Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

 Famiglia Guzzolino

Arma: d'azzurro alla colomba d'argento volante su tre monti d'oro moventi dalla punta, ed accompagnata nel capo da tre stelle del medesimo, poste in fascia.
Dimora: Napoli, Cosenza e Cervicati.
Titoli:
baroni di Cervicati, patrizi di Cosenza.


Cosenza, Chiesa di San Francesco d'Assisi, stemma Guzzolino

Le radici della famiglia Guzzolino o Guzzolini sono in Osimo  (Ancona) dove nacque Silvestro Guzzolini, Santo (1177 1267), figlio di Gislerio e Bianca; studiò diritto a Bologna e Teologia a Padova per poi farsi prete; a cinquant'anni si ritirò in una grotta detta “Grottafucile” presso le grotte di Frasassi, lo seguirono altri compagni e decise di adottare la regola di San Benedetto dalla quale nacquero i Benedettini Silvestrini; nel 1231 Silvestro fondò il monastero di Monte Fano vicino Fabriano; in tutta la sua vita ne fondò altri undici con 119 monaci.


San Silvestro Abate

La famiglia in Osimo risulta estinta già dai primi anni dell'Ottocento così come scrive Talleoni.
Furono presenti a Cosenza dalla seconda metà  del Quattrocento per via degli uffici militari; è del 1473 un decreto di re Ferdinando I d'Aragona col quale gli concesse il possesso del feudo rustico di San Vito in territorio di San Marco Argentano, come ricompensa dei suoi servigi militari.
Andrea, figlio di Nicolò esercitò gli uffici militari come suo padre, sposò la nobile napoletana Maria Vulcana; esisteva una lapide sepolcrale nel coro dei Minimi Osservanti di Cosenza che recitava: “Affinchè non perisca la memoria del valoroso Capitano Andrea Guzzolino, oriundo da Osimo nel Piceno, il qual crebbe in età in questo regno presso il servigio dei Serenessimi Re unitamente al di lui genitor Niccolò nobile, ed egregio uomo. Donna Maria Vulcana napoletana  sua mestissima consorte insieme col comun figlio superstite Niccolò qui pose il monumento piangendo”.


Cosenza, Palazzo Guzzolino, Portale


Stemma in ferro dei baroni Guzzolino


Cosenza, Palazzo Guzzolino

Francesco I Guzzolino da Rovito (uno dei casali della presila cosentina) dove esercitava la professione di insegnante si trasferì a Cosenza e sposò la nobile Antonia Salerno con la quale ebbe: Maria Antonia, monaca professa nelle Cappuccinelle di Cosenza; Angela, sposò Curzio Cavalcanti; Teresa, sposò Paolo Jerauli de Fonti e non ebbero prole, e Flavio Guzzolino, dottore in legge, nominato avvocato dei poveri nella Regia Udienza, professione che gli procurò un cospicuo guadagno che investì nel comprare il subfeudo di Cervicati, uno dei casali di San Marco Argentano (in provincia di Cosenza) nel 1636; nel 1651 ottenne il titolo di barone col  predicato di Cervicati; sposò Agnese Buglio con la quale ebbe: Ignazio; Berardino; Carlo, fu canonico della cattedrale di Cosenza, vicario generale di Mazzara e vescovo d'Oria (TA) dal 9 settembre 1675 al 25 febbraio 1697, anno in cui venne nominato vescovo di Pozzuoli (NA) ed ivi morì nel 1698; Giacinto;  e il primogenito Francesco II.


