Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Giannuzzi Savelli

Arma: d’azzurro a tre fasce d’oro e tre stelle del medesimo ordinate nel capo.
Motto: Modo jupiter adsit
Dimora: Napoli e Cosenza
Titoli: principi di Cerenzia, baroni di Pietramala, patrizi di Cosenza.


Cosenza, Palazzo Giannuzzi Savelli, stemma sul portale
© Foto di proprietà del Dr. Giuseppe Pizzuti

L’antica famiglia Guannuzzi Savelli, originata da un Giannuzzo figlio del dottore  Antonio Savelli, romano, verso la fine del secolo XIV si stabilì prima nella terra di Aiello, in provincia di Calabria Citra, e poi in Cosenza dove venne ascritta a quel patriziato. Nel 1592 ottenne il feudo di Donna Guglielmina.
Nel 1629 Odoardo Giannuzzi Savelli acquistò da Carlo Cybo Malaspina di Aiello  per 30.000 ducati il feudo di Pietramala, un tempo casale di Aiello e oggi comune di Cleto. Suo successore fu Giovan Battista Giannuzzi Savelli che restaurò il castello; gli ultimi baroni di Pietramala furono Emilio e Domenico.


Aiello Calabro (Cosenza)


Aiello Calabro, Palazzo Giannuzzi Savelli già Cybo Malaspina


Cosenza, Palazzo Giannuzzi Savelli
© Foto di proprietà del Dr. Giuseppe Pizzuti

 


Cosenza, Palazzo Giannuzzi Savelli, portale
© Foto di proprietà del Dr. Giuseppe Pizzuti


Cosenza, Palazzo Giannuzzi Savelli
© Foto di proprietà del Dr. Giuseppe Pizzuti


Stemma Giannuzzi Savelli con la croce melitense
© Foto di proprietà del Dr. Giuseppe Pizzuti

Il feudo di Cerenzia, in provincia di Calabria citra, nel 1582 apparteneva a Pompeo Cavalcanti di Cosenza per poi passare alla famiglia Spinelli dei duchi di Seminara, successivamente a Tommaso Rota il 14 agosto 1717 col titolo di principe; Ercole Giannuzzi Savelli, figlio di Ippolita Rota, ultima principessa di Cerenzia di casa Rota, ereditò il titolo.

Ruderi dell'antico abitato di Akerentia, abbandonato a metà Ottocento dagli abitanti a causa della malaria ma anche per
la precaria stabilità del terreno, l'attuale Cerenzia (KR) fu costruita più ad ovest;un tempo fu sede diocesana, nelle foto si
possono ammirare i resti del duomo.

Cosenza, Chiesa di San Domenico, "Deposizione dalla Croce", dipinto commissionato dai Giannuzzi Savelli, e particolare stemma.

Nel 1761 fu ricevuta per giustizia nel S.M.O. di Malta e nel 1834 fu riconosciuta ammissibile nelle R.R. Guardie del Corpo.
Bernardino Giannuzzi Savelli (Cosenza, 19/11/1822
Roma, 10/11/1887), nobile dei baroni di Pietramala,  figlio di Domenico e di Rosa Mollo, conseguì la laurea in giurisprudenza all’Università di Napoli, fu giudice in vari uffici giudiziari (Salerno, Napoli, S. Maria Capua Vetere), dal 1883 al 1887 fu Primo presidente della Corte d’Apello di Roma. Fu Intendente di Catanzaro nel 1860,  consigliere comunale di Napoli nel 1860, Senatore della Repubblica Italiana nel 1881.


Senatore Bernardino Giannuzzi Savelli


Domenico Giannuzzi Savelli

Francesco Saverio Giannuzzi Savelli (Cosenza 1810 Giovinazzo 1851), Vescovo di Gravina e Montepeloso; fratello del citato Bernardino, teologo, letterato, membro dell'Accademia Cosentina e della Reale Società Economica di Cosenza, fu nominato Arcidiacono della chiesa cosentina, appartenente alla Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri; lasciò diversi scritti, tra di essi "Cenno storico della Chiesa Arcivescovile di Cosenza", il 24 febbraio 1851 fu consacrato Vescovo a Roma dal cardinale Francesco Antonio Orioli, insediatosi nella sua diocesi il mese successivo, dopo pochi mesi, il 14 agosto  "volava dalla valle delle amarezze al premio dé giusti" ( così scrisse il prof. Eugenio Arnoni). 


Stemma Giannuzzi Savelli con le insegne ecclesiastiche
da "Sua Eccellenza Francesco Saverio Giannuzzi Saveli (1).pdf


Ritratto di Francesco Saverio Giannuzzi Savelli
da "Sua Eccellenza Francesco Saverio Giannuzzi Saveli (1).pdf

Giulio Giannuzzi Savelli di Cerenzia e il barone Luigi Giannuzzi Savelli risultano ascritti, rispettivamente nel 1951 e nel 1987, confratelli dell’ Augustissima Compagnia della Disciplina della Santa Croce, prima arciconfraternita laicale sorta a Napoli nel 1290 con il silenzioso auspicio del Pontefice Nicolò III, al secolo Giovanni Gaetano Orsini (1216 1280), ricordato anche da Dante (Inferno, XIX, 70-72). L’ istituzione che fin dalle origini ha operato per il bene della collettività, assistendo i più bisognosi, vanta tra i suoi membri i Papi Clemente XIV, Pio IX, Leone XIII, Pio X e il fior fiore della nobiltà, con innumerevoli  togati, uomini d'arme, pubblici reggitori, esponenti delle lettere e delle arti, tra i quali spiccano Jacopo Sannazaro (1455 1530),  i Cardinali Rinaldo Brancaccio (nel 1384 fece erigere la prima navata della chiesa) e Astorgio Agnese, e il duca di Maddaloni  Domenico Marzio Carafa, Priore dell’arciconfraternita nel 1724.
Nell’oratorio
vi sono le insegne delle famiglie aggregate alla Compagnia della S. Croce decorate nel pavimento in piastrelle di ceramica e sugli scudi ovali in legno inseriti nel fregio del cassettone ligneo del soffitto.


Napoli - Arma dei Giannuzzi Savelli dipinta
su piastrella maiolicata


Napoli - Particolare del Chiostro della Augustissima
Compagnia della Santa Croce

Alcune parentele contratte dai Giannuzzi Savelli:
DE DOMINICIS: Muzio Giannuzzi Savelli (1773
1851) dei Baroni di Pietramala, Patrizio di Cosenza, sposò Carolina de Dominicis (n. 1777 6/2/1841) e Scipione Giannuzzi Savelli (n. 1753 14/6/1820) dei Baroni di Pietramala, Patrizio di Cosenza, sposò Maria Saveria de Dominicis (n. 3/12/1783 12/2/1860). Carlina e Maria Saveria erano figlie del Barone Lelio, morto il 24/2/1818.
MOLLO: donna Giuseppina Giannuzzi Savelli dei principi di Cerenzia sposò il barone Stefano Mollo, figlio primogenito di Vincenzo Maria  e Maria Carmela Cavalcanti.
PATERNO’: Maria Giannuzzi Savelli dei Principi di Cerenzia (n. Napoli, 1889
ivi, 1960) sposò nel 1866 Alfonso Maria Paternò, conte di Montelupo.


Stemma del Comune di Cerenzia con le insegne degli ultimi feudatari: Rota e Giannuzzi Savelli.


Cosenza, Palazzo Giannuzzi Savelli, stemma sulla facciata
laterale, scalinata di via del Seggio; gli elementi erano in metallo.

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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