Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia della Tolfa

Arma: d'azzurro alla torre di tre palchi d'argento chiusa di nero e terrazzata di verde. Altra: bandato di rosso e di oro, col capo di rosso, sostenuta da una divisa d'argento, caricato da due leoni di oro affrontati e tenenti fra le branche un globo d’argento, crociato di rosso. Altra: di rosso ai due leoni affrontati e tenenti fra le branche un pane d’oro.


© Stemma Famiglia della Tolfa - XVII secolo

Dall’Augusta Casa Anicia di Roma ebbero origini varie prosapie come i Beccaria, gli Aquino, i Vitaliani, i Leoni; dalla stirpe Leoni discendono i Frangipane (1). Per il Marra (2) i Frangipane e i della Tolfa sono la stessa famiglia, infatti in vari testi sono appellati indifferentemente Frangipane, della Tolfa e Frangipane della Tolfa.
Nel corso dei secoli il Casato godette di nobiltà in Roma, Abruzzo, Campobasso, Puglia, Sicilia, Udine e Napoli dove i Frangipane furono ascritti ai Sedili di Capuana, Montagna e Portanova, e i della Tolfa al Sedile di Nido. Possedettero numerosi feudi tra i quali Castiglione, Mola, Polignano, Sannio, Serino, Solofra, ecc.; furono decorati dei titoli di conti di San Valentino, conti di Serino e duchi di Grumo.

Nel 1268 Giovanni Frangipane, signore di Astura, catturò Corradino di Svevia e, per tale motivo, ebbe in dono da re Carlo d’Angiò i feudi di Pilosa, Terrecuso, Ponte Fragneto e Formicola.
Masello fu Capitano di cavalli di re Ladislao di Durazzo (1386-1413).
Pietro fu Capitano di trecento archibugieri nell’impresa di Corone in Grecia.
Con atto del 13 luglio 1469 re Ferrante I d'Aragona vendette il feudo di Serino, in Principato Ultra, ai  coniugi Ludovico della Tolfa e Agnese Orsini, sorella di Orso, 1° conte di Atripalda
Detti coniugi generarono Giovanni Battista 1° della Tolfa che con Francesca Carafa ebbe Ludovico 2° (
1539) che impalmò Elisabetta Carafa, sorella del Pontefice Paolo IV, al secolo Gian Pietro Carafa della Stadera (1476 † 1559). Nel novembre del 1531 l’imperatore Carlo V d’Asburgo-Spagna alienò a detto Ludovico 2° della Tolfa, barone di Serino, la terra di Solofra per 3.000 scudi.
Giovanni Battista 2° della Tolfa, marito di Bernardina Vulcano baronessa di Melito,  nel 1556 divenne 1° conte di Serino. Costanza della Tolfa, figlia primogenita di Giovanni Battista 4°, contessa di Serino e baronessa di Melito (all’epoca Casale di Aversa) impalmò Marino Caracciolo, principe di Santobuono. I predetti titoli passarono nel 1595 al loro figlio, Giovanni Antonio Caracciolo, con l’obbligo di dare la somma di ducati 22.500 per dote ad Eleonora e Isabella della Tolfa, sorelle di detta Costanza.
Nel 1487 Ferdinando I d’Aragona concesse la contea  di San Valentino, terra in Abruzzo Citra, a Urgantino Orsini, il cui figlio vendette a sua volta, nel 1507, il castello di S. Valentino a Giacomo della Tolfa.
Carlo Frangipane della Tolfa, nato a Napoli, patrizio napoletano, conte di San Valentino, sposò a Napoli Livia Spinelli, nobile dei marchesi di Fuscaldo; la figlia Vittoria, contessa di San Valentino sposò Scipione Pignatelli Carafa (
1620); per figlio ebbero Camillo Pignatelli Frangipane della Tolfa, 3° marchese di Lauro (1584 1654) che impalmò il 9.7.1605 Livia Pinelli, dei duchi di Acerenza.

