Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.  

Stemma Marulli dei Principi di Sant'Angelo

Famiglia Marulli

Questa pagina è in onore della Sorella nobile Donna Maria Antonia Marulli d'Ascoli (Napoli, 1897  †  1918), nobile dei duchi d'Ascoli, nobile dei principi di Sant'Angelo dei Lombardi, etc., dei patrizi napoletani, infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, deceduta per polmonite e nefrite contratta in servizio e per ragioni di servizio, Medaglia
d'Argento al Valor Militare alla Memoria.
 

Arma: d'azzurro al leopardo d'oro sormontato da una crocetta scorciata d'argento(1). Alias: d'azzurro al leone d'oro passante sormontato nel capo da una croce patente d'oro(2). Alias: d'azzurro al leone d'oro illeopardito, sormontato nel capo da una croce biforcata d'argento(3). Alias: d’azzurro al leone passante, sormontato da una croce patente scorciata; il tutto d’oro.


© Napoli - stemma Famiglia Marulli

La famiglia Marulli, di origine bizantina, venne in Italia nel 1061 con il nobile Marules, inviato a Bari dall'Imperatore Costantino X Ducas quale Catapano d’Italia; successivamente si stabilì in Andria dove fu aggregata al locale patriziato. Durante il periodo Svevo, nel maggio 1229, fu un esponente della Casata, Leone Marulli, Patrizio di Andria, che ebbe l’onore di guidare la delegazione per consegnare le chiavi della città all'Imperatore Federico II. In ricordo dell’evento, fu costruito ad Andria, sulla Porta di Sant'Andrea, porta attraverso cui passò l’Imperatore per entrare in città, l'Arco di Federico II di Svevia, dove ancora oggi si legge: “Imperator Federicus ad Andrianos Andria fidelis nostris affixa medullis”.
Con gli Angiò, nel 1267, regnante Carlo I, fu fra le famiglie patrizie andriesi fondatrici degli ospedali della Santissima Trinità, di San Riccardo, di Santa Maria della Misericordia e di San Bartolomeo.


Andria - Porta Sant'Andrea


Barletta - Arma della Famiglia Marulli

Fra’ Pietro, morto nel 1316, patrizio di Andria, Frate dell’Ordine dei Predicatori e discepolo di San Tommaso d’Aquino, fu da Papa Celestino V, con propria Bolla datata 14 settembre 1294, nominato Vicario Generale della Provincia di Sicilia e, il 13 agosto 1306, da Papa Clemente V, creato Vescovo di Vico Equense.
Nel 1308 Leone, patrizio di Andria, capostipite genealogico, rappresentò la città presso la Corte di Re Carlo II d'Angiò, suo figlio Guglielmo, nato nel 1278, fu nominato, il 24 agosto 1328, Contestabile da Re Roberto II d'Angiò, ed il figlio Stefano ricoprì, dal 1344, l’ufficio di Maestro Portulano e Regio Segreto della Regina Giovanna I d'Angiò. 
Passato il domino agli Aragonesi, Nicolò, già comandante nell’esercito di Re Roberto d'Angiò, fu nominato, il 16 giugno 1441, da Francesco II del Balzo, Maestro Mercato della Fiera di Andria, titolo trasmissibile ai suoi discendenti.

I suoi figli Giacobello e Antonio, viventi nel 1447, furono designati, rispettivamente, Maestro Razionale e Governatore di Andria da Re Ferdinando I d'Aragona, il quale nel 1464, concesse al primogenito, in feudo perpetuo, anche la Fiera di San Luca di Grottole. Tali privilegi nobiliari vennero entrambi confermati il 4 dicembre 1487 da Federico d’Aragona. Nel 1545 la Famiglia si trasferì a Barletta dove fu aggregata alla nobiltà cittadina. La Famiglia è divisa nel Ramo primogenito dei Marulli d'Ascoli, da cui le Linee dei conti Marulli e dei Marulli di Carosino, e nel Ramo cadetto dei Marulli di San Cesario.

RAMO DEI DUCHI D’ASCOLI E PRINCIPESCO DI FAGGIANO E DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI

Il ramo dei Duchi di Ascoli(4) è il ramo primogenito del Casato ed è discendente da Giacobello, Maestro Mercato della Fiera di Andria, signore della Fiera di San Luca di Grottole, Patrizio di Andria, Maestro Razionale di Re Ferdinando I di Aragona. Il trisnipote di Giacobello, Fra’ Scipione, Nobile di Barletta, nato a Barletta 24 marzo 1566 ivi † 6 maggio 1638, fu ricevuto di giustizia nell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme il 10 luglio 1577 e fu commendatore di Santa Maria di Picciano di Matera; Fra’ Giuseppe, balì cavaliere di gran croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, nato a Barletta il 24 febbraio 1624 † ivi 19 agosto 1689, ricevitore del Comun Tesoro, fu Priore di Barletta nel 1644 e poi di Capua; dopo pochi anni dal suo ingresso nella milizia dovette con coraggio affrontare una nave ammiraglia turca che minacciava la città di Napoli.

