Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 


a cura del Cav. Guido Galdi

Arma Galdi di Marigliano: spaccato, nel 1° d'azzurro al destrocherio manicato impugnante tre rose rosse, il tutto al naturale, al sole d'oro tramontante; nel 2° d'azzurro al pellicano d'argento su un mare d'azzurro ondato d'argento, accompagnato nel canton sinistro del capo da una stella d'argento.

© Immagine proprietà Casa Galdi
© Arma dei Galdi di Marigliano

Le prime notizie certe sulla famiglia Galdi nel Regno risalgono all'epoca di Federico II di Svevia; gli autori Tettoni e Saladini, nella loro opera, pubblicano anche alcune Imperiali Provvisioni (25 luglio 1235) a favore di Landolfo Galdo, figlio di Gherardo Milite e Vicerè nella Svevia per l'Imperatore stesso, che era esso figlio Milite, Regio Consigliere e Gran Giustiziere nella Sicilia "Ultra Pharum".
In esse l'Imperatore si dilunga anche su pretese discendenze da alcuni Consoli romani che avevano combattuto sotto Pompeo Magno, ma sebbene risulta, anche da monete dell'epoca, l'esistenza di alcuni "Galdus" in epoca romana, è chiaramente impossibile ogni collegamento di discendenza con essi.


© Moneta recante l'effige di Celio Galdo, tribuno della plebe nel 107 a..C.

Successivamente Federico II di Svevia, re di Sicilia, il 29 maggio 1329 a Catania, rilascia un altro diploma a Luigi, figlio di Landolfo Galdo. Così pure in epoca aragonese si trovano diplomi indirizzati ad alcuni Galdo.
Nel XV secolo la famiglia si divide in due rami partenti da due figli di Giovanni: Filippo e Carlo.
Con Carlo si ha l'origine dei Baroni del Galdo Cilento tuttora fiorente.
Del ramo trapiantato in Ogliara casale della città di Salerno, si ricordano il magnifico Fabio del Galdo fondatore di una Cappella di jus patronato nella chiesa di Santa Maria del Mazzo a Coperchia di Pellezzano nella foria di Salerno, il magnifico Benedetto del Galdo che vende ben 375 capre nel 1651 dividendo i guadagni con il signor Andrea Sciabica patrizio Salernitano, il percettore dell'Università di Salerno e suoi Casali don Roberto del Galdo e ancora il magnifico Giovanni del Galdo che sposò Giulia Naccarella dei marchesi di Mirabella, sorella del conte palatino dr. Matteo Francesco Naccarella priore dell'Almo Collegio Medico Salernitano nel 1643. La magnifica donna Anna Maria del Galdo sposò il 24 aprile 1729 Don Ferdinando Francesco Quaranta, 26° Signore di Fossalopara.


La magnifica donna Anna Maria del Galdo da Coperchia
Per gentile concessione del dr. Gianpaolo Quaranta di Fusara

SA - Provincia

SA - Provincia

Le magnifiche architetture barocche delle ville - Masserie della foria di Salerno: Borgo Conti Galdo del Galdo a San Leonardo tipico esempio di casa palaziata e varie costruzioni adibite a delizia dei proprietari e all'allevamento delle bufale.
© Foto proprietà dr. Gianpaolo Quaranta di Fusara

SA - Provincia

Il ramo principale continua a Coperchia (SA) e con esso si arriva al Conte don Vincenzo Ambrogio Galdi, Conte del Galdo e di Belforte, Cavaliere del S.M.O. di Malta, Avvocato fiscale della Regia Corte, Principe Perpetuo della Reale Arcadia;  morì senza figli maschi.
Altro ramo si trova a Roma dove si trasferì nel XVII secolo.
Da Coperchia, nella prima metà del secolo XVIII partirono tre cugini Galdi; prima don Ferdinando che si stabilì a Marigliano dove sposò donna Isabella de Vivo di don Agnello, di Tramonti, da lui ebbe origine il ramo di Marigliano.