Cosenza, Palazzo Guzzolino Vaccaro


Cosenza, Palazzo Guzzolino Vaccaro

Il citato Francesco I, rimasto vedovo, si risposò con donna di casa Valentoni di San Marco Argentano con la quale generarono: Pompeo, professore in legge, esercitò nella Regia Udienza, si trasferì a Napoli e divenne giudice della Vicaria, sposò una donna spagnola; Antonio, cinse spada e sposò la nobile Anna Castiglione Morelli, famiglia del sedile; e Saverio.
Il citato Francesco II Guzzolino ereditò il casale di Cervicati; morì celibe e gli successe suo fratello Giacinto,  il quale fu avvocato dei poveri, morì prematuramente; gli successe Berardino suo fratello, esercitò l'avvocatura dei poveri; sposò la nobile Laura Dattilo di Roberto e Giulia Barbiero, con la quale generarono: Giacinto; Nicolò sposò Saveria Pascale, con la quale non ebbe progenie; e il primogenito Francesco III, il quale sposando la nobile Cice Pascale (sorella della citata Saveria) ebbe: Lalla; Giuseppe e il primogenito Domenico, quest'ultimo,  morì prematuramente celibe.
Il citato Giuseppe Guzzolino ereditò la terra di Cervicati, fu ricevuto per giustizia nell'Ordine  di Malta nel 1742, per prova fatta da Flavio, suo avo, nel 1751; sposò la nobile  Maria Vercillo di Rende; fu aggregato al nobile sedile di Cosenza nel 1756.


Cervicati, Palazzo Baronale, Portale con stemma Guzzolino


Cervicati (Cosenza), Palazzo Baronale

Francesco IV, barone di Cervicati, patrizio di Cosenza, patriota; sposò  Enrichetta Dattilo, con  la quale ebbe Angelo, barone di Cervicati e patrizio di Cosenza (Cosenza, 1834 Cervicati, 1901); fu tra i donatori della chiesa dello Spirito Santo di Cosenza con un quadro di trenta palmi e mezzo, per una lunghezza di circa palmi tredici con l'immagine della SS.ma Maria Immacolata con il creatore che era stato fatto dipingere per la Congregazione dei Gesuiti; già nella dismessa Congregazione dei Nobili; il quadro era stato commissionato dal defunto barone Francesco Guzzolino e padre di Angelo.


Il barone Angelo Guzzolino di Cervicati

Sposando donna Giuseppina Pignatelli dei principi di Strongoli generarono: Maria Adelaide, nobile dei baroni di Cervicati, sposò Stanislao Lupinacci barone di Scalzati e Ponticelli; Carolina, nobile dei baroni di Cervicati, sposò il conte Luigi Giannone; Vincenzo, patrizio di Cosenza; Enrico, patrizio di Cosenza, tenente colonnello d'artiglieria, sposò Georgina, nobile dei baroni Sonnino; Luigi, patrizio di Cosenza, membro dell'Accademia di S. Tommaso d'Aquino di San Marco Argentano fondata nel 1882,  ufficiale della Regia Marina; Anna, nobile dei baroni di Cervicati e il primogenito in linea maschile Francesco V (nato a Cervicati nel 1869), barone di Cervicati e  patrizio di Cosenza, fu colonnello di cavalleria.

De Santis e i Guzzolino: Riportiamo lo scritto di Benedetto Croce del 16 marzo 1917 nella rivista “Nuova Antologia” nel primo centenario della  nascita di De Santis, per la quale ne fu collaboratore a lungo.


Cosenza, Palazzo Guzzolino Vaccaro, lapide in ricordo
del soggiorno di Francesco De Santis dal 1849 al 1850

Nelle barricate del 15 maggio del 1848 vi partecipò con i suoi allievi dei quali uno perse anche la vita, fu arrestato, il colonnello  che  era stato a suo tempo comandante della Nunziatella,  nella quale il nostro insegnava,  si meravigliò che un professore del Collegio Militare fosse tra i combattenti. Negli ultimi mesi del '48 tento di riaprire la sua scuola , ma come scriveva al padre “gli studenti non vengono”; il 18 novembre fu definitivamente allontanato dal Collegio della Nunziatella e gli veniva assegnata una pensione di 12 ducati al mese senza liquidità; l'anno successivo, interrotta la sua attività didattica si recò al suo paese Morra (Avellino) e si risolse ad accettare l'invito di accompagnare in Calabria il barone Francesco Guzzolino di Cervicati (anch'esso indiziato politico) per istruire nelle lettere suo figlio Angelo; dai documenti della prefettura napoletana di polizia si evince che il De Santis tornò a Napoli il 22 ottobre 1849 con carta di passaggio dell'Intendenza di Avellino e ripartì otto giorni dopo alla volta di Cosenza con il citato barone Guzzolino; arrivato a Cosenza fu “attenzionato” anche dall'Intendente di Calabria.


