Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.   

© Stemma Piromallo© Stemma Piromallo Capece Piscicelli

Famiglia Piromallo

Armi:
dei Piromallo: d’azzurro al leone tenente nelle branche anteriori un maglio e fissante una cometa ondeggiante in sbarra nel punto destro del capo, il tutto d’oro, il leone fermo sulla vetta di un monte di tre colli all’italiana d’argento, nascente da una roccia al naturale movente dalla punta dello scudo.
dei Piromallo Capece Piscicelli: inquartato: 1° e 4° d’azzurro al leone tenente nelle branche anteriori un maglio e fissante una cometa ondeggiante in sbarra nel punto destro del capo, il tutto d’oro, il leone fermo sulla vetta di un monte di tre colli all’italiana d’argento, nascente da una roccia al naturale movente dalla punta dello scudo (Piromallo); 2° e 3° di rosso alla banda cuneata d’oro e d’azzurro accompagnata nel capo da un lambello d’oro di tre denti (Capace Piscicelli).
Dimora: Napoli

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© Napoli - Stemma Famiglia Piromallo Capece Piscicelli

La famiglia Piromallo, originaria della Spagna, si trasferì nel Napoletano ai tempi di re Ferdinando il Cattolico; ottenne il feudo di Montebello col titolo di barone.

Capostipite fu il conte DOMENICO Piromallo, che morì eroicamente nel 1528 per difendere, con la carica di comandante, il castello di Crotone.
Al Casato pervenne il titolo di
duca di Capracotta per successione Casa Capece Piscicelli:  don GIACOMO Piromallo nel 1804 sposò donna Beatrice Capece Piscicelli (1781 † 1859), duchessa di Capracotta alla morte del fratello Antonio (1785 † 1839) deceduto senza figli.
Dal matrimonio nacque
GIUSEPPE Piromallo Capece Piscicelli (Messina,1808 San Sebastiano al Vesuvio, 1882) che aggiunse al suo cognome quello della madre; sposò la marchesa Luisa d’Andrea (Napoli, 1806 1880).
GIOVANNI (Napoli, 1840
ivi, 1906), figlio di Giuseppe e di Luisa d’Andrea, barone di Montebello, ereditò dalla nonna il titolo di duca di Capracotta (riconosciuto nel 1889) e dalla madre il titolo di marchese (riconosciuto nel 1891); sposò donna Angela Macario.
Nel 1904 i fratelli: marchese GIOVANNI, duca di Capracotta, e il conte e marchese GIACOMO furono autorizzati ad aggiungere al proprio cognome quello di Capece Piscicelli; a Giovanni (linea primogenita) solo per la sua persona, a Giacomo per sé e la sua discendenza (linea secondogenita).

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© Napoli - Epitaffio su lastra tombale Famiglia Pimallo Capece Piscicelli

Il Casato si è imparentato con altre importanti famiglie:

d’AYALA: NICOLA MARIA Piromallo Capece Piscicelli di Montebello (S. Giorgio a Cremano, 1884 Napoli, 1960), figlio di Giacomo Maria (Napoli, 1843 ivi, 1931), dei duchi di Capracotta, sposò a Napoli nel 1919 Manina o Annina, figlia di Francesco Saverio d'Ayala dei Marchesi di Valva

CARACCIOLO MEOLI: la marchesa Beatrice (n. Napoli, 1907) sposò Lucio Caracciolo Meoli dei Duchi di San Vito.
de FRAJA FRANGIPANE: la marchesa Angela (n. 1902) sposò nel 1933 il marchese Giovanni de Fraja Frangipane, (Pozzuoli, 1888
Napoli,1969).

PEZZILLO RODOERO: il marchese e conte GIACOMO MARIA Piromallo Capece Piscicelli di Montebello (Napoli, 1843 ivi, 1931), dei duchi di Capracotta, cavaliere del S.O.M. di Malta, sposò a Napoli nel 1880 Luisa Maria Pezzillo Rodoero.
RIVERA: GIUSEPPE (Sebastiano al Vesuvio, 1869
1917), duca di Capracotta e barone di Montebello dal 1906 sposò Vittoria Rivera, figlia di Francesco, barone di Vittorito,

ROMANAZZI CARDUCCI:  GIUSEPPE MARIA (Napoli, 1883 ivi, 1970), duca di Capracotta e barone di Montebello dal 1950 sposò a Napoli nel 1906 Giulia Romanazzi Carducci, figlia del marchese Giovanni Antonio.

Il complesso della Congregazione in Napoli dei nobili sotto il titolo di S. Maria della Misericordia, fondata da San Gaetano Thiene (Vicenza, 1480 † Napoli, 1547), istituzione benefica che si occupava,  fra le altre opere di misericordia, di curare i sacerdoti poveri e i pellegrini nell’ospedale costruito accanto alla chiesa, di dare degna sepoltura, di offrire alloggio ai pellegrini, fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1806 e dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Il S.M.O. di Malta e le famiglie Piromallo, Longo, Tufarelli, Capuano, Sanfelice, Maresca, Lancellotti, Cattaneo, de Liguoro, de Brayda, Fasulo, Gagliani, Rossi, de Werra, Dentice, de Lutio, Paternò, Pasca, Gomez Paloma, de Clario, Guarini, Spasiano, Campagna, Giusso, Battiloro, Belli, de Lieto, Mazzarotta, Ammone finanziarono la ristrutturazione della Chiesa. In ricordo di tale atto di generosità, nell’Oratorio è stato affrescato la platea degli stemmi dei predetti casati.

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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