Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Telesio

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro.
Dimora: Napoli  e Cosenza.

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© Stemma Famiglia Telesio

Dalla semplicità dell’arma si evince che la famiglia Telesio ha origini antichissime; le sue radici sono nell’antica città di Telese, oggi denominata Aiello Calabro in provincia di Cosenza (1), più volte distrutta e ricostruita, dove possedevano terre da cui presero il cognome. Si trasferì in Cosenza ove godette di nobiltà sin dai tempi degli Svevi con PIETRO Telesio nominato cavaliere da all’Imperatore Federico II di Svevia.
GUGLIELMO, valoroso cavaliere di Carlo I d’Angiò, fu Signore di Sant’Angelo e Seminara.

ANTONIO fu ambasciatore di re Ladislao di Durazzo e della regina Giovanna II.
ANTONIO Telesio (Cosenza 1472 1534), poeta e letterato, figlio di Bernardino e della nobildonna Giovanna Quattromani, zio del più noto filosofo Bernardino; eccelse come latinista; dopo i primi rudimenti in Cosenza, volle accrescere i suoi studi a Milano, probabilmente sulla scia del celebre latinista cosentino Aulo Giano Parrasio (nome latinizzato di Giovan Paolo Parisio), il quale aveva insegnato eloquenza nella scuola palatina e da poco ritornato a Cosenza dove fonderà la gloriosa Accademia Cosentina.


Antonio Telesio

A Milano fu raggiunto dal giovinetto suo nipote Bernardino che lo istruisce. Negli anni venti del cinquecento lo troviamo a Roma presso Clemente VII, successivamente fu chiamato a Venezia e Napoli, nel 1533 fece ritorno a Cosenza. Le sue opere furono pubblicate dopo molto tempo, nel 1772, da Francesco Daniele, sulla base dei manoscritti conservati presso la biblioteca del nobile cosentino Emilio Giannuzzi Savelli, famiglia imparentata con i Telesio.
Giovanni, uno dei fratelli del citato Antonio, nel 1508 sposa la nobildonna cosentina Vincenza Garofalo, da questo matrimonio nacquero otto figli, al primo dei quali, nato l'anno seguente fu imposto il nome del nonno paterno, Bernardino.

BERNARDINO (1509 † 1588) fu un grande filosofo e matematico, studiò prima a Padova e poi a Napoli dove si stabilì e pubblicò nel 1565 i primi due volumi di De rerum natura iuxta propria principia e nel 1586 i restanti sette libri; sposò la nobildonna cosentina Diana Sersale, vedova con due figli di Antonio de Matera, dalla loro unione nacquero quattro figli: Prospero, Antonio, Anna e Vincenza.
Fu ospite del nobile Alfonso Carafa della Stadera 3° duca di Nocera e di sua moglie Giovanna  Castriota, marchesa di Città Sant'Angelo; vi soggiornò per lunghi periodi, fu precettore del loro primogenito e futuro 4° duca di Nocera Ferdinando (o Ferrante); i duchi amavano la letteratura e l'arte e in questo clima Bernardino trovò la giusta concentrazione nella stesura della sua grande opera che dedicò a Ferrante, non solo, scrisse un carme lirico eroico dedicato alla duchessa Giovanna Castriota,  in  lingua latina,  composto in esametri.  Regalò la sua opera all’Accademia Cosentina che, dopo la sua morte, prese il nome Telesiana. Il lavoro di Bernardino ha un gran valore storico perché diede l’avvio a considerare la scienza della natura come conoscenza autonoma.

via paladino giovanni

Famiglia Telesio

Famiglia Telesio

In una cartolina commemorativa, realizzata nel 1910 in occasione del IV centenario della sua nascita, si nota al centro la scritta in latino che riprende la definizione del filosofo Francesco Bacone (1561-1626), con la quale afferma che Bernardino è da considerarsi il “Primo dei Nuovi”ovvero il primo pensatore moderno; in basso è ripreso il suo autografo apposto nei capitoli matrimoniali in vista delle nozze di sua figlia, donna Anna con Geronimo (o Girolamo) Scaglione, nobile dei baroni di Pittarella, avvenute nel 1579 (non come erroneamente stampato sulla cartolina nel 1589).


Cartolina commemorativa realizzata nel 1910 - Per gentile concessione del dr. Giuseppe Pizzuti

Valerio, fratello del citato filosofo Bernardino, sposato con Giulia Ruffo Monsolino, nel 1572, aveva comprato da Eleonora Sanseverino il feudo di Cerisano e Castelfranco (oggi Castrolibero, comuni limitrofi a Cosenza); Valerio fu ucciso il 10 agosto del 1579 nella chiesa di San Giovanni di Castelfranco per una rivolta dei propri vassalli; precedentemente anche il figlio Roberto scampò ad un agguato, quest'ultimo, alla morte del padre, riuscì ad ottenere la maggior parte dell'asse ereditario ovvero i feudi di Cerisano e di Castelfranco e il titolo di barone; a causa delle persistenti ostilità nel feudo di Castelfranco decise di vendere i due feudi, nel 1583, alla famiglia Sersale.
TOMMASO
, fratello del citato Bernardino fu Arcivescovo di Cosenza, carica proposta inizialmente dal papa Pio IV a Bernardino, il quale preso dai suoi studi indicò il fratello affermando che fosse più meritevole di lui.
MAURIZIO (1588), VALERIO (1634) e FRANCESCO (1662) vestirono l’abito del S.M.O. di Malta.
VINCENZO è ricordato per aver alleviato con opere di beneficenza i danneggiato del terremoto del 1783 in Calabria e durante la guerra della Repubblica Napoletana del 1799; fondò un orfanotrofio nell’ex monastero dei Teresiani.
Il Casato si imparentò con le più illustre famiglie del Regno: i Sambiase, i Sanseverino, i Carafa, i Sersale, i Bombini; ebbe il baronato di Sant’angelo, di Seminara, di S. Sostio e di Mottafellone, i feudi di Melicucco, Califano, Castrofano e Morano, il marchesato di Telese, i principati di Bonifati e di S. Agata (Sant'Agata d'Esaro in provincia di Cosenza).


Bonifati (CS)


Sant'Agata d'Esaro (CS)

Il ramo primogenito dei principi di Bonifati si estinse nel 1698 con GIOVAN GIACOMO padre di GIULIA, unica erede, che sposò  Saverio Sambiase Severino duca di Malvito.
Don BERNARDINO Telesio (1869 † 1949), patrizio di Cosenza, nel 1892 a Napoli sposò Donna Enrichetta Caravita (1871 † 1960), 5ª  duchessa di  Toritto, ed il titolo fu ereditato dal figlio VINCENZO Telesio (Napoli, 1893 † Roma, 1968), che nel 1960 divenne il 6º  duca di Toritto.

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

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Note:
1) - Altri storici sostengono che le radici della famiglia Telesio sono da ricercarsi in Figline, paese vicino Cosenza.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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