Chiesa S. Giovanni a Mare
Napoli - Stemma di Frà Giuseppe Marulli

Chiesa S. Giovanni a Mare
Napoli - Epitaggio in memoria di Frà Giuseppe Marulli

Fra’ Nicola, balì cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, nato a Barletta il 25 nov. 1661, commendatore di San Giovanni di Troia, Ricevitore del Comun Tesoro, Maestro di Campo ed Ammiraglio, fu nel 1712 Priore di Barletta.

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Napoli - Palazzo Calabria già palazzo Marulli d'Ascoli già palazzo Albertini di Cimitile

A tale Ramo appartenne Don Trojano, nato ad Ascoli il 3 dicembre 1759 e † Napoli 19 maggio 1823, Duca d’Ascoli con i suffeudi di Puzzo Terragno, delli Pavoni, Fontana Fura, Pizzo d’Uccello e Salvetra etc., Patrizio Napoletano, che fu, alla data delle sue istituzioni, nominato cavaliere di gran croce del Real Ordine di San Ferdinando e del Merito e cavaliere di gran croce del Reale Militare Ordine di San Giorgio della Riunione, era cavaliere di gran croce del Reale e Distinto Ordine Spagnolo di Carlo III, cavaliere di gran croce dell’Ordine Imperiale Austriaco di Leopoldo etc., e fu Cavallerizzo Maggiore, Aiutante Maggiore e Ufficiale alla Immediazione di Re Ferdinando, Capitano Generale del Reale Esercito, Ispettore dei Cacciatori e Pionieri Reali, Sovrintendente generale della Polizia e della Giustizia Criminale del Regno, Consigliere di Stato, Consigliere del Supremo Tribunale Conservatore della Nobiltà del Regno di Napoli, Vicario generale del Re con poteri di Alter ego, Consigliere del Principe Ereditario, Presidente della Commissione per la Ricostruzione del Teatro San Carlo etc..

Il Generale Troiano Marulli
Troiano Marulli (1759
† 1823), Duca di Ascoli,
Tenente Generale del Re Ferdinando I di Borbone e suo Consigliere di Stato

Nel 1816 il teatro San Carlo di Napoli si incendiò, probabilmente  a causa di una lanterna dimenticata accesa; re Ferdinando di Borbone nominò una commissione formata da Troiano Marulli duca d’Ascoli, Marzio Mastrilli duca di Gallo, Michele dè Medici principe di Ottajano, Giovanni Carafa duca di Noja e Francesco Berio marchese di Salza, per sovrintendere i lavori di ricostruzione, terminati in soli 10 mesi.

Napoli, teatro San Carlo e la targa che ricorda l'incendio del 1816 e i componenti della commissione


Troiano Marulli (1759 † 1823),
Duca di Ascoli


La notizia della morte del Duca di Ascoli Don Troiano Marulli riportata sulla
“Gazzetta di Genova” del 31 maggio 1823

Il fratello di Troiano, Don Paolo, nato a Napoli il 15 gennaio 1766 e ivi † 21 febbraio 1846, patrizio Napoletano, fu commendatore di juspatronato familiare dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, cavaliere di gran croce decorato del Gran Cordone della Sacra Religione ed Ordine militare dei Santi Maurizio e Lazzaro, cavaliere di gran croce del Reale ed Americano Ordine di Isabella la Cattolica etc., Cavallerizzo della Regina e Gentiluomo di Camera con esercizio del Re delle due Sicilie etc., che fece da testimone alle prime Nozze di Re Ferdinando II di Borbone.

Detto Don Trojano fu figlio di Don Sebastiano, Duca d’Ascoli etc., patrizio Napoletano, nato ad Ascoli il 15 dicembre 1718 ivi † 17 marzo 1793, che fu aggregato al Seggio di Portanova il 30 luglio 1788, e di Donna Maria Giuseppa Carafa dei principi di Stigliano e dei patrizi Napoletani; sposò a Napoli, il 1 settembre 1784, Donna Maria Gratimola Filomarino dei duchi della Torre di Teverolaccio, figlia del Duca Don Pasquale, patrizio Napoletano e della principessa del S. R. I. N. D. Donna Maria Maddalena Rospigliosi dei duchi di Zagarolo, nobile Romana, patrizia Veneta, nobile patrizia di Pistoia. Suo nonno fu Don Trojano, Duca d’Ascoli etc., nobile di Barletta, nato ad Ascoli il 12 ottobre 1686 e † a Napoli 12 aprile 1749, che aveva sposato a Succivo, il 27 aprile 1717, Donna Eleonora Sanfelice dei duchi di Bagnoli, figlia del Duca Don Cesare, patrizio Napoletano e di Donna Giulia Sanfelice dei duchi di Bagnoli e dei patrizi Napoletani, suo zio, fratello di suo padre fu Don Giuseppe, patrizio Napoletano, morto a Napoli il 30 agosto 1816, che fu Cappellano del Real Tesoro di San Gennaro.
Nel 1831 Sebastiano Marulli, duca d'Ascoli, fu nominato Cavaliere del Reale Ordine di San Gennaro.

