Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

 

Arma: di rosso a cinque torri d' oro disposte a croce di S. Andrea.
Dimora: Napoli

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© Napoli - Stemma Famiglia de Torres. 

La famiglia Torres o de Torres, originaria della città di Malaga in Spagna, si diramò in Italia e godette di nobiltà in Roma, Aquila, Trani nel Seggio dell’Arcivescovado, Andria, Barletta, Lucera, Sicilia e in Napoli fuori Piazza.
Ottenne, nei vari rami, numerosi feudi tra i quali Barete, Cagnano, Capograsso, Crucoli, Pitto, Scorrano, Tufà, e fu investita di numerosi titoli:
principi di Miraflores
duchi di Seclì
marchesi di Marialva, Peschici (1623), Pizzoli (1623), del S.R.I.
Vestì l’abito di Malta nel 1574 con Baldassarre de Torres e, più tardi, con Fra Tommaso Torres, Cavaliere gerosolimitano e Priore di Capua, che rinunciò alla Commenda di S. Giovanni a Cremano e di S. Nicolò di Nola in favore di Nicolò Folliero.
Nel 1465 Francesco de Torres, Regio familiare di re Ferrante I d’Aragona, fu Doganiere di Castellammare di Stabia.
Nel 1530 Martino de Torres, Maestro di Campo, stabilì la residenza della propria famiglia in Trani dove ebbe la carica di Governatore; nel 1700 il Casato da Trani si diramò a Lucera.
Garzia de Torres, Maresciallo di Campo, dimostrò tutto il suo valore militare difendendo nel 1529 Vienna che fu attaccata dai Turchi di Solimano e poi nel 1541 partecipando alla spedizione di Tunisi ed Algeri.
Narra il Cardinale Pallavicini, nella storia del Concilio di Trento Libr. XIV. C. X., che il Cardinale Bartolomeo della Queva fu in questo conclave il più vicino di tutti ad esser Papa per artifizio di Ferrante de Torres, suo conclavista, il quale avvicinò separatamente 32 cardinali per decantare le virtù di della Queva che però alla fine ottenne solo 17 voti.

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© Lauro (AV) - Stemma con le insegne delle famiglie Lancellotti e de Torres imparentate - anno 1632

Ai tempi di Filippo II la Famiglia si stabilì in Roma, dove ebbe un proprio palazzo (1), poi detto Lancellotti (pervenuto per via ereditaria dal 1656). Don Ferdinando (Hernando) (1521 1590), cavaliere di S. Giacomo della Spada, fu il primo ad abitarlo; incaricato degli Affari del Regno di Napoli da Filippo II il Cattolico (1554 -1598), presentò con sfarzosa pompa la Chinea a Pio IV (1559 -1565), al secolo Giovanni Angelo Medici di Marignano. Sposò Pantasilea Sanguigni (1536 1572), antica famiglia romana, estinta nei discendenti di detto Ferdinando, che ne fu erede e ne acquistò il cognome.   
Il Casato diede molti uomini alla Chiesa: Luigi (o Luis) de Torres (Malaga, 1495
Roma, 13 agosto 1553), membro del Supremo Consiglio, da Malaga venne in Italia al seguito dell’Imperatore Carlo V d’Asburgo-Spagna; il 19 dicembre 1548 fu eletto arcivescovo di Salerno. 
Don Ernando de Torres, fratello dell’arcivescovo di Salerno, per volontà del padre che aveva stabilito la dimora della sua famiglia nella città partenopea, dovette recarsi da Napoli a Sorrento per presenziare come padrino al battesimo Torquato Tasso
(2).
Ludovico I de Torres (Malaga 6 nov.
1533 Roma, 31 dic. 1584), fratello del suddetto Cavaliere don Ferdinando, nel 1550 venne in Italia, chiamato dallo zio paterno Luigi, arcivescovo di Salerno. Nel 1553 fu nominato referendario delle due Segnature; nel 1570 il Papa Pio V (1566-1572) lo inviò presso le corti di Spagna e di Portogallo, con il compito principale di trattare la costituzione di una lega tra Spagna, Venezia e S. Sede contro i Turchi che si concluderà con la battaglia di Lepanto.
Nel 1573 fu nominato arcivescovo di Monreale; nominò suo vicario il nipote Ludovico II (1551
1609), futuro cardinale nel 1606 del titolo di S. Pancrazio e poi arcivescovo di Monreale dal 1588 al 1609. Ludovico I si ammalò e  tornò a Roma nel 1583, dove rese l’anima a Dio nell’anno successivo.
Cosimo de Torres (1584
1642) fu nominato cardinale nel 1622 e poi arcivescovo di Monreale dal 1634 al 1642; per disposizione fidecommissaria di Casa Sanguigni, fu erede della nonna ed acquisì il doppio cognome Sanguigni de Torres.
In Abruzzo ultra in diocesi dell’Aquila, nel 1572 Ferrante de Torres acquistò da Pompejo Bernal il feudo di Cagnano, nel 1575 acquistò da Diana di Nocera, moglie del Reggente Revertera, per ducati 12.000 la terra di Pizzoli, nel 1620 acquistò da Muzio Bramolino per ducati 6.800 il feudo di Barete. Nel 1628 Gaspare de Torres, marchese di Pizzoli, dichiarò che Barete spettava a suo zio il cardinale.

