Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Telesio

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro.
Dimora: Cosenza, Bonifati e Napoli.
Titoli: patrizi di Cosenza, baroni, marchesi, duchi e principi.

© Disegno proprietà www.nobili napoletani.it
© Stemma Famiglia Telesio

Dalla semplicità dell’arma si evince che la famiglia Telesio ha origini antichissime; le sue radici sono nell’antica città di Telese, oggi denominata Aiello Calabro in provincia di Cosenza (1), più volte distrutta e ricostruita, dove possedevano terre da cui presero il cognome. Si trasferì in Cosenza ove godette la nobiltà da tempi remoti; Telesino, ovvero Ponzio Telesio si mise a capo dei suoi concittadini cosentini e, con altri valorosi Bruzii e Lucani mossero contro i romani per ottenere "il civis romanus", ovvero la cittadinanza romana della quale erano stati esclusi i popoli italici e denominata  guerra sociale che si svolse tra il 91 e l'88 a.c.; erano ormai alle porte di Roma quando sopraggiunse Silla e li sconfisse, morirono in cinquantamila, tra di essi il comandante Telesino (2).
Cajo Tilesio, si portò a Roma nel 37 d.c. nel mentre regnava Caligola, acquistò reputazione nella capitale, nel 41 partecipò alla congiura ordita da Cassio Cherea, tribuno de' pretoriani, contro Caligola (3).
Ai tempi degli Svevi  PIETRO Telesio (4) fu nominato cavaliere dall’Imperatore Federico II di Svevia.
GUGLIELMO, valoroso cavaliere di Carlo I d’Angiò, fu Signore di Sant’Angelo e Seminara.

ANTONIO fu ambasciatore di re Ladislao di Durazzo e della regina Giovanna II.
ANTONIO Telesio (Cosenza 1472 1534), poeta e letterato, figlio di Bernardino e della nobildonna Giovanna Quattromani, zio del più noto filosofo Bernardino; eccelse come latinista; dopo i primi rudimenti in Cosenza, volle accrescere i suoi studi a Milano, probabilmente sulla scia del celebre latinista cosentino Aulo Giano Parrasio (nome latinizzato di Giovan Paolo Parisio), il quale aveva insegnato eloquenza nella scuola palatina e da poco ritornato a Cosenza dove fonderà la gloriosa Accademia Cosentina.


Monografia su Antonio Telesio


Antonio Telesio

A Milano fu raggiunto dal giovinetto suo nipote Bernardino che lo istruisce. Negli anni venti del cinquecento lo troviamo a Roma presso Clemente VII, successivamente fu chiamato a Venezia e Napoli, nel 1533 fece ritorno a Cosenza. Le sue opere furono pubblicate dopo molto tempo, nel 1772, da Francesco Daniele, sulla base dei manoscritti conservati presso la biblioteca del nobile cosentino Emilio Giannuzzi Savelli, famiglia imparentata con i Telesio.


Tela raffigurante San Francesco di Paola; in basso gli stemmi della famiglia Telesio e Maria Greco; commissionata per la chiesa
dello Spirito Santo in Cosenza nella quale attualmente vi è una copia, l'originale che quì presentiamo è esposta nella sacrestia
della cattedrale di Cosenza.
Arma dei Maria Greco: d'azzurro al leone sostenente con le branche anteriori un calice ed accompagnato in capo da tre stelle
d'oro; alla fascia di rosso caricata da tre stelle d'oro.

Giovanni, uno dei fratelli del citato Antonio, nel 1508 sposa la nobildonna cosentina Vincenza Garofalo, da questo matrimonio nacquero otto figli, al primo dei quali, nato l'anno seguente fu imposto il nome del nonno paterno, Bernardino.

BERNARDINO (1509 † 1588) fu un grande filosofo e matematico, studiò prima a Padova e poi a Napoli dove si stabilì e pubblicò nel 1565 i primi due volumi di De rerum natura iuxta propria principia e nel 1586 i restanti sette libri; sposò la nobildonna cosentina Diana Sersale, vedova con due figli di Antonio de Matera, dalla loro unione nacquero quattro figli: Prospero, Antonio, Anna e Vincenza.
Fu ospite del nobile Alfonso Carafa della Stadera 3° duca di Nocera e di sua moglie Giovanna  Castriota, marchesa di Città Sant'Angelo; vi soggiornò per lunghi periodi, fu precettore del loro primogenito e futuro 4° duca di Nocera Ferdinando (o Ferrante); i duchi amavano la letteratura e l'arte e in questo clima Bernardino trovò la giusta concentrazione nella stesura della sua grande opera che dedicò a Ferrante, non solo, scrisse un carme lirico eroico dedicato alla duchessa Giovanna Castriota,  in  lingua latina,  composto in esametri.  Regalò la sua opera all’Accademia Cosentina che, dopo la sua morte, prese il nome Telesiana. Il lavoro di Bernardino ha un gran valore storico perché diede l’avvio a considerare la scienza della natura come conoscenza autonoma.

via paladino giovanni

Famiglia Telesio

Famiglia Telesio

In una cartolina commemorativa, realizzata nel 1910 in occasione del IV centenario dalla sua nascita, si nota al centro la scritta in latino che riprende la definizione del filosofo Francesco Bacone (1561-1626), con la quale afferma che Bernardino è da considerarsi il “Primo dei Nuovi”ovvero il primo pensatore moderno; in basso è ripreso il suo autografo apposto nei capitoli matrimoniali in vista delle nozze di sua figlia, donna Anna con Geronimo (o Girolamo) Scaglione, nobile dei baroni di Pittarella, avvenute nel 1579 (non come erroneamente stampato sulla cartolina nel 1589).