© Immagine proprietà Casa Galdi

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© Marigliano (Napoli) - Villa Galdi

Poi partì Angelo Matteo (Coperchia, 1765 † Napoli, 1821), prima monarchico, poi giacobino, poi imperialista, poi di nuovo monarchico; uomo di vastissima cultura fondò nella Repubblica Cisalpina due giornali, autore di un gran numero di testi di vario argomento, fu per molti anni incaricato d'affari per l'Impero in Batavia, fu creato Barone da Napoleone e fu Ministro della pubblica istruzione e presidente del Parlamento Napoletano nel 1820, può essere considerato un Federalista Europeo ante litteram, morì senza figli maschi.


Ritratto di Matteo Galdi Olio su tavola  (coll.priv. anonimo XIX sec. inizio).
Per gentile concessione del dr. Gianpaolo Quaranta di Fusara

Partì infine il Conte Vincenzo Ambrogio che si stabilì a Napoli per i suoi impegni a Corte.
Avendo questi, contatti con il cugino Ferdinando di Marigliano, venne a sposare sua figlia Maria Giuseppa  col Contino Pasquale d'Amore di Marigliano e si ritirò a vivere a Marigliano a casa della figlia.
Il nipote di Ferdinando, Tommaso, figlio di Carmine e trisavolo del Cav. Guido Galdi, sposò la figlia di Maria Giuseppa, Teresa d'Amore, fu così che i Galdi di Marigliano ereditarono proprietà, mobili, archivio e finanche biancheria del Conte Vincenzo Ambrogio; tra i beni dotali di donna Maria Giuseppa vi è anche la Cappella gentilizia nella chiesa di S. Giovanni a Carbonara a Napoli, sotto il titolo della Beata Vergine del Rosario.

© Immagine proprietà www.nobili-napoletani

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© Napoli - Altare cappella famiglia Galdi

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L'epigrafe, tradotta in italiano, recita:
 "A Dio Ottimo Massimo - Questo sacello di marmo nel quale per diritto, insieme ai discendenti dei Fasano, hanno sepoltura quelli della famiglia Galdi di antica origine germanica, di poi sotto l'Imperatore Federico II trapiantata a Rimini e Vicenza, fino all'ultima progenie superstite ornata dalle insegne di Cavaliere del Sacro Romano Impero e dell'Aula Pontificia Lateranense e di Conte: e dopo tanto illustre che l'Imperatore Carlo V ammise nella sua Corte. Nell'anno 1220 trasferì il proprio domicilio nel Regno delle Due Sicilie, dove ottenne molti onori sia come case che nel servizio militare, feudi e latifondi coltivati. Giovanni Paolo Galdi dei Baroni del Galdo, patrizio di Giovinazzo e di Ischia, non immemore dell'immortalità fece costruire (questo altare) non tassato; dedicato alla Vergine sotto il titolo del Santissimo Rosario, nel quale, in luogo degno, riposano le ossa sue e dei suoi, con l'assenso di Domenico e Gramazio Galdi junior zii paterni, nell'anno dell'Epifania di Cristo 1733." (Traduzione del dr. Filippo Renato De Luca, all'epoca direttore dell'Archi. St. Diocesano di Nola).
 

Don  Vincenzo  Ambrogio  GALDI


Don Vincenzo Ambrogio Galdi d'Aragona, Conte Palatino,  nacque a Coverchia (Salerno) il 7 dicembre 1743 e rese l'amina a Dio a Napoli l'8 aprile del 1820. Sin dall'infanzia studiò lettere e retorica, filosofia e scienze legali; stabilitosi a Napoli, trasferì l'Accademia Salernitana degli Immaturi a Napoli con la nuova denominazione Reale Arcadia Sebezia Mergellina. Fu un apprezzato e stimato avvocato, scrisse numerose opere, tra le quali "Difesa delle Rime del Petrarca", "Rappresentanze al Re Ferdinando IV", "Memorie istoriche intorno alla genealogia della prosapia del Sig. Beccadelli di Bologna"  e "Canzoniero inedito".
Sposò la Donna Petronilla de Sio Vincenti, Contessa di Belforte, anch'ella poetessa.

