Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia de Matera

Arma: d’argento alla fascia d’azzurro caricata di tre conchiglie d’oro.

Dimora: Cosenza
Titoli:
Patrizio di Cosenza


Cosenza, Stemma famiglia de Matera
© Foto di proprietà del Dr. Giuseppe Pizzuti

L’antichissima famiglia de Matera, originaria dell’omonima città della Basilicata, stabilì la sua residenza in Cosenza dove godette di nobiltà per gli alti uffici e feudali Signorie.
Tommaso de Matera nel 1196 fu Canonico cosentino.
Leone
de Matera fu giustiziere di Calabria ai tempi di Federico II di Svevia.
Filippo, fratello di Leone, fu Vescovo di Martirano nel 1221; Consigliere dell'Imperatrice Costanza e successivamente  di suo figlio Federico II. Nel 1235 partecipò al Concilio di Magonza, nel quale fu condannato il figlio di Federico II, Enrico, quest'ultimo poco più tardi fu catturato e rinchiuso nel Castello di Martirano come traditore; al Vescovo Tommaso fu raccomandata la sorveglianza.
Ruggiero, fratello di Leone, fu nominato Barone del Regno nel 1239, suo figlio Guglielmo fu feudatario di Diano e Mayerà, territori poco distanti da Cosenza; Roberto, fratello di Guglielmo, fu Preside del Patrimonio legale nel 1270.
Silvestro fu giudice della Magna Curia.
Nuccio de Matera, nel primo decennio del Quattrocento fu feudatario di Castelfranco (oggi Castrolibero, comune limitrofo a Cosenza), sposato con Ruccia Castiglione; loro figlio fu Tommaso che gestì le saline di Altomonte e il Fondaco di Cosenza; governò Bocchigliero e Campana (comuni in provincia di Cosenza).
Angelo, vissuto nella seconda metà del Quattrocento ebbe per figlio Geronimo.
Angelo juniore patrizio di Cosenza, figlio di Geronimo, sposò Laura Lazzaro (
1553) baronessa del feudo di Magliacane (oggi frazione ricadente nel comune di Belcastro in provincia di Catanzaro).


Palazzo de Matera, iscrizione di Angelo de Matera autore della ristrutturazione del palazzo.

Giovanni Alfonso ( 1573) di Angelo juniore e Laura Lazzaro, alla morte di quest'ultima gli successe nel feudo di Magliacane; sposò Diana Garofalo con la quale ebbero: Claudia, sposò Flaminio Monaco barone di Malvito; Muzio ( 1616) barone di Magliacane per successione a suo padre.

Giovanni Alfonso barone di Magliacane dal 1617 per successione a suo padre Muzio; vendette il feudo a Geronimo Marincola di Catanzaro barone di Lachicello con Regio Assenso del 1621 (1).


Belcastro (Catanzaro)

Daniele nacque nei primi anni del XVII secolo, studiò filosofia e scienze naturali,  fu membro dell’accademia dei Costanti e poi dei Negligenti; fu molto stimato dai compaesani tanto è vero che durante la rivolta di Masaniello del 1647-48 non subì alcun insulto da parte del popolo a differenza dei suoi parenti.
Fu ricevuta nel S.M.O. di Malta il 14 febbraio 1631 con Diego de Matera e il 15 maggio dello stesso anno con Gerolamo.
 

 I de Matera e la Bagliva di Cosenza

Ottavio, patrizio di Cosenza, fu sindaco dei nobili nel 1678, sposò Artemisia Hurtado de Mendoza.

Andrea (n.1646 1693), figlio di Ottavio, comprò la bagliva e la dogana di Cosenza messe all'asta dalla Regia Corte con Regio Assenso del 1693; sposò Margherita Piniglia con quale ebbero tra gli altri: Artemisia (sposò un suo parente Giuseppe de Matera) e il primogenito Ottavio juniore, nel 1693 ereditò la bagliva e la dogana di Cosenza da suo padre, non la intestò in quanto la alienò al barone di Pittarella suo parente; sposò Saveria Abenante figlia di Diego patrizio di Cosenza, sua figlia Aurelia sposò Emanuele Mollo, patrizio di Cosenza.

Francesco de Matera (n.1696 1724), barone di Pittarella, figlio di Nicola e Giovanna Scaglione baronessa di Pittarella (feudo ricadente nell'attuale comune di Pedivigliano in provincia di Cosenza e oggi ne costituisce una frazione) acquistò da Ottavio juniore la bagliva di Cosenza nel 1716.

Maria de Matera ( 1744) successe al fratello Francesco nella bagliva di Cosenza; sposò Giuseppe Passalacqua patrizio di Cosenza.