Questo Ramo fu decorato anche coi titoli di Principe di Faggiano(5), principe di Sant'Angelo dei Lombardi(5), feudo in Principato ultra, duca di Carosino(5), Barone di Nusco(5), Andretta (Casale di Sant'Angelo dei Lombardi), Lioni, Carbonara(5) (oggi Aquilonia), Monticchio(5), Oppido(5), Montemarano, Volturara e Parolise dal 1900.  Oltre ovviamente al titolo di Patrizio Napoletano del Seggio di Portanova; dopo la soppressione dei sedili (1800) fu iscritta nel Libro d'Oro Napolitano.


Carbonara (oggi Aquilonia)

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Carbonara (oggi Aquilonia)

Carbonara (oggi Aquilonia) in Principato Ultra, feudo della famiglia Marulli, e in epoche diverse dei del Balzo, dei Caracciolo e degli Imperiali, fu rasa al suolo dal terremoto del 1980. E' stata ricostruita poco distante e vanta il museo etonografico più grande d'Italia che merita di essere visitato.

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© Monticchio, in Provincia di Basilicata, le terre dei Marulli con l'abazia di San Michele e gli splendidi laghi.


Il castello dei Principi Marulli nel Ducato di Ascoli Satriano
(sec. XII)


Lo stemma dei Principi Marulli, feudatari del Ducato di Ascoli,
sul portale del castello.


La targa che ricorda la donazione del castello ducale da parte dei feudatari
Principi Marulli alla comunità di Ascoli Satriano.

Il castello dei Principi Marulli nel Ducato di Ascoli Satriano, di epoca normanna, durante il feudalesimo fu adibito a struttura militare, diventò poi, in epoca contemporanea, una delle residenze estive dei Principi Marulli, fino a che, il 9 gennaio 1958, fu donato dal Patrizio Napoletano Don Sebastiano Marulli d'Ascoli, Duca di Ascoli, Principe di Sant'Angelo dei Lombardi e da sua moglie, posata a Napoli il 29 ottobre 1949, la Principessa Donna Maria Luisa, figlia del Duca e Marchese Don Michele Valiante di Avena e di Elisa dei Conti Petriccione di Vadi, alla comunità di Ascoli Satriano.

Arma: d’azzurro, al leone rampante di oro, lampassato ed armato di rosso, sormontato da una croce patente scorciata dello stesso.

Alias: d’azzurro al leone passante, sormontato da una croce patente scorciata; il tutto d’oro.

Alias: d’azzurro, al leone passante di oro, sormontato da una croce patente scorciata d'argento.


Stemma del ramo dei duchi d'Ascoli e principesco di Sant'Angelo dei Lombardi

RAMO COMITALE E DEI NOBILI DI BARLETTA, NOBILI DI BOLOGNA E NOBILI PATRIZI
DI FIRENZE e Marulli Galiberti, von Marulli

Appartenne a tale Linea il conte Trojano Giovanni Saverio Domenico Nicolò, nobile di Barletta, nato a Barletta il 24 ottobre 1689 e † 3 marzo 1755, figlio di Giacomo, nobile di Barletta e di Beatrice Marulli del Ramo di San Cesario, figlia di Paolo, nobile di Barletta e di Cornelia Marulli dei marchesi di Campomarino e nobili di Barletta, del Ramo di San Cesario, sposò a Venezia, il 5 febbraio 1727, Morosina contessa von Thurn und Taxis, figlia del conte Ferdinand e della N. D. Anna Maria Felicia Gritti dei conti di Zumelle, patrizia veneta, con Diploma datato 7 novembre 1730 l’Imperatore Carlo VI d'Asburgo-Austria gli concesse di succedere al titolo di Conte dello zio Francesco Saverio (1675 † 1751).


