Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Ordini dell'Argata e della Leonza

Dopo la morte di Re Luigi di Taranto ( Napoli, 1362) che creò la Compagnia del Nodo, molti Cavalieri Napoletani si aggregarono in diverse compagnie con lo scopo di girare per il Regno per soccorrere gli oppressi e i bisognosi, mostrando così il loro valore nelle armi; nacquero così le Compagnie della Stella, dell’Argata e della Leonza.


Insegna dell'Ordine dell'Argata


Insegna dell'Ordine della Leonza

Gli Ordini dell’Argata (o dell’Arcolaio) e della Leonza (o della Leonessa) furono quindi fondati da privati, ovvero dai nobili del Seggio di Portanova, ma aderirono molti cavalieri di diversi sedili e di distinte famiglie; non fu dunque un ordine curiale, ovvero legato ad una dinastia, né tantomeno fu legato ad una Religione.
I Membri della Compagnia dell’Arcolaio portavano ricamata sul braccio sinistro in campo azzurro l’insegna costituita da un’argata d’oro, simile a quelle di canna che le donne adoperavano per ridurre in gomitoli le matasse di filo, lana e simili. Furono cavalieri dell’Ordine, tra gli altri, Giacomo Costanzo (Spadainfaccia) e Fabio Caracciolo del Leone.
Nell’estate del 1387 la Regina Margherita, vedova di Carlo III di Durazzo, e il figlio Ladislao dovettero rifugiarsi a Gaeta; l’esercito inviato da Luigi II d’Angiò, pretendente al trono, si avvicinava minaccioso.
I nobili dei Sedili di Napoli, per amministrare la città, crearono la Lega del Buon Stato composto da otto membri: Giovanni de Dura, Regio Consigliere e valente poeta, Giuliano di Costanzo, Martuscello dell'Aversana, Andrea Carafa, Tuccallo di Toro, Paolo Boccatorto, Stefano Marzaro e Ottone Pisano.
Margherita, adirata da tale decisione, inviò le sue navi che bloccarono il porto e catturavano i navigli, carichi di viveri, che provenivano dal Principato e dalla Calabria; furono così armate due galee, una dai figli di Spadinfaccia di Costanzo e l’altra dai Cavalieri dell’Ordine dell’Argata che sbaragliarono le navi angioine e permisero la libera navigazione nel golfo.
L’Ordine della Leonza (o della Leonessa) per insegna avevano una leonza
(1) d’argento (o d’oro) legata con un laccio nelle branche anteriori e posteriori.


Napoli - Insegna dell'Ordine della Leonza o della Leonessa

Aderirono alla Società Marino Rocco del Seggio di Montagna, Martuccio Bonifacio castellano di Castel dell’Ovo, Niccolò Aldemari della Valle del Cilento figliolo di Francesco di Firenze cavaliere dell’Ordine della Stella, Arimanni e Rostaino Pignone, Francesco Ponzetto, e i rappresentanti delle famiglie d’Anna, Fellapane, Gattola, Liguori, Sassone, Scannasorice.
I membri di quest’Ordine parteggiavano, a differenza di quelli della Compagnia dell’Argata, per la Regina Margherita e il figlio Ladislao.


Napoli - Sepolcro di Arimanni Pignone, cavaliere dell'Ordine della Leonza (1415)

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Note:
1)
Leonza è nome dato dagli antichi scrittori a un animale non ben precisato, indicando ora la lonza, ora la leonessa, ora altri felini
 

L'Ordine del Nodo

Ordine del Nodo Ordine della Nave L'Ordine della Nave

 

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