Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Trinchera

Arma: partito: nel 1° troncato: nel 1° d’argento a cinque rose gambute di verde ordinate in fascia; nel 2° d’azzurro; il tutto diviso da una fascia di rosso caricata da tre stelle di cinque raggi d’azzurro bene ordinate; nel 2° di rosso al tronco d’albero al naturale sormontato nel canton destro del capo da un sole figurato d’oro; il tutto accompagnato in punta dal motto: “TRUNCUS ERAT”.
Lo Stemma sormontato da elmo e corona baronale.

Sant'Anastasia - P.
© Arma Famiglia Trinchera

Le origini della notabile famiglia Trinchera sono ignote, si sa che si stabilì ad Ostuni ed un ramo si trasferì a Napoli; di certo il pregio delle lettere e delle scienze superò il valore delle armi.
Giuseppe Raffaele Trinchera (n. 26.12.1811
6.11.1890), figlio di Oronzo (12.01.1782 7.0.1851) e di Maria Giovanna Saponaro, fu canonico della Cattedrale di Ostuni. Il fratello, Beniamino (n. 12.01.1828 6.10.1909), fu ingegnere; altro fratello, Pietro Luigi ( 19.03.1867), fu il padre del deputato e senatore Francesco Antonio (n. Ostuni, 8.6.1841 † ivi, 29.3.1923). Quest'ultimo si laureò in giurisprudenza all'Università di Bari, fu giornalista, libero docente all'Università di Napoli, Assessore delegato di Napoli dal 1884 al 1889, Consigliere comunale di Napoli dal 1876 al 1877, fu nominato Senatore nel 1900.
I Trinchera di Napoli avevano la propria abitazione nel Borgo Loreto.
Pietro Antonio Leonardo Salvatore Trinchera (n. Napoli  l’ 11 giugno 1702 12 febbraio 1755), figlio del notaio Domenico e di Angela Balzano, fu notaio, impresario teatrale, poeta e commediografo.
Il cavaliere Stefano Trinchera (n. 1790
25.02.1863), coniugato con Orsola Fortunata ( 1849), fu illustre clinico napoletano e medico del re Ferdinando II di Borbone.


Napoli, busto del Cavaliere Stefano Trinchera (1790 † 1863)

Fu direttore onorario della Clinica Ostretrica e professore d’ostetricia nell’Università di Napoli, socio ordinatio dell’Accademia Medico Cerusica, professore consulente negli Ospedali dei Pellegrini delle Prigioni e del Gabinetto di Litotomia nella S. Casa degli Incurabili.
Nel 1831 acquistò a Pollena Trocchia (NA) la proprietà Zaravaglios e vi costruì una villa, con ampio giardino, ricco di piante ornamentali e statue.


Pollena Trocchia (NA), Villa Trinchera

Il predetto Stefano ebbe per figlie: Maria Giuseppa (n. 1817 23.06.1853 a 36 anni), moglie di Nicola Gala da Cerignola, medico ( 11.12.1878); Maria Antonia; e Luigia Trinchera ( 11.07.1846 a 22 anni)
Alfredo Gala, figlio di Maria Giuseppa Trinchera e di Nicola Gala, adottò il doppio cognome Gala Trinchera.


Napoli, tomba monumentale della famiglia Trinchera


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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