Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Mazziotti

Arma:
di Capua, Rossano e Saracena: di verde alla banda d’oro, caricata di tre rose rosse
(1);
del Cilento: di rosso alla banda d’argento caricata da tre rose rosse.
dei baroni di Celso: tagliato di rosso e di azzurro, il 2° al braccio destro di carnagione movente dal fianco sinistro dello scudo impugnante una mazza al naturale, con la sbarra d’argento sulla partizione carica di tre rose fiorite, gambute e figliate al naturale.
Titoli: patrizi di Capua, Rossano e Saracena; baroni di Celso, baroni sul cognome.

Capua
© Capua, stemma Mazziotti inquartato con le insegne delle famiglie imparentate: Mascambruno, ? e ?.

Le radici dell’antica famiglia Mazziotti si perdono nella notte dei tempi, di certo si sa che a Capua godeva di nobiltà insieme ai d’Ambrosio, Antignano, Argenzio, Azzia, del Balzo, di Capua, Evoli, Ferramosca, Ferraro, Franco, Galluccio, Lanza, della Leonessa, Pandone, della Ratta, Vitelli ed altre.
Da Capua si diramarono in Calabria: Rossano e di Saracena, e in Principato Citra: San Rufo, Vallo di Diano e Celso.
In Rossano, città arcivescovile in Calabria Citra che nel 1707 fu acquistata da Tiberio Carafa principe di Chiusano per ducati 6000 con il banco della giustizia e di tutti gli altri diritti che aveva il principe Gio: Battista Borghese
(2), i Mazziotti furono acritti al patriziato insieme alle famiglie Abenante, Cito, Corrado, de Lauro, Ferrari, Giannuzzi, Greco, Labonia, Martucci, Montalto, Perrone, ed altre.
In detta città Bonaventura Mazziotti impalmò Elena Malingeni ed ebbero Marco Antonio che sposò Artemisia Anastasia Lo Ziro; detti coniugi dal 1570 generarono sei figli,  tra i quali Corrado Mazziotti che sposò, in prime nozze, Eleonora Cosentino dalla quale non ebbe prole, e, in seconde nozze, Ippolita Bizzanzio che procreò quattro figli tra cui Marco Antonio che con Domenica Petra generò Francesco.
Il citato Francesco Mazziotti da Laudia Bajio ebbe Auridda (moglie di Claudiano Cherubino, famiglia estinta nella persona di Anna); Marco Antonio, cantore della Cattedrale di Rossano; Domenico, Canonico della Cattedrale; Bonaventura.
Quest’ultimo nel 1702 impalmò Lucrezia Penelope Martucci che gli diede Francesco, Arciprete della Cattedrale; Marco Antonio, monaco Basiliano; e Pietro che con Fulvia Abenante di Corigliano generò Ottavio, detto l’eremità, visse in Santa Maria delle Grazie, fuori città; Marco Antonio, morto nel 1812 per le sue idee politiche; Pietro; e Giuseppe che sposò Maria Rosa Campagna dei baroni di Sartano
(3).


Caiazzo, Palazzo Mazziotti, edificato nel XV secolo dal
Vescovo Giuliano Mirto Frangipane.


L'opera su Gaetano Maria dei baroni Mazziotti,
Arciprete di Saracena.

La famiglia Mazziotti godette di nobiltà a Saracena, città in provincia di Cosenza; nel 1746 Domenico Mazziotti, dottore in fisica, fu Sindaco di Melicuccà; nel 1806 don Giuseppe Mazziotti fu governatore della Piazza di Castrovillari (4).


Saracena (Cosenza)

Come già detto, i Mazziotta si diramarono anche in Principato Citra, con Antonello Mazziotti in San Rufo, terra in diocesi di Capaccio, la cui giurisdizione civile apparteneva alla famiglia Laviani e quella criminale alla famiglia Calà dei duchi di Diano; Vallo di Diano, oggi vasta pianura in provincia di Salerno comprendente vari comuni tra cui San Rufo; e con Antonello Mazziotti in Celso, sempre in diocesi di Capaccio.


Celso (Salerno), Palazzo Mazziotti

Il feudo di Torricella, con titolo di marchese, apparteneva alla famiglia Sanfelice duchi di Acquavella; nel 1784 l’abate Antonio Mazziotti acquistò il feudo con il titolo di utile signore; successivamente passò al fratello Ferdinando che nel 1804 acquistò il feudo di Celso e di Santa Maria della Stella con titolo di barone dal principe Giuseppe de Liguoro.


Napoli, Palazzo Mazziotti dei baroni di Celso

T.d.G.
Napoli, Stemma Mazziotti dei baroni di Celso, affresco.

Nel 1780 Alessandro Mazziotti risulta iscritto nell’Albo degli Avvocati, istituito per la prima volta al Mondo, elaborato dal legislatore del Regno di Napoli.
Il titolo di barone di Celso (nel 1806 non fu riconosciuto quello di Santa Maria della Stella), passò a Pietro Mazziotti (Celso 1781
Salerno, 1829).
Nel 1838 i Mazziotti furono costretti a lasciare il Cilento e a dimorare a Napoli, dove acquistarono due edifici e una villa a Posillipo; questa villa, che prima apparteneva al duca d’Aquale, divenne luogo di attività politica liberale
(5).

POsillipo - foto 609
Napoli, Posillipo, Villa Mazziotti

Francesco Antonio (Stella Cilento, 1811 Napoli, 1878), figlio del citato Pietro, fu deputato al Parlamento Napoletano del 1848, condannato a morte nel 1853 fuggì a Genova dove morì la moglie Mariannina Pizzuti, nobildonna dei baroni di Montecorvino Rovella.
Erede di beni e titolo fu il figlio primogenito Pietro (1844
1866) che fu deputato al Parlamento dal 1878 (6).
Gherardo Mazziotti (Celso, 1775
 Napoli, 1854), fratello del citato Pietro (1781 1829), magistrato, partecipò con incarichi alla Repubblica Napoletana del 1799 e, dopo la restaurazione, dovette rifugiarsi nello Stato Pontificio per poi ritornare a Napoli nel 1837.
Nicola, fratello di Gherardo, fu colonnello durante il periodo francese; fu condannato a morte nel 1821 reo di aver partecipato ai moti del 1820.

Via B.C.
Napoli, Palazzo Mazziotti, facciata esterna

Via B.C.
Napoli, Palazzo Mazziotti, particolare interno

Il titolo di barone sul cognome fu assegnato al senatore Matteo Mazziotti (Napoli, 1851 Roma, 1928), figlio secondogenito del citato Francesco Antonio.


Senatore Matteo Mazziotti - Foto anno 1909

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Note:

(1) - G. B. di Crollalanza, "Dizionario Storico-Blasonico", Pisa, 1888, p. 117; Franz von Lobstein, "Settecento Calabrese", Vol. II, pag 518.
(2) - Lorenzo Giustiniani, "Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli".
(3) - Barone Luca de Rosis, "Cenno storico della città di Rossano e delle sue famiglie nobili”, Napoli 1838.
(4) - Franz von Lobstein, "Settecento Calabrese", Vol. II, pag 518. A Saracena dimorava la famiglia Mazziotta, baroni di Acquavia, e spesso negli atti le stesse persone a volte venivano chianati Mazziotti ed altre volte Mazziotta.
(5) - Domenico Viggiani, "I tempi di Posillipo dalle ville romane ai casini di delizia", 1989; Yvonne Carbonaro – Luigi Cosenza, "Le ville di Napoli", 2008.
(6) - Vittorio Spreti, "Enciclopedia storico-nobiliare italiana".


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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