Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.

Famiglia Colecchia

     a cura dell'Avv. Nicola Pesacane

Arma:

ramo principale: di….al monte di tre cime di…sostenente una cola di…
ramo secondario: d'azzurro alla colomba rivoltata posta sulla pianura erbosa di verde tenente in bocca un ramoscello d’ulivo posto in banda ed accompagnata nel capo da una rosa.
terzo ramo: d’argento alla cola dello stesso in atto di posarsi sopra un albero di verde.

Avv. Pesacane
© Stemma famiglia Colecchia, ramo secondario

La Famiglia Notabile abruzzese Colecchia (alias Colecchi, olim Colecchia) di Pescocostanzo (AQ), il cui albero genealogico risale al capostipite Nicola detto anche Colecchia (da Nicolecchia, vezzeggiativo di Nicola), vivente in Pescocostanzo nella metà del 1400, dal quale la Famiglia prese il nome in quanto suo figlio Angelo, vissuto nella seconda metà del 1400 e morto agli inizi del 1500 si cognominò di Colecchia, cioè figlio di Nicola detto Colecchia.
Il figlio di quest’ultimo, Nicola di Colecchia, nel 1508 ricoprì la carica di Camerlengo di Pescostanzo.
Questa Famiglia già nel 1500 possedeva tre Palazzi in Pescocostanzo tra i quali il più imponente Palazzo del paese sito ancora oggi alla Via delle Pigne n°16 (anche se non più della Famiglia dal 1858) e contrasse matrimoni con le più cospicue famiglie civili locali e non solo.

Avv. Pesacane
Palazzo Colecchia via delle pigne, 4 – con stemma

Il ramo primogenito della famiglia imparentò con i Colucci, Patrizi dell’Aquila, ed accollò lo stemma di cittadinanza di famiglia con quello di questa nobile famiglia.
Il ramo notabile dei Colecchia, nella seconda metà del sec. XVIII, mutò il cognome in Colecchi per distinguersi da molte altre famiglie Colecchia presenti in Pescocostanzo e rimaste nel ceto popolare (si pensi che nell’Elenco dei Capofamiglia di Pescocostanzo del 1715 figuravano ben 10 famiglie Colecchia).
A questa Famiglia appartenne il famoso filosofo e matematico Ottavio Colecchi nato in Pescocostanzo nel terzo Palazzo Colecchi sito alla Via Belvedere n°6, il 18/09/1773 e morto in Napoli nella casa sita al Vico Giardinetto a Toledo n°11 il 25/08/1847, città ove è sepolto nel Cimitero di Poggioreale nel recinto degli uomini illustri.

Benedetto Felice Alfonso
Colecchi con atto per notar Antonio Cocco del 30/11/1733 ebbe in donazione da Angelo Di Buccio il titolo di intestatario del Feudo di Roccapizzi presso Pescocostanzo (su parte del quale nell’anno 1810 sorse il nuovo Comune di Ateleta) ed ottenuto il Regio Assenso di tale donazione in Napoli in data 12/11/1734 con rogito del notar Antonio Cocco Croce ne prese possesso effettivo con successivo atto per notar Benedetto Gregorio Zappa del 1735.
In seguito a tale donazione i successori del predetto Benedetto Colecchi portarono negli atti pubblici successivi il titolo di Barone di Roccapizzi (ad esempio nella Sentenza del Sacro Regio Consiglio di Napoli del 26/04/1788 tra il Barone Vincenzo Maria Colecchi ed i fratelli Mansi) ma occorre precisare che, in questo caso, giuridicamente non si può parlare di un vero titolo nobiliare baronale, mai concesso, bensì esclusivamente di intestazione di un feudo rustico alla quale non succedette alcuna concessione del titolo di Barone.
Un Giovan Tommaso Colecchia fu Notaio in Pescocostanzo dal 1665 al 1680.
Un Ambrogio Colecchia costruì la Torre dell’Orologio di Pescocostanzo nel 1739.
Un Crescenzio Colecchia negli anni 1821-1822 costruì il Palazzetto Colecchia di Don Ottavio Colecchi.
Il predetto principale Palazzo Colecchia (dal quale sin dal 1715 sono scomparse le due torri celle di vedetta che all’epoca lo ornavano) è allo stato in ristrutturazione e forse per questo motivo sul suo imponente portone non vi è più il bellissimo Stemma notabile del ramo principale della famiglia che risulta cosi blasonato: “Di….al monte di tre cime di…sostenente una cola di…”

Avv. Pesacane
Pescocostanzo, Palazzo Colecchia prima
della ristrutturazione

Avv. Pesacane
Pescocostanzo, Palazzo Colecchia, dopo
la ristrutturazione

Altro ramo secondario di questa Casata si trasferì nel 1636 in un altro cinquecentesco Palazzo Colecchia (anticamente Palazzo Mosca) sito in Via delle Pigne n°4 (poi venduto nel 1658) ed ancora esistente con altro Stemma di famiglia appartenente a detto ramo secondario e così blasonato: “D'azzurro alla colomba rivoltata posta sulla pianura erbosa di verde tenente in bocca un ramoscello d’ulivo posto in banda ed accompagnata nel capo da una rosa.”.
Il terzo ramo di questa notabile famiglia abruzzese alzava, invece, altro Blasone diverso, ricamato su di una pianeta del sec. XVII un tempo conservata in Famiglia, e cosi blasonato: “D’argento alla cola dello stesso in atto di posarsi sopra un albero di verde” (1).

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Nota:
(1) - Il tutto in Sabatini G., “Scritti editi ed inediti”, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Vol. II, pagg. 17-96.


Continua sul quinto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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