Domenico de Matera (n. 1720 1762) con Scipione suo fratello (figli dei citati Artemisia e Giuseppe de Matera) acquistarono dalla loro parente Maria la bagliva di Cosenza nel 1737; sposò la crotonese Teresa d'Aragona de Ayerbe.

Giuseppe juniore, figlio di Domenico fu erede nel possesso della bagliva di Cosenza, intestata nel 1768; sposò Teresa Guzzolino figlia del barone di Cervicati ebbero per figli tra gli altri: Antonia la quale sposò Francesco Passalacqua barone di Pittarella e il primogenito Domenico juniore il quale, nel 1787, ebbe intestata la bagliava di Cosenza, fu l'ultimo intestatario fino all'eversione (abolizione) della feudalita; sposò Carolina Vercillo dei baroni di San Vincenzo (oggi San Vincenzo la Costa poco distante da Cosenza).

Giuseppe de Matera (n.1801 1856), patrizio di Cosenza successe al padre nelle prerogative nobiliari, sposò Giuseppina Firrao.

Domenico de Matera (n. 1832) primogenito di Giuseppe, patrizio di Cosenza, ne fu l'erede, ebbe per fratelli: Francesco, Arrigo, Giuseppe e Luigi (n. 1891).


Cosenza, stemma su portale palazzo de Matera
© Foto di proprietà del Dr. Giuseppe Pizzuti


Cosenza, palazzo della famiglia de Matera
© Foto di proprietà del Dr. Giuseppe Pizzuti

Pasquale, patriota, partecipò  come Capitano alla Repubblica  Napoletana, con la Restaurazione fu afforcato in Piazza Mercato a Napoli il 10-X-1799 e fu sepolto nella Congrega della Basilica del Carmine Maggiore.


Napoli - targa con l'elenco dei giustiziati in Piazza del Carmine, rei per aver partecipato
 alla Repubblica Napoletana del 1799

La famiglia risulta iscritta nell’Elenco Regionale Napolitano col titolo di nobile patrizio  di Cosenza a tutti i maschi discendenti per linea maschile da Domenico (n. 1769 † 1825), figlio di Giuseppe e Teresa nobile dei baroni Guzzolini, godente nel Seggio di detta città nel 1797, ed il titolo di nobile (personale) a tutte le femmine della stessa discendenza.
Il citato Domenico fu deputato al parlamento nazionale nel 1820, letterato, tradusse in italiano "Euriade"  di Voltaire, Accademico Cosentino, direttore della Salina di Lungro in provincia di Cosenza.
Giuseppe figlio di Domenico, fu patriota, partecipò ai moti del  1843, 44, e 48; pagò con la prigionia e la tortura, sino alla morte. Erudito in economia politica, lasciò dei trattati manoscritti. Fu tra i collaboratori del giornale cosentino Il Calabrese fondato nel 1842 da Francesco Scaglione e Saverio Vitari; Davide Andreotti in merito scrisse: "... lo scopo del giornale tendeva a diffondere tra le masse quella luce, che il Governo del tempo si era sforzato di mantenere ecclissata specialmente nelle nostre Provincie... ".
Michele de Matera risulta iscritto nell’Albo degli Avvocati del 1780, istituito per la prima volta al Mondo, elaborato dal legislatore del Regno di Napoli.


Cosenza, Palazzo de Matera, Stemma
 


Luigi de Matera. Dall'esposizione permanente presso la
Casa delle Culture di Cosenza.

“Il Calabrese”, uno dei tanti articoli scritti da Giuseppe de Matera.

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Note:
(1) -
Mario Pellicano Castagna “La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari della Calabria”a cura di Umberto Ferrari, Vol.III pagg.53-54; Editrice C.B.C. 1999.
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Bibliografia:
- Luigi Palmieri, "Cosenza e le sue famiglie attraverso testi atti e manoscritti", Pellegrini Editore, 1999
- Eugenio Arnoni, "La Calabria illustrata Vol. III Cosenza", Edizioni Orizzonti Meridionali
- Vittorio Spreti, "Enciclopedia storico-nobiliare italiana", Arnaldo Forni Editore
- Francesco Bonazzi di Sannicandro, "Famiglie nobili e titolate del Napolitano", Arnaldo Forni Editore, 2005
- Davide Andreotti, "Storia dei Cosentini", Vol. 2, Napoli 1869.
- Mario Pellicano Castagna “La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari della Calabria”a cura di Umberto Ferrari, Vol.II pagg.155-157; Editrice C.B.C. 1996.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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