Conte Fra’ Francesco Saverio Marulli (1675 † 1751)

Il fratello di Trojano, Filippo, nobile di Barletta, cavaliere della Chiave d’Oro(5 bis) delle Loro Maestà Imperiale, Governatore dei Paesi Bassi, ufficiale comandante alle dipendenze di Eugenio di Savoia, ebbe l'onore di comandare il Reggimento Marulli alla battaglia di Velletri del 1744 agli ordini del Feldmaresciallo von Lobkowicz.
Con anzianità 5 agosto 1752, fu nominato Luogotenente Maresciallo di Campo Imperiale.
Il figlio di Trojano, conte Giacomo, nobile di Barletta, nobile di Bologna, nobile patrizio di Firenze, nato a Barletta il 6 feb. 1729 e † Venezia 12 settembre 1799, cavaliere milite di giustizia e Priore dell’Insigne Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, Cameriere Segreto di Spada e Cappa Partecipante di Sua Santità, Ciambellano di Sua Maestà Imperiale, Ministro Plenipotenziario di Sua Maestà Imperiale e Altezza Granducale, Gentiluomo di Camera di Sua Altezza Granducale, Protettore della Nazione Alemanna etc., fu ascritto, con i suoi discendenti, nell'Adunanza del 7 novembre 1751, dal Senato di Bologna, con conferma del Cardinale Legato, alla Nobiltà di Bologna e, con Diploma del 7 dicembre 1795 del Granduca Ferdinando III, al Patriziato di Firenze. Il 14 agosto 1748 ottenne l’iscrizione della Famiglia, quale nobile fuori Piazza, al Real Monte Manso di Scala di Napoli.

Il citato Giacomo sposò, il 30 aprile 1752, Camilla Orinzia dei conti Boccadiferro, nobile di Bologna, dama di gran croce dell’Ordine della Croce Stellata, figlia del conte e senatore di Bologna Camillo, nobile di Bologna e di Caterina dei conti e senatori di Bologna Fava, nobile di Bologna. Suo fratello Fra' Francesco, nobile di Barletta, nato a Barletta il 30 gennaio 1737 † ivi 13 febbraio 1799, cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, commendatore di Foggia, San Giovanni Battista e San Marco di Grassano, Santa Maria Carolina in Sant’Eufemia, Regia Guardia del Corpo, fu brigadiere di cavalleria nel Reale Esercito, preside della Provincia e della Regia Udienza di Lecce, direttore generale delle Marine e Porti dell’Adriatico, Presidente della Delegazione per la Pubblica Sicurezza con poteri di Alter Ego etc..


Stemma del Ramo comitale della famiglia Marulli affiancato a quello dei conti e senatori di Bologna Boccadiferro, nobili di Bologna 


Palazzo dei marchesi Conti Castelli, Bologna, Strada Maggiore, 46 
In questo palazzo visse la marchesa Giovanna Conti Castelli, nata Marulli nobile dei conti Marulli, figlia del nobile Paolo, conte Marulli , nobile
di Barletta, cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme etc., già ufficiale nel Reggimento Marulli,  Governatore della Piazza di Barletta etc.,
nato a Barletta il 17 novembre 1733 e morto ivi il 24 agosto 1790, e di Maria Giuseppa
Venusio dei baroni di Turi, dama di gran croce dell'Ordine
della Croce Stellata, figlia del barone Ottavio e di Donna Antonia Carafa dei principi di Sepino e dei patrizi napoletani.
Giovanna sposò Pietro, marchese Conti Castelli, figlio di Gaetano, marchese Conti Castelli e di Anna dei conti Malvezzi, patrizi di Bologna, marchesi di Castel Guelfo, figlia del conte Sigismondo, marchese di Castel Guelfo, senatore di Bologna e patrizio di Bologna.

Fratello del padre di Trojano fu Co. Fra’ Francesco Saverio, nobile di Barletta, nato a Barletta il 4 aprile 1675 e † Bologna 19 agosto 1751, balì cavaliere di gran croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, commendatore di San Giovanni di Buccino, San Giovanni di Troia, San Giovanni di Sorrento, Nardò, San Giovanni Battista e San Marco di Grassano, Santa Maria del Tempio di Bologna, Grande Ammiraglio della Lingua d’Italia, Gran Priore di Venezia e Priore di Barletta, Ciambellano e cavaliere della Chiave d’Oro delle Loro Maestà Imperiali, Maresciallo di Campo Imperiale, Consigliere Aulico dell’Impero, Consigliere di Guerra di Corte, Governatore Generale di Belgrado e del Regno di Serbia etc., utroque jure doctor, accademico degli Incuriosi di Rossano, combatté agli ordini di Eugenio di Savoia e ottenne, nel 1716, che il reggimento Marulli, di proprietà della Famiglia, fosse inquadrato nei ranghi dell’esercito Imperiale mantenendo l’uniforme con i colori della Casata, fu creato conte sul cognome l’8 giugno 1726 dall’Imperatore Carlo VI, che, successivamente il 21 ottobre 1730, gli concesse di unire le proprie armi con quelle della madre, Isabella Maria dei nobili di Barletta Galiberti, discendente dal nobile Bonifacio, morto nel 1280, Giustiziere di Re Carlo I d’Angiò e da questi, nel sesto decennio del 1200, creato signore dei feudi di Caiazzo, Palena, Civitaquana, Ginestre, Castiglione, Monteodorisio, Palma e Castelluccio, Famiglia originaria di Canne e dalla quale, secondo la tradizione, discende San Ruggero, patrono di Barletta.


