Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia di Palma

Arma: partito, nel 1° di rosso a due bande d’argento; nel 2° di rosso ad un ramo di palma al naturale; al capo di rosso caricato da una rosa d’argento.
Alias: bandato d’oro e d’azzurro, al capo cucito del secondo caricato di un ramo di palma al naturale, accompagnato da due rose di rosso.
Cimiero: un leone nascente d’oro, tenente tra branche anteriori un ramo di palma.
Motto: SI DEUS VULT, EGO VOLO.
Dimore: Napoli e Messina.

Ch.-SS.e.S.
© Napoli, Stemma famiglia di Palma

L’antichissima  famiglia di Palma, originaria di Nola, prese il nome dal castello di Palma situato poco lontano da Nola; era detta anche di Castiglione poiché possedevano l’omonima terra, sita in Calabria, ricevuta in dono per aver combattuto con i Normanni. Il piccolo feudo di Castiglione con dignità di baronia ricadente attualmente nel comune di Falerna in provincia di Catanzaro e confinante con la provincia di Cosenza,  a seguito della morte senza eredi di Guglielmo di Castiglione, fu devoluto a re Carlo II d’Angiò che la donò nel 1306 ad Adinolfo d’Aquino, generale dei balestrieri.


Castiglione, anni ottanta del Seicento, acquaforte di Giovan Battista Pacichelli, in alto a destra lo stemma dei d'Aquino.

La famiglia, stanziatasi in più luoghi, innalzò diverse armi, come si possono ammirare  in antichi manoscritti; nella chiesa di San Francesco in Nola vi è il sepolcro di Andrea di Palma del 1319 con lo stemma: fasciato d’ azzurro e d’oro, nel capo d’azzurro un leone d’oro nascente. Il leone in seguito fu sostituito con un ramoscello di palma che rappresenta la città di Palma, trasferendo il leone sul cimiero con un altro ramoscello di palma tra le branche.


L'antico stemma della famiglia di Palma di Nola

Il casato fu più volte ricevuta nell’Ordine Gerosolimitano sin dal 1300 con Gregorio di Palma, Balio di Venosa.  Ha goduto di nobiltà in Nola, in Napoli dove fu ascritta al Patriziato dei Sedili di Nido e Porto, e in Messina; ha posseduto molti feudi, tra i quali Capolattaro, Giugliano, Monterone, Baiano, Vignole, oltre un esteso feudo con vassalli nello Stato di Sanseverino, ed altri feudi nei territori di Maddaloni, Aversa e Cardito. A Napoli, oltre la cappella gentilizia, possedeva molte case, e i sui rappresentanti erano appellati “Milites” avendo ottenuto il cingolo militare.
Guglielmo di Palma o di Castiglione, signore di Palma, figlio di Rinaldo e di Covella Gesualdo, fu giustiziere per l’imperatore Federico II di Svevia, nel 1236 fu custode degli ostaggi lombardi; egli donò nello stesso anno il monastero di S. Maria à piedi di Palma col pubblico ospedale e due moggi di terreno a Pietro Abate del Monastero di Mater Domini in Nocera dè Pagani.  Fu uno dei capitani, insieme a Riccardo Filangieri, a difendere le mura della città di Napoli, sulle quali sventolava la bandiera della Repubblica Napoletana, dagli infruttuosi assalti di Corrado IV di Svevia che, quando entrò in città nel 1256 con l’inganno di false promesse, costrinse alcuni componenti delle famiglie Griffo e Filangieri ad abbandonare Napoli; detto Guglielmo, oltre l’esilio, fu scomunicato dal Papa Innocenzo IV.
Il nobile Pasquale di Palma (
1301), figlio di Roberto e di Maria d’Acquino, sposò Berarda Filangieri.
Berardo di Palma (
1341), fratello di Egidio giustiziere vicario di Principato in luogo di Giacomo d’Antignano, fu vescovo di Rapolla dal 1330 e Consigliere di re Roberto d’Angiò; fu nominato esecutore del testamento di Carlo duca di Calabria, figlio di re Roberto, unitamente all’arcivescovo di Sorrento, al vescovo di Aversa, a Bertrando del Balzo conte di Montescaglioso, a Tommaso Marzano conte di Squillace, a Bonifacio della Marra, a Matteo Spinelli di Giovinazzo, a Frat’Andrea di Gagliano e fra Lorenzo Venato di Napoli, e al cavaliere Cartolomeo Caracciolo detto Carafa.
Onofrio, Regio Consigliere e Avvocato della Gran Corte della Vicaria, autore di opere giuridiche pubblicate nel 1655.

Ch.-SS.e.S.
Napoli, cappella gentilizia della famiglia di Palma, qui è seppellito il Regio Consigliere Onofrio di Palma.

Nel 1647 Fabrizio di Palma, giudice ed avvocato fiscale della Gran Corte della Vicaria e Consigliere di Santa Chiara, durante la rivoluzione di Masaniello dovette fuggire da Napoli, reo di aver dato asilo gli spagnoli nella sua casa che fu saccheggiata.
Nel 1672 Nicola di Palma, cavaliere di Calatrava, fu governatore della città di Ariano.
Casalcipriano, terra in Contado di Molise, in diocesi di Trivento, nel 1669 apparteneva a Gio: Battista de Rago, poi passò alla famiglia Lieto (o Leto) col titolo di marchese, che si estinse nei di Palma con una sorella di Filippo de Lieto, ultimo feudatario di Casalciprano.
Sant’Elia, oggi Sant'Elia a Pianisi, in contado di Molise,  confinante con Monacilioni, nel 1556 fu acquistato dai de Gennaro, nel 1565 dai Brancia; nel 1610 da Gianvincenzo Brancia vendette detto feudo, insieme alla terra di Monacilioni, a  Marcantonio di Palma (
1615) che ottenne il titolo di duca di Sant’Elia nel 1613 ed ebbe il privilegio di aggiungere al proprio cognome d’Artois per riconosciuta consanguieità con la Casa Reale di Francia, e di accollare al proprio stemma l’aquila imperiale.
Giuseppe di Palma Artois, 7° duca di Sant’Elia, sposò la contessa Maria Giuseppa de Brandis (
a Napoli 9.10.1761) che diede alla luce donna Maria Vittoria, VIII e baronessa di Monacilioni, la quale sposò il principe Francesco Giudice Caracciolo di Cellamare e di Villa, duca del Gesso.

V.V.d. - Ch. S.V.d.P.

V.V.d. - Ch. S.V.d.P.

Napoli, lastra tombale della contessa Maria Giuseppa de Brandis, moglie di Giuseppe di Palma 7° duca di Sant'Elia; stemma con le
insegne delle due famiglie ed epitaffio. Si notino le due palme che richiamano lo stemma dei di Palma, ascritti al Patriziato Napoletano.

Il ramo della famiglia Giovene, marchesi di Pietramelara e di Montemalo, si estinse in casa di Palma Castiglione a seguito di matrimonio celebrato nel 1739 tra Elisabetta Giovene, ultima marchesa di Pietramelara e Montemalo, e Giovanbattista di Palma Castiglione, colonnello del Reggimento Rissignol.

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace e il Registro della “Real Commissione dei Titoli di Nobiltà”.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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