Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.

Riconoscimento titolo nobiliare

Il filosofo Aristotele ci narra che il riformatore Solone aveva scritto le leggi di Atene in forma volutamente bella ma equivoca, allo scopo di creare molti litigi tra i cittadini. Lo Stato, nel giudicare le controversie, avrebbe così accresciuto certamente la propria autorità.

Se ancora oggi lo Stato abbia bisogno di accrescere la propria autorità non ci è dato saperlo; quel che è certo è che spesso è davvero difficile, per i cittadini, districarsi tra termini giuridici e dinamiche processuali, diritti neanche conosciuti o obblighi improvvisamente imposti.
Le norme giuridiche sono la base del vivere civile; è un errore affermare " Io non ho nulla a che vedere con la giustizia", quando si compra un libro, un litro di latte o un biglietto ferroviario si conclude un contratto.

Ex facto oritur ius: dal fatto nasce il diritto; con impegno e ragionamento ogni legge può essere compresa.
Vi sono in Italia le Commissioni Arbitrali o Tribunali Arbitrali, composti da seri ed esperti professionisti,  che si occupano di accertamenti e pertinenze di carattere nobiliare e genealogico, attraverso la legittima proprietà del titolo. Questo perchè la Repubblica Italiana non vieta l'uso dei titoli come fatto privato, riconoscendoli in alcuni casi come parte del nome.

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Domanda: sono in possesso di un lodo arbitrale che mi autorizza ad utilizzare un predicato nobiliare. Per aggiungerlo al mio cognome cosa devo fare? Devo rivolgermi al Comune o al Prefetto?

Risposta: Se il lodo è in via "incidentale" per il riconoscimento di un titolo, nulla può fare perchè ogni riconoscimento deve essere fatto in via principale, come proprietà di quella cosa.
Se nel dispositivo del lodo, oggi sentenza per gli effetti dell'art. 824 del c.p.c., è ordinato che venga trascritta la sentenza e rettificato il cognome, in via bonaria può chiedere al Direttore dell'Ufficio Anagrafe la trascrizione della sentenza e la rettifica del cognome. Nel caso venga respinta, si ricorre alla locale Corte di Appello e ne risponderà in via principale il Sindaco.
Il Prefetto è competente solo per la rettifica o aggiunzione del nome o del cognome, ai sensi del DPR 13 marzo 2012 n. 54.

Domanda: come si effettua una ricerca genealogica ?

Risposta:
Una ricerca genealogica la si effettua dapprima consultando e richiedendo tutti quei documenti necessari per la ricostruzione, presso gli uffici anagrafici dove la famiglia ha avuto le sue residenze (spostandosi di comune in comune), e risalire quindi ai vari componenti della famiglia stessa.
Quindi, atti dello stato civile conservati negli archivi comunali e in quelli delle cancellerie dei Tribunali.
Da tali archivi è possibile risalire sino alla metà dell’800.
Terminato con l’anagrafe civile si passa a quella Ecclesiastica, consultando e, se permesso, fotocopiare e/o fotografare i registri parrocchiali, degli atti di battesimo, di matrimonio, di morte ed altri; anche in questo caso spostandosi di Parrocchia in Parrocchia, seguendo gli spostamenti della famiglia.
Di norma è possibile arrivare alla ricostruzione a ritroso nel tempo sino alla seconda metà del secolo XVI, in quanto alla disposizione del Concilio di Trento (1545) dall'anno 1563 ogni parrocchia fu obbligata a tenere ed aggiornare i cosiddetti "libri parrocchiali", costituiti in origine dai soli registri di battesimo e di matrimonio, successivamente anche con quelli di morte.
Attraverso questi registri, se la ricerca è effettuata da persone conoscitori della scrittura antica e del latino, è possibile individuare con assoluta certezza, anche in caso di omonimie, tutti quei personaggi appartenenti ad una determinata stirpe.
La ricostruzione prosegue con la ricerca di atti notarili (conservati negli archivi notarili e negli Archivi di Stato), atti di compravendita, cessioni ecc.
A volte la ricerca può terminare prima del tempo a causa di diversi fattori, quali: possibili adozioni, i cosiddetti "trovatelli", in tal caso è impossibile la continuazione; mancanza di documentazione perché andata persa e/o distrutta a causa di incendi, terremoti, alluvioni, tumulti popolari, ecc.

Domanda:
Mi mancano alcuni anelli di congiunzione per dimostrare che mi spetta il titolo nobiliare. Cosa posso fare e a quali spese vado incontro?

Risposta:
Nel suo caso l'unica via percorribile è quella del lodo o sentenza arbitrale,  si rivolga ad una Commissione Arbitrale. Il lodo, una volta divenuto esecutivo, ha lo stesso valore di una sentenza passata in giudicato. I costi variano a seconda dei casi, dai 10.000 ai 15.000 euro.

 

Domanda:
Sa se nei manoscritti di Serra di Gerace c'è la genealogia della famiglia Campitelli?

Risposta:
Si, nel terzo volume alla pagina 941.


Domanda:
Ho visitato numerosi siti di araldica ma non ho trovato lo stemma della famiglia Serino.

Risposta:
Le invio in allegato alla risposta l'elenco delle armi Serino e di Serino con la collocazione nei manoscritti stemmari.


Domanda:
Affascinato sin da bambino dai racconti in famiglia sulle figure dei miei bisnonni, ora all’età di 76 anni, vorrei contattare un esperto per una accertamento genealogico. Ho navigato in rete e, a dir la verità, ho qualche perplessità, mi può dare qualche consiglio?

Risposta:
- si accerti che il prescelto sia un perito araldico iscritto presso un Tribunale e alla Camera di Commercio;
- chieda una perizia giurata con in allegato i documenti in copia conforme dai quali si evince la veridicità di quanto attestato;
- il tempo necessario per un serio e approfondito accertamento varia a seconda della complessità e delle difficoltà incontrate, in particolare se i suoi antenati hanno o meno  dimorato in più città. In ogni caso non meno di sei o sette mesi, con aggiornamenti mensili sullo stato delle ricerche;
- diffidare di chi promette risultati certi e sicuri.

Domanda:
Vorrei fare una ricerca sulle mie origini
e dare a lei l'incarico.

Risposta:
L’età e la salute non mi consentono di effettuare ricerche genealogiche, cosa che del resto non ho mai fatto in passato, mi sono sempre limitato a dare un aiuto consultando i miei testi e al più recandomi periodicamente all’Archivio di Stato e alle Biblioteche.
Posso darle il nominativo di un serio ed onesto perito araldico da scegliersi preferibilmente nella Regione dove si dovrebbe operare di più.
Mi dica qual è il suo obiettivo così potrò consigliarla se vale o meno la pena di spendere determinate cifre; in genere, per una perizia araldica giurata in tribunale con in allegato tutti i documenti che attestino parola per parola ciò che si è scritto viene chiesto un onorario dai 3.000 in su.                         
 

Per maggiori informazioni telefonare al n° 339.5392825 oppure scrivere a nobili-napoletani@libero.it     

                                      


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