Napoli - stemma partito con le armi delle Famiglie Marulli e Galiberti, e col capo con le insegne del S.M.O. di Malta

Francesco Saverio fu fratello di Antonio Domenico Nicolò Leonardo, nobile di Barletta, nato a Barletta il 12 agosto 1677 e † ivi novembre 1751, che il 21 giugno 1745 fu creato da Benedetto XIV Arcivescovo di Nazareth, con i titoli di Vescovo di Canne e Monteverde ed il privilegio del Pallio, e, il 28 giugno 1745, Vescovo Assistente al Soglio Pontificio.


L'Arcivescovo Antonio Marulli, nobile di Barletta

Il Conte Trojano, n. a Barletta 6 giugno 1774 e ivi † 2 ottobre 1859, fu ascritto, con diritto al relativo titolo nobiliare, dal Senato di Bologna, nell’Adunanza del 28 aprile 1795, con conferma del Cardinale Legato del 29 agosto 1795, con i suoi discendenti, alla Nobiltà di Bologna.
Arma (dal 21 ott. 1730):
partito, nel primo, d’azzurro, al leone d’oro passante, lampassato di rosso e sormontato da una croce patente scorciata di oro, nel secondo, d’argento, all’aquila bicipite di nero, lampassata di rosso, con ciascuna testa coronata di oro e caricata in petto da un leone ferito di rosso, addestrato da una palma del medesimo.

Arma (antica): d’azzurro, al leone d’oro passante, sormontato da una croce patente scorciata (alias ottagona, alias greca) di oro (alias d’argento).

Alias: d’azzurro al leone  passante di oro, sormontato da una croce patente scorciata; il tutto d’oro.

Alias: d’azzurro al leone passante di oro sormontato da una croce di Malta d’arg., al capo dell’Impero.

RAMO DUCALE DI SAN CESARIO E PRINCIPESCO MARULLI


Stemma che adorna l'altare di patronato dei Duchi di San Cesario Principi Marulli nella Chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie a San Cesario.

Il Principe Don Gennaro, Duca di San Cesario(6), n. San Cesario 16 gennaio 1800 e † Napoli 24 febbraio 1858, figlio del Principe Don Carlo, Duca di San Cesario, n. a San Cesario 5 maggio 1777 † ivi 18 giugno 1834 e di Laura Palmieri dei Marchesi di Martignano, figlia del Barone Tommaso Gaetano dei Marchesi di Martignano, Nobili di Monopoli e di Teresa Massa dei Baroni di Galugnano, (il nonno di Don Gennaro fu Don Gennaro, principe Marulli, Duca di San Cesario, Nobile di Barletta (nato il 19 maggio 1727 e † 19 febbraio 1787) che aveva sposato Anna Granafei dei Marchesi di Serranova, figlia di Enrico Marchese di Serranova e di Donna Rosalia Guarini dei duchi di Poggiardo, figlio di Don Fabrizio, Duca di San Cesario, nato a San Cesario 30 luglio 1701 e † ivi 28 marzo 1775, che aveva sposato a Napoli, il 21 giugno 1722, Gerolama Caracciolo dei Baroni di Sirignano e dei Marchesi di Gioiosa, figlia del Barone Gennaro, dei Marchesi di Gioiosa, Patrizio Napoletano e di Donna Elisabetta Como dei Duchi di Casalnuovo e dei Patrizi di Trani), fu insignito, nel 1849, della Gran Croce dell'Ordine Piano, onorificenza nobilitante, che conferiva all'insignito il Titolo nobiliare trasmissibile ai discendenti maschili e femminili di Nobile (Nob. m. f.), fu altresì insignito nel 1851, della Gran Croce dell'Ordine del merito sotto il titolo di San Lodovico, onorificenza anch'essa nobilitante che conferiva il Titolo nobiliare trasmissibile ai discendenti maschili e femminili di Nobile (Nob. m. f.).

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Napoli - Palazzo Miranda. In questo palazzo visse la duchessa di Miranda, principessa  di Ottajano, Donna Giulia Teresa Laura de’ Medici di Toscana di Ottajano, nata Marulli, nobile dei principi Marulli, nobile dei duchi di San Cesario, etc. etc. etc., dei nobili di Barletta, nata a Napoli il 2 novembre 1826
e morta ivi il 18 novembre 1849, sposò a Napoli il 6 febbraio 1842, Don Michele de’ Medici di Toscana, principe di Ottajano, patrizio napoletano, figlio
di Don Giuseppe, duca di Sarno, patrizio napoletano e di Donna Anna Maria Gaetani dell'Aquila d'Aragona, duchessa di Miranda dei principi di
Piedimonte e dei patrizi napoletani.

