Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Sculco

Arma: troncato, nel 1° d’azzurro a due torte d’oro; nel 2° d’oro allo scorpione di nero in palo, con la fascia in divisa d’argento. Altra: troncato, nel 1° d’azzurro a due stelle d’oro; nel 2° d’oro allo scorpione di nero in palo, con la fascia in divisa d’argento (1). Altra: troncato, nel 1° d’oro allo scorpione (2) di nero in palo; nel 2° d’azzurro con la fascia in divisa d’argento.
Motto: CONTERET CONTRARIA VIRTUS.
Titoli: patrizi di Crotone, baroni di Papanice e di Monte Spinello, duchi di Santa Severina.
Dimore: Crotone e Santa Severina.


© Stemma Famiglia Sculco

Le famiglie greche Raimondi, Coco, Grisafo, Peta, Guaranj, Franco e Sculco, quest’ultima guidata da Astamet Sculco con i figli Polidoro, Pietro e Costantino, per sfuggire ai Turchi che stavano per conquistare Costantinopoli, scapparono dall’isola di Calcide, oggi Eubea, e si stabilirono nel 1409  a Crotone in contrada Valle Cortina. Detto luogo all’epoca era disabitato e il nascente borgo fu chiamato Papanice.
Il feudo di Santa Severina, in provincia di Calabria Ultra, nel 1462 apparteneva ad Antonio Centelles di Ventimiglia marchese di Crotone; nel 1496 l’acquistò Andrea Carafa della Stadera col titolo di conte per ducati 9.000; nel 1603 passò alla famiglia Ruffo di Calabria, principi di Scilla, per ducati 82.000
(3).
Nel 1654  Carlo Sculco († 1656), figlio di Gio. Pietro, acquistò il feudo di Santa Severina per ducati di 71.000; suo erede fu il fratello Gio. Andrea che nel 1660 ottenne dal re Filippo II d'Asburgo-Spagna il titolo di duca di Santa Severina; ereditò anche il feudo di San Marco e il casale di Scandale.
Il citato Gio. Andrea nel 1674 donò al figlio primogenito Domenico tutti i suoi beni e titoli, comprese case e  vigne poste in territorio di Papanice, l’ufficio regio di guardiano di porto del regio fondaco della città di Crotone. Rese l’anima a Dio senza figli maschi.
Il feudo di Santa Severina fu acquistata all'asta dai Grutther.


Santa Severina, ingresso castello


Castello di Santa Severina, stemma Sculco

Bernardo Sculco († 1700), figlio di Gio. Francesco  e di Dianora Raimondi,  nel 1667 acquistò il feudo di Monte Spinello per 9.000 ducati; nel 1714 Antonia Sculco vendette detto feudo a Tommaso Rota, principe di Cerenzia.
Stefano Sculco, fratello del citato Bernardo,  fu  vescovo di Gerace dal 1670 al 1686.
Don Tommaso Sculco acquistò nel 1655 il feudo di Papanice.
Tommaso Domenico Sculco (n. Papanice nel 1664), figlio di Giuseppe e di Antonia de Paz de Palomeque,  sposò Vittoria Lucifero, discendente dei baroni di Belvedere Malapezza e Zinga; acquistò in Crotone il palazzo che in seguito passò alla famiglia Giannuzzi Savelli, principi di Cerenzia.
Carlo Sculco, figlio del predetti coniugi, fu cavaliere del S.M.O. di Malta.
Bonaventura Sculco (nato a Crotone nel 1708) fu vescovo di Bisignano (Cosenza) dal 21 giugno 1745 al 27 settembre del 1781, giorno in cui fu colto da morte improvvisa nel mentre era in visita pastorale ad Acri, ed ivi sepolto nel convento delle Cappuccinelle.

La famiglia Sculco nel 1735 fu ascritta al Sedile dei Nobili di S. Dionigi in Crotone.


Riccardo Sculco


Crotone, Palazzo Sculco

Riccardo Sculco (Crotone, 1858 † ivi, 1931), figlio di Domenico e di Aurora de Rosis, si laureò in medicina all’Università Federico II di Napoli nel 1881; fu il primo a Crotone ad usare la siringa ipodermica e il chinino per curare la malaria. Fu eletto sindaco di Crotone nel 1890 (suo predecessore fu Luigi Berlingieri) e nel 1912.
Suo fratello Nicola fondò l'attuale museo civico di Crotone.

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Note:
(1) - Carlo Padiglione, “trenta centurie di Armi Gentilizie”, Napoli 1914.
(2) - Lo scorpione per i Greci rappresentava nobiltà e saggezza.
(3) - Lorenzo Giustiniani, " Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli", Napoli 1797-1816


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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