Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Schinosi

Arma di Cosenza: d'azzurro alla banda d'oro accompagnata in capo da una stella di sei punte ed in punta da una colonna il tutto d'argento.

Arma di Trani e Benevento: d'azzurro alla banda d'oro accompagnata in capo da una stella di sei punte dello stesso ed in punta da una colonna d'argento.

Titoli: patrizi di Cosenza, patrizi di Trani, patrizi di Benevento.

Dimore: Cosenza, Bisceglie, Trani e Benevento.

Casertavecchia
Casertavecchia (Caserta), stemma del Vescovo Giuseppe Schinosi

Le origini della famiglia Schinosi non si conoscono con certezza, si è sostenuto che giunsero nel Regno di Napoli dalla Normandia (1) al tempo di Carlo d'Angiò.

Guglielmo fu familiare di Carlo I, mentre Nicola ne fu il suo tesoriere, suo nipote Odoardo fu feudatario.

Ludovico, fu maniscalco del re Ladislao; Antonio, suo ciambellano, fu sindaco del collegio dei nobili di Cosenza.

Pietro, Enrico e Bartolomeo nella prima metà del Quattrocento furono feudatari in Calabria Citra.

Nel mentre governava Alfonso d'Aragona la famiglia risulta divisa in due rami: quello di Pietro, signore di Civita, feudo in Calabria Citra (poi parte integrante dello stato di Bisignano sotto i  principi Sanseverino i quali lo concessero in suffeudo a Giorgio Paleologo Assan, oggi comune omonimo alle falde del Pollino in provincia di Cosenza) il quale giunse a Cosenza per aver sposato Caterina Sanseverino; l'altro ramo, quello di Giovanni si portò in Puglia,  i suoi discendenti furono patrizi di Trani (2).


Civita (Cosenza)

Antonio Schinosi originario di Cosenza, sposato con Bisanzia di Tarsia giunse a Bisceglie per ricoprire l'ufficio della Portulanìa e di Vice Ammiraglio.

Antonio juniore sposò Giulia Capecelatro figlia di Scipione con la quale ebbero per figlio Saverio (3).

Giuseppe Schinosi (n. a Bisceglie nel 1653), nipote di Antonio juniore e Giulia, fu vescovo di Caserta dal 21 gennaio 1696 al 17 settembre 1734, fece costruire all'interno della cattedrale la cappella del Rosario in stile barocco, al centro si trova la sua tomba che si fece costruire ed è ancora oggi visibile con la scritta: “A Dio Ottimo massimo Giuseppe Schinosi il più umile dei vescovi, il più grande dei peccatori, cosciente che gli sarebbe rimasto soltanto il sepolcro, mentre era ancora in vita ha preparato questo ai suoi resti mortali nel 1716 dal parto della vergine.”

Filippo, fu arcidiacono di Bisceglie, amministrò le Vicarìe generali di Bitonto, fu amico del cardinale Pier Luigi Carafa (4).


Bisceglie (Barletta), Palazzo Schinosi, portale.
Si ringrazia la Pro Loco per aver inviato la foto.


Bisceglie (Barletta), Palazzo Schinosi, stemma.
Si ringrazia la Pro Loco per aver inviato la foto.


Bisceglie (Barletta)

Francesco, gesuita, coautore della “Istoria della Compagnia di Gesù di Napoli”, II, Muzio, Napoli, 1711,16-18.

Filippo (n. Secondigliano 1775 Bisceglie 1829) di Saverio e Cecilia dei duchi Villani, appartenne alla massoneria di Trani; sposò Isabella Curto (5).

Giuseppe, nella seconda metà dell'Ottocento adottò suo nipote Giuseppe figlio di sua sorella Almerinda Schinosi sposata con il marchese Ottavio Tupputi di Bisceglie creando il ramo Tupputi Schinosi.

Giuseppe Tupputi Schinosi sposò Giulia dei marchesi Colangelo ed ebbero per figli: Isabella, sposata con Pietro de Luca marchese di Roseto; Teresa, sposata con il conte Giudo Tosti di Valminuta; Ottavio e Tommaso.

La famiglia si diramò a Benevento; iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922 col titolo di patrizio di Benevento (6).

Paolo Schinosi, arcivescovo titolare di Marcianopoli dall'8 aprile 1901 al 18 luglio 1921 (antica città della provincia della Mesia Seconda fondata dall'imperatore Traiano in onore di sua sorella Ulpia Marciana le cui rovine si trovano nell'attuale Bulgaria) e vescovo ausiliare di Benevento, il 10 agosto del 1910 nella cappella dei Canonici della Cattedrale ordinò sacerdote San Pio da Pietralcina.


Stemma Schinosi tratto dall'opera di
Fabrizio Castiglione Morelli


Stemma Schinosi tratto dall'opera del Padre Lettore
Gaetano Maria Genovese

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Note:
(1) - Fabrizio Castiglione Morelli "De Patricia Consentina Nobilitate Monimentorum Epitome”, Venezia 1713.

(2) - Luigi Palmieri, pag.496 “Cosenza e le sue famiglie attraverso testi atti e manoscritti”, Pellegrini Editore, 1999.

(3) - Don Giuseppe Reccho Duca d'Aquadia, Cavaliere dell'Ordine di Calatrava, Milite Napolitano, pag.162 “ Notizie di famiglie nobili, ed illustri, della città, e Regno di Napoli”, Napoli MDCCXVII.

(4) - Il Postiglione ovvero lettere di Antonio Lupis dedicate al Signor Andrea Vendramino, Venezia MDCLXXIV.

(5) - Ruggero di Castiglione “La Massoneria nelle Due Sicilie e i fratelli meridionali del '700”, Gangemi Editore.

(6) - Vittorio Spreti, “Enciclopedia Storico-Nobiliare”.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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