Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

  

Arma: d'azzurro alla banda sormontata da una stella e accostata in punta da altra stella, il tutto d'oro (1).

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© Napoli - Stemma Famiglia Gallarati

L'illustre famiglia lombarda Gallarati (in antiquo Gallerata) godette di nobiltà anche in Napoli ove fu ascritta al Patriziato Napoletano del Seggio di Nido e, dopo l'abolizione dei Sedili (1800) fu iscritta nel Libro d'Oro napoletano. Ottenne, per successione casa Spinola i titoli napoletani di principe di Molfetta e duca di S. Pietro in Galatina.

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Napoli - Stemma Famiglia Gallarati
 

Don Filippo Gallarati e Simonetto Belprat, ambasciatore napoletano a Milano, furono incaricati della consegna delle insegne dell'Ordine dell'Ermellino, per le trattative svolte nel corso della rivolta dei baroni, a Ludovico Sforza, duca di Bari.

DA UN ANTICO MANOSCRITTO DEL SEICENTO
di proprietà di Ettore d'Alessandro

La famiglia GALLERATA, è opionione che abbia preso cognome dalla terra di GALLERATA nello Stato di Milano, e si trovano memorie nobili di Personaggi di essa, come dice Giovanni Pietro de Crescenzj nel suo libro intitolato “Anfiteatro Romano” ove si discorse delle Nobili famiglie di Milano. Di questa famiglia fù PIETRO, che rimandato da Lodovico Sforza detto il Moro Duca di Milano per Ambasciadore al Re di Napoli il quale da Maria della Rovera sua moglie, ebbe molti figli così maschi come femmine, frà quali fu FILIPPO, e BIANCA maritata in Napoli con Ranieri Gualano, e GIOVANNA data in moglie a Federico Carrafa primo Marchese di S. Lucido, ed ISABELLA a Fabbrizio di Capua secondogenito de Conti di Palena, dal quale discesero i Marchesi di Campolattaro e i Principi di Morcone; FILIPPO si allevò alla Corte di Ferdinando primo Rè di Napoli, GIOVANNI TOMMASO il quale avendo beni nel Milanese venne a servigio del Duca Francesco 2 avendo prima in Napoli maritate due sorelle l’una in Casa di Capua l’altra nei Carrafa ove restò anche un Fratello per nome ANTONIO dal quale bisogna necessariamente dire discendere da questi il Ramo che goderono al seggio di Nido e che si estinse nel principio del secolo presente.

GIOVANI TOMMASO fu Castellano di Pavia, ed ebbe per moglie Bianca Botta, della più nobili di quella Città con la quale procreò molti figli fra quali ALFONSO Dottor del Collegio di Milano, e Podestà di Pavia, ebbe per moglie Silvia Leguarca Gattinera de Conti di Valenza, con la quale procreò tra gl’altri figli GIOVANNI TOMMASO anche egli Dottor del Collegio de Giudici, e Senatori, il quale da Lodovica Alese Nobile Milanese, ebbe tra gl’altri figli CARLO Marchese di Corraro, e Signore di altri Feudi sul Milanese. Di costui si crede che siano figli un altro GIOVANNI TOMMASO Senatore di Milano, e Podestà in Cremona, e l’Abate COSTANZO il quale de bono Ct equo viste, ed esaminate le loro scritture sono stati con loro legittimi discendenti aggregati al Seggio di Nido.

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace per Gallarati Scotti.

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1) - Libro d'Oro Napoletano - Archivio di Stato di Napoli - Sezione Diplomatica.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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