Cartolina commemorativa realizzata nel 1910 - Per gentile concessione del dr. Giuseppe Pizzuti

Valerio, fratello del citato filosofo Bernardino, sposato con Giulia Ruffo Monsolino, nel 1572, aveva comprato da Eleonora Sanseverino il feudo di Cerisano e Castelfranco (oggi Castrolibero, comuni limitrofi a Cosenza); Valerio fu ucciso il 10 agosto del 1579 nella chiesa di San Giovanni di Castelfranco per una rivolta dei propri vassalli; precedentemente anche il figlio Roberto scampò ad un agguato, quest'ultimo, alla morte del padre, riuscì ad ottenere la maggior parte dell'asse ereditario ovvero i feudi di Cerisano e di Castelfranco e il titolo di barone; a causa delle persistenti ostilità nel feudo di Castelfranco decise di vendere i due feudi, nel 1583, alla famiglia Sersale.
TOMMASO
, fratello del citato Bernardino fu Arcivescovo di Cosenza, carica proposta inizialmente dal papa Pio IV a Bernardino, il quale preso dai suoi studi indicò il fratello affermando che fosse più meritevole di lui.


Cosenza, Chiesa del Santissimo Salvatore, costruita dall'Arcivescovo Tommaso Telesio nel 1567.

MAURIZIO (1588), VALERIO (1634) e FRANCESCO (1662) vestirono l’abito del S.M.O. di Malta.
VINCENZO (1728
† 1802) è ricordato per aver alleviato con opere di beneficenza i danneggiati dal terremoto del 1783 in Calabria e durante la guerra della Repubblica Napoletana del 1799; fondò un orfanotrofio nell’ex monastero dei Teresiani.
Orazio e Tommaso, benedettini in Napoli, anch'essi furono ardenti repubblicani del 1799, cooperarono per l'ingresso dei Francesi a Napoli e subito dopo si recarono nella loro città natale di Cosenza per propugnare i valori repubblicani; caduta la Repubblica furono arrestati e riportati a Napoli e, nelle fosse de' Granili e della Vicaria furono torturati (5).
Luigi, nato nel 1770 da Antonio e Mariantonia Ventura; conseguiti i primi studi a Cosenza, li proseguì a Napoli, dove maturò la sua vocazione  religiosa; divenne in breve tempo uno dei padri più valenti dell'Oratorio di Napoli tanto da essergli assegnata una cattedra nell'università di Napoli. Fu scrittore in latino ed autore di diverse opere letterarie(6).
Il Casato si imparentò con le più illustre famiglie del Regno: i Sambiase, i Sanseverino, i Carafa, i Sersale, i Bombini; ebbe il baronato di Sant’angelo, di Seminara, di S. Sostio e di Mottafellone, i feudi di Melicucco, Califano, Castrofano e Morano, il marchesato di Telese, i principati di Bonifati e di S. Agata (Sant'Agata d'Esaro in provincia di Cosenza).


Bonifati (CS)


Sant'Agata d'Esaro (CS)

Filippo Telesio, patrizio di Cosenza, e la consorte Irene nobile dei baroni Passalacqua.
Dall'esposizione permanente presso la Casa delle Culture di Cosenza.


Casino Telesio in Contrada Feudo Telesio ricadente nel comune di Castrolibero nel circondario di Cosenza,
al centro Antonia, Carolina e Irene Telesio, a sinistra due inservienti.
Dall'esposizione permanente presso la Casa delle Culture di Cosenza.

Il ramo primogenito dei principi di Bonifati si estinse nel 1698 con GIOVAN GIACOMO padre di GIULIA, unica erede, che sposò  Saverio Sambiase Severino duca di Malvito.
Don BERNARDINO Telesio (1869 † 1949), patrizio di Cosenza, nel 1892 a Napoli sposò Donna Enrichetta Caravita (1871 † 1960), 5ª  duchessa di  Toritto, ed il titolo fu ereditato dal figlio VINCENZO Telesio (Napoli, 1893 † Roma, 1968), che nel 1960 divenne il 6º  duca di Toritto.

 
Napoli, galoppatoio di Villa Comunale, Bernardino Telesio, duca di Toritto. Foto del 1900

Per la genealogia si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

_________________
Note:
1) - Altri storici sostengono che le radici della famiglia Telesio sono da ricercarsi in Figline, paese vicino Cosenza.
2) - Riccardo Gilardi, "Il popolo cosentino e il suo territorio", pagg. 31-32. Pellegrini Editore, 2003. E' doveroso ricordare che altri storici sostengono sia stato Sannita.
3) - Eugenio Arnoni, "La Calabria illustrata Vol. III Cosenza", pag. 109. Edizioni Orizzonti Meridionali, 1992.
4) -
Ponzio Telesino (ca. 88 AC) e Cajo Tilesio (ca. 37 AD) non si possono ricollegare con certezza alla famiglia Telesio. Il capostipite sicuro sarebbe piuttosto Pietro (ca. 1230).
5) - Eugenio Arnoni, "La Calabria illustrata Vol. III Cosenza", pagg. 147-148 Edizioni Orizzonti Meridionali, 1992.
6) - Op. Cit. pag. 143.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

Copyright © 2007 www.nobili-napoletani.it - All rights reserved 
 

*******************

  Elenco Famiglie nobili - dalla A alla B Elenco Famiglie nobili - lettera C

STORIA DELLE FAMIGLIE NOBILI:

Elenco Famiglie Nobili - dalla Lettera D alla lettera H Elenco Famiglie nobili - dalla I alla N
  Elenco Famiglie nobili - dalla O alla R Elenco Famiglie nobili - dalla S alla Z

*******************

Cosa dicono i quotidiani Pubblicazione libri Eventi