Testo usato dal de Sanctis


Rivista la "Nuova Antologia"

Benedetto Croce, tra le altre, riporta una lettera del suo allievo, il baroncino Angelo Guzzolino pubblicata nel raro opuscoletto (1) pubblicato trent'anni prima,  il quale offre alcuni particolari del soggiorno avvenuto a Cosenza che durò dal 5 novembre 1849 al 3 dicembre 1850: “In Calabria le relazioni del De Santis furono limitate vi trovò qualche suo vecchio discepolo, l'ab. Lorenzo Greco di Cerisano. Frequentò molto la famiglia De Matera, dov'era amato e tenuto in quel conto che meritava; vi conobbe il capitano F. Palazzi la famiglia Cosentini di Girolamo, ed in mezzo a questi esponeva le sue idee, senza reticenze e senza esagerazione; e mentre tutti disperavano, egli aveva fede nell'avvenire. Fu allora che venne destituito da professore del Collegio militare di Napoli... Eravamo in tre o quattro ad ascoltarlo. Alfonso Marchianò di Cervicati era degl'immancabili. Ogni tanto ci regalava un suo giudizio critico. Non posso dimenticare quello sulla canzone del Leopardi “Alla sua donna”, un altro sul “Discorso sulla storia universale” del Bossuet, un altro su Tiberio negli “Annali” di Tacito con le allusioni ai tempi che correvano, e, infine un confronto tra il “Iago” di Shakespeare  e “l'Egisto” dell'Alfieri".
La Calabria non gli bastava più; vi aveva conosciuto pochi; quella vita in mezzo ai giovani che per lui era tutto gli mancava... Fu allora che egli dette l'ultima mano alla prefazione ai drammi Schiller, datata guigno 1850, incominciata nel marzo a richiesta di quel carissimo Camillo De Rogatis, e completata nell'agosto, e letta qui in Cervicati
(2), avanti a pochissimi e confidentissimi amici.”

Oltre al citato Alfonso Marchianò studente assiduo era Edoardo Vercillo e di tanto in tanto un quarto alunno; il libro di testo era il Galluppi.

Il De Santis si disponeva a partire per Napoli dopo il Natale di quell'anno (continua il Croce), e poscia a Torino, quando ai primi di dicembre, la casa Guzzolini fu circondata dai gendarmi, il commissario Chiarini prese a frugare tra le carte del maestro, e, dopo la visita domiciliare intimò al De Santis l'arresto. Venne poi condotto a Paola e il 19 dicembre imbarcato per Napoli: dove giunse il 23 alle 5 del mattino, col piroscafo l'Ercolano dove era atteso da delegato marittimo dell'ispettore della barriera del ponte della Maddalena.

La Sila dei Guzzolino: Con l'Editto di Re Roberto d'Angiò del 24 dicembre 1333 tutta la Sila era demanio della Regia Corte; in essa in virtù di diverse leggi successive e specialmente dal Privilegio d'Alfonso d'Aragona del 24 gennaio del 1473 era vietato ai privati di far difese (recintare delle estensioni di terreno per far pascolare le mandrie o seminarvi); ma, di frequente, i privati occupavano il demanio e il Fisco agiva attraverso l'istanza fiscale presso la Regia Camera della Sommaria contro gli occupanti. Alcuni proponevano delle transazioni al Fisco per le estensioni occupate, ma, doveva seguire la transazione col Fisco per esserne legittimati nel possesso.
Molti furono i contenziosi attraverso i secoli, basti pensare che non vi era ancora il catasto, il primo rilevamento fiscale  lo fece effettuare Carlo di Borbone nel 1742 e prese il nome di "Catasto Onciario" (perchè la rivalutazione del reddito veniva fatta in Oncia, che era l'unità di misura di peso e di massa prima dell'introduzione del sistema metrico decimale e nei tempi antichi unità monetaria); questo rilevamento (o censimento) aveva dei grossi limiti in quanto era compilato sulla base delle dichiarazioni dei singoli proprietari e non sulla base di un accertamento eseguito dai funzionari pubblici, per cui gli sconfinamenti erano all'ordine del giorno; anche i Guzzolini erano possidenti nella Sila Regia con diverse difese: Macchia di Cristaudo, Piccirillo (o Pizzirillo) e la difesa Guzzolini (già denominata Frisone) ancora oggi denominata contrada Guzzolini e contigua alla frazione di Camigliatello ricadenti nel comune di Spezzano della Sila nella Sila Grande cosentina.
La difesa Guzzolini fu oggetto di un lungo contenzioso col Fisco in quanto riteneva non legittimo il possesso di questa difesa.