Il figlio di Don Gennaro, Principe Don Carlo, Duca di San Cesario, n. a Napoli 3 novembre 1829 e † a Capodimonte 17 maggio 1877, fu anch'egli insignito della Gran Croce dell'Ordine del merito sotto il titolo di San Lodovico e del titolo nobiliare trasmissibile relativo (Nob. m. f.). Il Capo di tale Ramo era altresì decorato dei seguenti titoli nobiliari: Principe Marulli, Duca di San Cesario, Duca di Frisa, Marchese di Campomarino, Marchese di Longano, Marchese di Ascigliano, Marchese di Torrepinta, Marchese di Casamassima, Conte di Casale della Trinità e il figlio primogenito usava il titolo di Marchese di Campomarino fino alla morte del padre.

Ramo cadetto dei discendenti di Antonio, Patrizio di Andria e Governatore di Andria. A tale Ramo appartennero Fra’ Girolamo, balì cavaliere di gran croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, balì di Santo Stefano di Monopoli, commendatore di San Giovanni di Troia, Santa Maria di Canatello, San Giovanni di Monopoli, Putignano la maggiore, Putignano Minore e Lizzano, Grande Ammiraglio della Lingua d'Italia, già Luogotenente del Gran Priorato di Capua e Ricevitore del Comun Tesoro, nato a Barletta 19 novembre 1580 e ivi † 1650, che fu ricevuto nell’Ordine il 24 dicembre 1591; Fra’ Ettore, balì cavaliere di gran croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, commendatore di Maruggio, Priore di Barletta, Ministro dell’Ordine presso i Sovrani di Napoli e la Corte Pontificia, nato a Barletta 12 ottobre 1585 e ivi † 26 aprile 1656, fu ricevuto nell’Ordine il 25 ottobre 1602; Fra’ Giovanni Battista (nato a Barletta nel 1575), balì cavaliere di gran croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, fu Luogotenente del Priorato di Barletta dal 31 agosto 1628; Fra’ Don Ettore, balì cavaliere di gran croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, balì della Trinità di Venosa, commendatore di Maruggio, nato a San Cesario il 30 marzo 1692 e ivi † 24 settembre 1763, Grande Ammiraglio della Lingua d’Italia, Ricevitore del Comun Tesoro fu Ministro dell’Ordine presso i Sovrani di Napoli.

V.P.R.
Napoli -Villa Walpole, già villa Marulli d'Ascoli


Napoli – Palazzo Maresca, dove risiedevano i Duchi di San Cesario

Don Giuseppe, Duca di San Cesario, con i suffeudi di Santa Croce, Filippo e Lago Rosso, Duca di Frisa, Marchese di Casamassima, Campomarino, Statte(7), San Nicola di Pettorano, Specchia, Ascigliano, Longano, Torrepinta e Montesano, conte di Tramacere, Casal San Michele, Casale della Trinità, con le masserie della Bagliva, di Quarto, della Motta, della Torre della Manna piccola, di Mezzo, del Serrone ed i territori di Giardino e dei Mari dei Paladini, Signore della gabella sul grano di Bisceglie etc., nobile di Barletta, nato a Barletta 1647 e † San Cesario 1724, figlio di Francesco, Marchese di Casamassima e di Donna Beatrice Del Barone dei Duchi di Frisa e Nobili di Capua, fissò la residenza del proprio Ramo a San Cesario. Don Giuseppe ebbe in sposa Vittoria Marulli, Marchesa di Campomarino, del suo stesso Ramo della Famiglia, figlia del Marchese Orazio, Nobile di Barletta e di Isabella dei Nobili di Barletta Santacroce, ultima esponente della propria Famiglia. Il nipote ex filio di Don Giuseppe, Principe Don Filippo, nobile di Barletta, cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, nato a San Cesario 30 marzo 1705 e ivi † 1778, figlio di Don Francesco, Duca di San Cesario, nato a San Cesario 30 giugno 1666 e ivi †  2 luglio 1749, e di Donna Teresa Marulli dei Duchi d’Ascoli, figlia del Duca Don Trojano, nobile di Barletta, e di Virginia Isabella dei Patrizi Napoletani Capece Bozzuto, fu creato Principe sul cognome dall’Imperatore Carlo VI il 19 marzo 1734.

Successivamente, questo Ramo si trasferì definitivamente a Napoli, dove, il 14 agosto 1748, fu aggregato, nobile fuori Piazza, al Real Monte Manso di Scala.
Arma: d'azzurro, al leone passante d'oro, sormontato da una croce patente scorciata d'argento.



Donna Giulia Marulli di San Cesario (Napoli, 15/11/1852
† 8/5/1943), moglie di Alfonso Pignatelli della Leonessa (1851 † 1924), Duca di San Martino,  regalò al Museo del Tessile e dell'Abbigliamento "Elena Aldobrandini" di Napoli, tra le altre cose, alcuni suoi abiti di manifattura napoletana e due ombrellini da passeggio in merletto "Chantilly" con manici di tartaruga e argento con le iniziali "G.M.C." (Giulia Marulli Cesario).
 

