alla presenza, tra gli altri, del Regio Governatore don Emanuele di Vedoya, nel quale si decise di restaurare la chiesa matrice di Diano, per le spese che occorrevano l'Università promise i ricavi della gabella imposta sopra la carne, con Regio Assenso, ed inoltre annui ducati quaranta, da pagarsi sino al compimento dell'opera. Il Vescovo di Martirano (diocesi nella quale ricadeva Scigliano, oggi soppressa) Mariano Pierbenedetti, fece venire da Roma due disegni del frontespizio di una Basilica Romana, con l'idea di adattarli alla chiesa che si voleva nuovamente erigere, egli volle intervenire personalmente nell'istrumento redatto dal notaio Ottavio Fabiano il 12 luglio 1579, nel quale si costituirono: da una parte Gian Pietro Foco, con due altri architetti di Scigliano, e dall'altra Gianberardino Giuliano, Diomede Folino, Salvatore Gerimonte, Conciano Biamaco, Persio d'Elia, e Scipione Mirabelli, tutti in qualità di deputati della rispettiva Università, per la nuova fabbrica.
Il 19 aprile 1598 nel chiostro del Convento dei Padri Osservanti ed in presenza del Vescovo di Martirano Francesco Monaco, i Reverendi Padri con l'assenso del Prelato, concessero al Rettore e Prefetto della Congregazione dei Laici, sotto il titolo della Santa Concezione, come anche al Dottor Vincenzo Bruni, Pietro Giovanni Mancuso, Giansimone Folino, carlo Scarpino, ed altri Fratelli, la Cappella del loro Convento sotto il titolo del Santissimo Rosario, e del Concepimento di Maria, affinchè la loro fratellanza vi si potesse congregare.
Il 2 agosto 1633, in virtù delle lettere regali che permettevano di vendere i corpi demaniali dell'Università di Scigliano, per reperire ducati 40.000 da versare per evitare di essere infeudata da Cesare III d'Aquino, 2° principe di Castiglione, conte di Martirano etc., Gian Leonardo Pallone acquistò la Bagliva, la Mastrodattia, e la Camera per ducati 8.000 col patto di retrovendita, ed immunità di pagamenti fiscali, la vendita fu fatta all'incanto ad estinto candela avanti il Convento di San Francesco d'Assisi, e con l'intervento del conte di Picerno, Preside della Provincia, e di Francesco Passalacqua Segretario. I capitoli della Bagliva erano registrati presso il notaio Francesco d'Elia in data 27 agosto 1559, e quelli della Camera presso il notaio Sallustio Pallone in data 23 ottobre 1597. Oltre ai corpi giurisdizionali furono alienati dall'Università di Scigliano alcuni fondi: Lucagiovanni Folino, Gregorio Talarico, e Francesco Fabiano, acquistarono Due-acque Sottane per la somma di ducati 1.055; Lucantonio Folino e Compagni acquistarono Cervello per ducati 705. Lucantonio (Scigliano, 1680 † ivi, 1730 c.a) fu un poeta dialettale, tradusse nella lingua calabra in ottava rima i quattro libri dell'Eneide di Virgilio.

Serra di Piro, Palazzo Folino-Serravalle

Nel Seicento, a causa delle continue vessazioni del citato Cesare III d'Aquino, i Folino con altre famiglie Sciglianesi si spostarono a nord della Città e fondarono i Casali di Bianchi e Serra di Piro (oggi frazione del comune di Bianchi) dove costruirono il loro Palazzo e la Cappella Gentilizia intitolata a Sant'Antonio di Padova, successivamente questo Oratorio fu decorato con la custodia del Sacramento, servito da un prete, per tutta la comunità che sorse intorno alla residenza dei Folino.


Serra di Piro, Cappella, Altare della Madonna del Rosario commissionato dalla Famiglia Folino


Altare della Madonna del Rosario, stemma che raffigura un calice sostenuto da due leoni lampassati di rosso,
sovrastato da un'Ostia raggiante in quanto trattasi di Altare che custodisce il Sacramento


Cappella di Famiglia, statua di Sant'Antonio

Francesco, il giorno 10 settembre del 1747 fu testimone del miracolo avvenuto nella Chiesa del Carmine del Quartiere Diano di Scigliano, quando la mattina del giorno di domenica un sacerdote celebrando messa pronunciò le parole  del Canone: Qui prìdio quam pateretur, etc., vide nel ginocchio destro del Crocifisso alcune gocce di sangue.
Andrea Folino commissionò la campana della Cappella di Famiglia.
Pasquale, nipote di Andrea, fu ucciso dai briganti, i quali fermata la sua carrozza con cui era in viaggio, lo spogliarono del portafogli e dei soldi, si oppose alla consegna dell'orologio, dono di sua moglie Isabella Schipani; sua figlia Rosina, nata postuma, fu l'ultima discendente della Famiglia, sposando Pasquale Serravalle da Mangone si estinse in essa, al loro figlio fu imposto il nome di Pasquale.

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Bibliografia:
-Francesco Antonio Accattatis, “Storia di Scigliano” 1749 Voll. I-II, manoscritto stampato a cura di Isidoro Pallone, Editrice Casa del Libro, Cosenza 1965.
- Gustavo Valente, “Compendium, dizionario storico,geografico, biografico ragionato della Calabria” Vol. III, Ferrari editore, Rossano Calabro 2017.

Si ringraziano per la preziosa collaborazione la Signora Anna Veraldi ed il Professore Rino Pascuzzo.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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