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© Napoli - Stemma di don Gaspare Torres - anno 1703

Nel 1685 Luca de Torres, cavaliere di Calatrava, fu Uditore della Regia Dogana di Foggia.
Nel 1703 Tommaso fu Colonnello dell’Imperatore Leopoldo I d’Asburgo.
Nel 1707 Gabriele, Colonnello di fanti, fu Comandante della piazza di Pescara.
Il ramo primogenito di questa famiglia, rappresentato dai conti di Miraflores, si estinse in Spagna e un altro si estinse in Portogallo nella famiglia de Ponte de Lima. Il Ramo trapiantato a Roma si trasferì a l’Aquila.
Il ramo dei marchesi del S.R.I. si estinse con Michele, Antonio e Nicola morti senza figli, la cui sorella Teresa de Torres impalmò il duca di Casalaspro Milazzi.
Il ramo dei marchesi di Pizzoli, titolo ottenuto nel 1623 si estinse col marchese senatore Ferdinando de Torres deceduto senza erede diretto, e sua sorella Laura de Torres († 1838) sposò il marchese Giulio Dragonetti, appartenente alla famiglia nobile di Aquila.
I titoli di duca di Seclì e marchese di Peschici pervennero in Casa de Torres a seguito di matrimonio celebrato tra Francesco Torres (1808
1881) e donna Luisa Sanseverino (o Severino ?) (1797 1869), erede dei predetti titoli. I coniugi ebbero per figlio Alfonso, nato a Napoli nel 1840.

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace e gli Affari della “Real Commissione dei Titoli di Nobiltà”.

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Bibliografia:
- Goffredo di Crollalanza, Annuario della Nobiltà Italiana, Bari 1898.
- Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle Province Meridionali d’Italia, Napoli 1875.
- Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana.
- Luigi Salerno, Palazzo de Torres Lancellotti, in Piazza Navona isola dei Pamphili, Roma 1970.
- Francesco Cancellieri, Storia dei solenni possessi de’ Sommi Pontefici…, Roma 1802
- Enciclopedia Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 39 (1991).
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Note:
1) - La costruzione del palazzo iniziò a partire dal 1542 grazie a Ludovico de Torres  (1495-1553), arcivescovo di Salerno, che acquistò alcune case preesistenti; il progetto fu eseguito dall’architetto napoletano Pirro Ligorio (1513-1583).
2) - Fu invece compare di battesimo il nobile Sersale.

 

Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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