Sila Grande, difesa Guzzolini

Il 31 agosto del 1860, da Rogliano (CS), Giuseppe Garibaldi emanava un decreto dittatoriale nel quale si ordinava provvisoriamente: "l'esercizio gratuito degli usi civici di pascoli e di semina nei demani della Sila a favore degli abitanti poveri di Cosenza e Casali"; di conseguenza vi fu l'occupazione indiscriminata delle difese, si diede inizio ad un disboscamento selvaggio tanto da indurre il Governatore Generale della Calabria Citra a porre dei limiti a questi abusi, in questo marasma,  il citato barone Francesco V, presentò istanza affinche si restituisse la difesa Guzzolini, in pochi giorni il citato Governatore Donato Morelli l'8 settembre 1860 emanava un'ordinanza nella quale si ordinava la restituzione al barone Francesco Guzzolino della difesa Guzzolini e di tutta la contrada.
Con l'avvento del Regno d'Italia, molti comuni della presila iniziarono a far valere i loro diritti contro le occupazioni da parte dei latifondisti sul demanio della Sila Regia a danno degli usi civici spettanti agli abitanti di Cosenza e dei Casali; nell'ordinanza prefettizia del 20 gennaio 1880 e successivo decreto reale del 30 marzo 1882 si ordinava la restituzione al comune di San Pietro in Guarano della "Pignula del Rosario (San Domenico, Pisciato e Cozzo del Cuoco) già del barone Guzzolini di Cervicati".
Per concludere vogliamo ricordare Pietro Librandi, guardiano delle difese silane del barone Guzzolino, il quale attratto dalla taglia sulla testa del brigante Domenico Straface detto "Palma" di 10.000 lire, si rese disponibile a far da guida ad un gruppo di carabinieri; il 12 luglio del 1869, individuato nel bosco di Macchia Sacra lo ferì, sanguinante riuscì a ripararsi in un fosso, la mattina seguente un carabiniere lo finì.

___________________
Note:
(1) - Vincenzo Julia, “Il De Santis in Calabria”.
(2) - Nell'agosto del 1850, seguendo i Guzzolino si recò a Cervicati dove conobbe Raffaele Rocco, Gaetano Cantisani, Salvatore Cristofaro e Ferdinando Balsano; ritornarono a Cosenza nel novembre.

_________________
Fonti bibliografiche:

- Vittorio Spreti: “Enciclopedia storico-nobiliare italiana”, Vol. 6, Arnaldo Forni editore.
- Marcantonio Talleoni, “Istoria dell'antichissima città di Osimo”-Tomo I- presso Domenicantonio Quercetti Stampator Pubblico - Osimo, 1807.
- Luigi Palmieri, “Cosenza e le sue famiglie attraverso testi atti e manoscritti”, Tomo II – Pellegrini editore,1999.
- Collezionismo e politica culturale nella Calabria vicereale borbonica e postunitaria”, a cura di Alessandra Anselmi - Gangemi Editore.
- Pasquale Zurlo "Leggi e documenti antichi e nuovi relativi alla Sila di Calabria, raccolti, ordinati e divisi in due parti dal cavaliere Pasquale Barletta".


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

Copyright © 2007 www.nobili-napoletani.it - All rights reserved  
 

*******************

  Elenco Famiglie nobili - dalla A alla B Elenco Famiglie nobili - lettera C

STORIA DELLE FAMIGLIE NOBILI:

Elenco Famiglie Nobili - dalla Lettera D alla lettera H Elenco Famiglie nobili - dalla I alla N
  Elenco Famiglie nobili - dalla O alla R Elenco Famiglie nobili - dalla S alla Z

*******************

Cosa dicono i quotidiani Pubblicazione libri Eventi