© Don  Vincenzo Ambrogio Galdi, Conte del Galdo e di Belforte, Cavaliere del S.M.O. di Malta, e sua moglie Donna Petronilla De Sio Vincenti Contessa di Belmonte

Donna Petromilla morì giovane e il marito ereditò  il feudo di Belforte col titolo di Conte.
Don Vincenzo si fece ascrivere nel 1795 alla nobiltà di Altamura e di Reggio insieme a tutti i parenti di Coperchia, Marigliano e Galdo (vedi manoscritto del 1795).
 

Don  Ferdinando  Galdi


Don Ferdinando Galdi è il primo della famiglia a stabilirsi a Marigliano; era nato a Coperchia in Principato Citra, da Biagio nel 1728.

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© Arma Famiglia Galdi, in piperno

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© Stemma Famiglia Galdi - calcare

Nel 1754 sposa Isabella Vivo del fu Agnello della città di Tramonti e si stabilisce a Marigliano; ha sei figli: Sebastiano (n. 1775), Giuseppe (n. 1757), Giuseppe (n. 1759), Celestino (n. 1761), Carmine (n. 1762) e Vincenzo (n. 1765).
I primi quattro muoino in età pupillare, restano gli altri due: Carmine e Vincenzo, quest'ultimo non avrà discendenza essendo Canonico della Insigne Collegiata di Marigliano.
Di lui si sa solo che viveva di rendita. All'Archivio di Stato di Caserta, per il notaio Penna (pacco 2101 e 2103) si rivengono due atti dai quali risulta che prestò una somma di denaro ad un suo vicino, senza interessi, che allo scadere dei termini non venne pagata, il secondo atto rinnova il prestito sempre senza interessi.
Don Ferdinando muore a Marigliano nel 1793 lasciando ogni suo avere al figlio Carmine.

 

Famiglie imparentate con casa Galdi

 

d'AMORE:

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In alto: una variante dell'arma d'Amore.
A sinistra: Marigliano, Chiesa del Convento Verginiano - stemma d'Amore.


D. Maria Giuseppa, figlia primogenita di Don Vincenzo Ambrogio Galdi (1742 † 1820) Conte Palatino e della Contessa D. Petronilla de Sio Vincenti, Contessa di Belforte, sposò il Conte D. Pasquale d'Amore di Marigliano (vedi capitoli matrimoniali). Non avendo fratelli, alla morte del padre, ereditò, come previsto dalla successione napoletana, tutti i diritti feudali. Ebbe per figlia D. Teresa d'Amore che sposò suo cugino D. Tommaso Galdi di Marigliano.

GIUDICE:
D. Mario Galdi (n. a Nola, 1902  † Marigliano, 1955), figlio di D. Alberto e di  D. Erminia Sirignano, sposò D. Stella Giudice.

MARZANO

PAGLIARO:
D. Carmine Galdi (n. a Marigliano, 1762  †  ivi, 1828), figlio di D. Ferdinando e di D. Isabella Vivo, sposò D. Fortunata Pagliaro.

SIRIGNANO:
D. Alberto Galdi (n. a Napoli, 1860 †  Nola, 1928), figlio di D. Giuseppe e di  D. Luisa Grippa, sposò D. Erminia Sirignano;
D. Gilda Galdi (n. a Napoli, 1869 † Marigliano, 1948), figlia di D. Giuseppe e di D. Luisa Grippa, sposò il Col. M. Felice Sirignano, fratello di D. Erminia Sirignano.

VIVO de:
D. Ferdinando Galdi (n. a Coperchia, 1728  † Marigliano, 1728), figlio di Biagio,  sposò D. Isabella de Vivo q. Agnello.

 

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© Arma Famiglia Giudice

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© Arma Famiglia Marzano

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© Arma Famiglia Pagliaro

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© Arma Famiglia Sirignano

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© Arma Famiglia de Vivo

 
 

Fonti:
N. Morelli, Conte Vincenzo Ambrogio Galdi di Aragona, in "Biografia degli uomini illustri".
Archivio privato di Casa Galdi

Famiglia Galdi - Documenti


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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