Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Mancuso

A cura del dr. Giuseppe Pizzuti

Arma di Catanzaro: d'azzurro, al braccio destro vestito d'argento movente dal fianco sinistro dello scudo tenente un giglio di giardino al naturale fiorito di tre pezzi posto in palo, accompagnato da due leoni d'oro affrontati e controrampanti al fusto.
Arma di Messina: di rosso, al braccio destro armato vestito dello stesso movente dal fianco sinistro dello scudo tenente una spada d'argento posta in palo, sormontato da tre stelle (6) d'oro.
Arma di Taormina: d'oro, a due pesci d'argento nuotanti in un mare d'azzurro.
Titoli: Nobile di Catanzaro, Nobile di Messina, Nobile di Scigliano, Nobile di Taormina, Barone di Fiumefreddo e San Basile.


Catanzaro, Stemma Mancuso


Catanzaro, Palazzo Mancuso


Catanzaro, Palazzo Mancuso, portale

La Famiglia Mancuso o Mancusi di Catanzaro è originaria di Cicala (oggi comune omonimo in provincia di Catanzaro), acquistarono il Palazzo nell'Ottocento dalla famiglia Pascali, e come riporta Oreste Sergi nella didascalia, vi si stabilì Benedetto Mancusi, Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce della Corona d'Italia.


Cicala, Palazzo Mancuso

Ramo di Scigliano

La Città Regia di Scigliano, in Calabria Citra, oggi comune in provincia di Cosenza, comprendeva i territori degli attuali comuni di: Bianchi, Carpanzano, Colosimi, Panettieri, Pedivigliano, Soveria Mannelli, e Castagna frazione di Carlopoli; era composta da più Quartieri: Diano, Calvisi, Cupani, Lupia, Serra, Petrisi, e Pedivigliano, ebbe un notevole sviluppo sociale, culturale, religioso ed economico, si pensi all'installazione della tipografia, ai conventi, al ginnasio, questo portò alla fioritura di molte famiglie nobili, tra di esse: Accattatis, Ajello, Arcuri, Ariano, Barone, Belsito, Biamonte, Bruno, Cerminara, Costanzo, d'Elia, Fabiano, Folino, Franchino, Gagliano, Gauderini, Gualtieri, Lamanna, Lupia, Mascaro, Mazza, Mesuraca, Micciullo, Milano, Mirabelli, Misarti, Pallone, Palmieri, Pettinato, La Pira, Ricci, Rizzuti, Scarpino, Stocco, Strangis, Talarico.
Salvatore, in un contratto tra l'Università di Cosenza e Casali, e l'Università di Scigliano, celebrato in un pubblico e solenne istrumento del 26 agosto del 1509, intervenne, in qualità di eletto dell'Università di Scigliano, tra gli altri vi erano: Francesco Gentile, Alfonso Cardamone, Mastro Nardo Aurifice, Paolo de Stranzo, Antonio Gualtieri, Antonello Ricciuto, Valentino Pettinato, Sansonetto Ajello, Sigismondo Valentino, Gesualdo Conchio, Giulio Bruno, Nicola Mazza, Matteo Rende; Paolo Ajello, Antonello Ricciuto, e Giacomo Pettinato, Sindaci, Alfonso, Bernardino, e Giovanni Arcuri, Mastrogiurati.
L'imperatore Carlo V ritornando vittorioso dall'Africa, nel mese di novembre del 1535 passò per le montagne di Scigliano, il suo esercito alloggiò a Scigliano dove fu accolto con segni di particolare stima, l'anno successivo l'imperatore confermò i privilegi della Città di Scigliano, con altro privilegio dato nel Castello nuovo di Napoli il 26 novembre del 1536, molti cittadini furono decorati col titolo di Nobiles et egregii viri, tra di essi: Girolamo, Tommaso, Salvatore, Angelo, Moscardino, e Valentino Mancuso.
Carlo Mancuso da Scigliano, come scrisse Francesco Antonio Accattatis, fondò Panettieri, Casale di Scigliano, non molto anteriore all'anno 1650, costui, dopo un lungo soggiorno avuto nei Reali, applicato alla coltura delle terre dell'Abbazia di Santa Maria di Pesca, si trasferì a Panettieri, e qui fabbricò la sua prima abitazione, ciò si è rilevato dalla testimonianza orale degli uomini più vecchi del nostro contado.
Paolo, nato a Scigliano, soprannominato Parafante, era anche detto Orso della Sila, avendo commesso un omicidio, si diede alla macchia, e per necessità di vita e di difesa, dovette rubare e commettere altri reati. Ebbe parte attiva nei rivolgimenti del 1806 contro i francesi tanto da ingraziarsi i Borbone, morì per mano dei francesi in un bosco nei pressi di Nicastro.
Angelo, figlio di Michele, caduto nella guerra del 1915-1918.
Antonio, figlio di Salvatore, disperso nella guerra del 1940-1945.
Giuseppe, nato a Scigliano e trasferitosi a Cosenza, negli anni Sessanta del Novecento fu Preside nella Scuola Media Unificata di Dipignano.
Angelo, nato a Scigliano, addottorato in lettere, risiedette a Cosenza, negli anni Sessanta del Novecento insegnava nel Liceo Classico Bernardino Telesio di Cosenza.

Ramo di Taormina

Feudataria di Taormina e signora delle baronie di Fiumefreddo e San Basile. Girolamo, fu regio cavaliere dell'imperatore Carlo V; Gian Francesco, fu giudice straticoziale di Messina nel 1595.


Insegne ecclesiastiche di Giuseppe Mancuso, Vescovo di Mazara del Vallo dal 1963 al 1977 (1)

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Note:
(1) - Immagine tratta da BeWeb - Cerca - Beni storici e artistici - locale:it - view:griglia , dominio 1 , liberadescr mancuso , liberaluogo.
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Bibliografia:
- Francesco Antonio Accattatis, “Storia di Scigliano” 1749 Voll. I-II, manoscritto stampato a cura di Isidoro Pallone, Editrice Casa del Libro, Cosenza 1965.
- Gustavo Valente, “Compendium, dizionario storico, geografico, biografico ragionato della Calabria”  Vol. IV, Ferrari editore 2017.
- G.B. di Crollalanza, “Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti”, Pisa 1896.
- Gaetano Montefuscoli, “Imprese ovvero stemme delle famiglie italiane”, custodito nella Biblioteca Universitaria di Napoli.


Continua con il sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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