Castello Lancellotti
Stemma con le insegne dei Lancellotti e i della Tolfa, famiglie imparentate.

La città di Mola di Bari con la terra di Polignano fu venduta, ad istanza dei creditori dei Toraldo, nel 1583 a Vincenzo della Tolfa per ducati 50.000.
Scipione della Tolfa (
12.2.1595), nobile napolitano ascritto al seggio Nilo, nipote materno del pontefice Paolo IV, intraprese la carriera ecclesiastica, fu prima Vescovo e poi Arcivescovo di Trani dal 10 dicembre 1576 al 15 novembre 1592, indi Priore di S. Nicola in Bari, e infine Arcivescovo di Acerenza e Matera.
Il
ducato di Grumo, terra in provincia di Terra di Bari, fu venduta da Filippo della Noia di Sulmona nel 1600 ad Orazio della Tolfa ( 8.4.1623), barone di Turitto, per ducati 85.000.

Alcune parentele contratte dai della Tolfa:
ABENANTE:
La nobile napoletana Laura della Tolfa sposò Pietro Antonio Abenante, 3° barone di Calopezzati.
ALBERTINI: a Nola nella chiesa di S. Biagio vi è la splendida cappella gentilizia degli Albertini; al centro, al di sotto del bassorilievo dell'Adorazione dei Magi del XVI secolo, la statua del guerriero rappresenta il valoroso Fabrizio Albertini (Nola, 1536 † ivi 1564), figlio di Gentile e Francesca della Tolfa.
CARBONE: Giovanni Antonio Carbone, patrizio napoletano, marchese di Paduli e Santo Mauro sposò  Beatrice Frangipani della Tolfa dei conti di Serino.
DENTICE delle STELLE: Giovanna della Tolfa dei conti di Serino sposò Carlo Dentice delle Stelle (1520 † ?), generarono Francesco Dentice delle Stelle, decorato col titolo di principe di Arecco nel 1733.
MILANO:
Giovanni Milano (1594 1615), marchese di San Giorgio e patrizio napoletano, sposò nel 1615 Alvina della Tolfa, figlia di Orazio duca di Grumo e conte di Serino e di Diana della Tolfa dei Conti di San Valentino.
de SANGRO:
Luzio de' Sangro, marchese di S. Lucido sposò di Alivina Frangipane della Tolfa.

© Stemma Famiglia di Sangro
© Napoli - Sulla volta d'ingresso del palazzo fatto costruire  nel 1506 da Giovanni de Sangro 
duca di Vietri per sè e per la moglie donna Andreanna Dentice, è dipinto lo stemma
di Giovanni Battista de' Sangro, patrizio Napolitano, figlio di Luzio, marchese di S. Lucido, e di Alivina Frangipane della Tolfa; questi sposò Beatrice d'Afflitto acquistando il palazzo poco prima del matrimonio.
Tale stemma, con le insegne delle famiglie d'Afflitto, della Tolfa e de Sangro,  fu creato in
occasione dell'unione tra le famiglie d'Afflitto e di Sangro.

I Frangipane Allegretti sono una diramazione della famiglia romana, ebbero il titolo di duca di Mirabella in Provincia di Molise con Regio Diploma datato 6 ottobre 1664, esecutoriato nel Regno di Napoli il 27 agosto 1665, concesso da re Filippo III di Spagna a Carlo Allegretti Frangipane; per arma innalzarono: troncato, nel 1° d’oro a due spade al naturale poste in banda con un ramo di olivo attraversante in sbarra, nel 2° d’argento ai due leoni affrontati di rosso accompagnati da sei pani al naturale e male ordinati; tre al di sopra delle branche anteriori e tre delle branche posteriori.

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Note:
(1) - Erasmo Ricca, “La nobiltà delle Due Sicilie”, Arnaldo Forni Editore
(2) – Biagio Aldimari, “Memorie historiche di diverse famiglie nobili…”


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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