Casati non italiani imparentati con la Casa Marulli:

T'Serclaes
Joseph François Philippe t'Serclaes signore di Ophalfen, discendente della nobile casa T'Serroelofs, una dei sette lignaggi di Bruxelles, figlio di Jacques François signore di Ophalfen e di Isabelle Alexandrine Colas dei conti di Marle, figlia del conte Diego e di Marie van Mechelen de Berthout dei baroni di Duffel, sposa a Bruxelles, il 4 agosto 1714 Maria Barbara Giuseppa Francesca Marulli figlia di Giovanni Battista, nobile di Barletta, del Ramo dei duchi d'Ascoli, nato a Barletta l'1 settembre 1604 e morto a Bari il 17 ottobre 1701. Da questa unione nasceranno quattordici figli vivi.

Von Thurn und Taxis

Trojano Giovanni Saverio Domenico Nicolò Marulli, nobile di Barletta, nato a Barletta il 24 ottobre 1689 e morto il 3 marzo 1755, figlio di Giacomo, nobile di Barletta e di Beatrice Marulli del Ramo di San Cesario, figlia di Paolo, nobile di Barletta e di Cornelia Marulli dei marchesi di Campomarino e nobili di Barletta, del Ramo di San Cesario, sposa a Venezia, il 5 febbraio 1727, Morosina contessa von Thurn und Taxis, figlia del conte Ferdinand e della N. D. Anna Maria Felicia Gritti dei conti di Zumelle, patrizia veneta.

Sanford di Nynehead Court

Don Paolo Marulli, nato a Napoli il 15 gennaio 1766 e ivi † 21 febbraio 1846, patrizio Napoletano, commendatore di juspatronato familiare dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, cavaliere di gran croce decorato del Gran Cordone della Sacra Religione ed Ordine militare dei Santi Maurizio e Lazzaro, cavaliere di gran croce del Reale ed Americano Ordine di Isabella la Cattolica etc., Cavallerizzo della Regina delle Due Sicilie e Gentiluomo di Camera con esercizio del Re delle due Sicilie sposa il 7 maggio 1823 Charlotte Sanford degli esquires di Nynehead Court, Dama di Corte della Regina delle Due Sicilie, figlia di John esquire di Nynehead Court e di Jane Ansthruther Leslie, figlia di Alexander dei baroni  Ansthruther di Ansthruther, lord Newark e della baronessa Jean Leslie figlia di David Leslie, lord Newark.

Alcuni Casati italiani imparentati con la Casa Marulli:

Caracciolo:
- Giacomo Marulli, nobile di Barletta, morto dopo il 1546, sposa Laudomia Caracciolo (nata intorno al 1520) figlia di Michele Caracciolo, barone di Castelfranco e patrizio napoletano e di Laudomia Caracciolo, figlia di Francesco Caracciolo, signore di Montanara e patrizio napoletano e di Dianora Caracciolo

- Don Fabrizio principe Marulli, duca di San Cesario, nobile di Barletta, nato a San Cesario il 30 luglio 1701 e morto ivi il 28 marzo 1775, sposa a Napoli il 21 giugno 1722, Gerolama Caracciolo dei baroni di Sirignano e dei marchesi di Gioiosa, figlia del barone Gennaro, dei marchesi di Gioiosa, patrizio napoletano e di Donna Elisabetta Como dei duchi di Casalnuovo e dei patrizi di Trani

- Il nobile Don Carlo Francesco Raffaele Lutgardo Donato principe Marulli, duca di San Cesario, nobile di Barletta, nato a Napoli il 3 novembre 1829 e morto a Capodimonte il 17 maggio 1877, sposa Donna Maria Doria d’Eboli dei principi di Angri, figlia del marchese Don Francesco, principe di Angri, patrizio genovese e di Donna Giulia Caracciolo dei principi di Avellino, principi del S.R.I. e dei patrizi napoletani

- La nobile Donna Maria Laura Teresa Vincenza Pasquarella Lutgarda dei principi Marulli duchi di San Cesario, nata a Napoli il 18 maggio 1834 e morta ivi il 26 agosto 1882, sposa a Napoli il 23 aprile 1853, il marchese Don Marcantonio Doria d’Eboli, principe di Angri, patrizio genovese, figlio del marchese Don Francesco, principe di Angri, patrizio genovese e di Donna Giulia Caracciolo dei principi di Avellino, principi del S.R.I. e dei patrizi napoletani
- La nobile Donna Maria Paolina Concetta Lutgarda Anna Francesca Camilla Marulli dei duchi d'Ascoli e principi di Sant'Angelo dei Lombardi, nata a Napoli il 13 marzo 1821 e morta ivi il 23 agosto 1887, sposa, il 1 dicembre 1838, Onorato Caracciolo, marchese di Sant’Eramo, patrizio napoletano, Grande di Spagna di I classe, figlio del marchese Carlo e di Donna Maria Teresa Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei principi di Piedimonte e dei patrizi napoletani
- La nobile Donna Paolina Marulli dei duchi d'Ascoli e principi di Sant'Angelo dei Lombardi, nata a Napoli il 5 marzo 1870 e morta ivi nel 1942, sposa a Napoli il 30 giugno 1890, Don Carlo Messanelli de’ Normanni, marchese di Teana, duca di Casarano, figlio del duca Don Ferdinando e di Donna Petronilla Caracciolo dei principi di Caspoli e patrizi napoletani


Doria:
La principessa Laura Marulli dei duchi di S. Cesario sposò Marcantonio Doria, principe di Angri e di Centola.

Lombardo:
Livia Lombardo, figlia di Brunoro I e Antonella de Gemmis, sposò Trojano Marulli, nobile di Barletta.

dé Medici:
Michele dè Medici (Napoli,1823 † ivi, 1883), Patrizio Napoletano, Principe di Ottajano, Duca di Sarno e di Miranda, Senatore del Regno d’Italia nel 1876, Gran Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, sposò nel 1842  Giulia Marulli (1826 † 1849), figlia di Gennaro Duca di San Cesario.

           
Stemma personale, con i quarti, del nobile di Barletta Carlo Marulli dei Marchesi di Casamassima (n. 1668 e morto nel 1736),
figlio di Paolo, dei marchesi di Casamassima e nobile di Barletta (figlio di Francesco, marchese di Casamassima e di Donna Beatrice
Del Barone dei duchi di Frisa e nobili di Capua) e di Cornelia Marulli, figlia di Orazio, marchese di Campomarino e nobile di Barletta
e di Isabella dei nobili di Barletta Santacroce.

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace e gli Affari della “Real Commissione dei Titoli di Nobiltà”.

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Note:
1) - Francesco Bonazzi di Sannicandro, "Famiglie Nobili e titolate del Napolitano"
2) - Archivio di Stato di Napoli - Libro d'Oro Napolitano.
3) - Carlo Padiglione, "Trenta centurie di Armi Gentilizie"
4) - Ascoli, città antichissima della Puglia Daunia, in Provincia di Capinata, aveva un territorio molto esteso che comprendeva, tra l'altro, la masseria del Conte di Noja, la Real Commenda dell'Ordine Teutonico, il feudo di Pizzo di Uccello del Duca Marulli in locazione, la Commenda dell'Ordine Gerosolimitano gentilizia della casa Marulli. La terra di Ascoli ebbe molti proprietari, tra i quali: Filippo Chalon Principe di Orange nel 1530, Antonio Leina o Levva nel 1532 che ottenne il titolo di Principe di Ascoli, per passare finalmente alla famiglia Marulli che nel 1679 ottenne il titolo di Duca di Ascoli.
5) - Giulio Imperiali (
† 17.12.1738) fu il 1° Principe di Sant'Angelo dei Lombardi; gli successe il figlio Palcido († 10.12.1786) e poi il nipote Giulio († giugno 1818) che il 19.7.1767 che ereditò anche le terre di Andreatta, Nusco, Carbonara, Monticchio e Oppido; sposò Maria Francesca Albertini, Principessa di Faggiano e Duchessa di Carosino. La loro figlia primogenita, Maria Giulia Imperiali, nata a Napoli il 29.7.1773, ereditò titoli e beni; sposò l' 1.10.1793 Francesco Maria Berio, Marchese di Salsa. La primogenita, Carolina Berio, Principessa di Sant'Angelo dei Lombardi, sposò Sebastiano Marulli, Duca di Ascoli. Il titolo di Principe di Sant'Angelo dei Lombardi passò nel 1834 al loro figlio, Troiano Marulli.
5 bis) - I gentiluomini portavano come segno distintivo una chiave d'oro e potevano, alcuni di essi, accedere in qualsiasi luogo del palazzo imperiale, gli altri solo sino alla quarta anticamera.
6) - Il feudo di San Cesario (di Lecce), situato in Terra d'Otranto, fu posseduto da varie famiglie: Orsini del Balzo, Acaya, Condò, ecc.; nel 1624 fu venduto all'asta per ducati 37.600 a Michele Vaaz d'Andrada, Duca di S. Donato. La famiglia Marulli l'ha posseduto sino all'abolizione della feudalità (1806).
7) -
Nel 1730 il marchese Francesco Marulli vendette il feudo di Statte ad Anna Antonia Orimini, baronessa di Luogosano.
 

Personaggi di Casa Marulli

I Personaggi di Casa Marulli


Casato inserito nel 3° Volume di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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