Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.

Famiglia Grella

Arma: d’azzurro, alla fascia d’argento, accompagnata in capo da tre stelle d’oro a sei punte ed in punta da tre monti di verde sormontati da un grillo al naturale.
Titoli: baroni
Residenze: Avellino e Napoli.


Stemma famiglia Grella con corona baronale

Le origini della famiglia Grella sono in Sturno, all’epoca uno dei quattro casali di Frigneto, feudo in Principato Ultra, insieme a quelli dei Greci, degli Angioli e Barone.

Feudatari di Frigneto furono, tra gli altri, i Gesualdo, i Filangieri con il titolo di barone e i Caracciolo Rossi, principi di Avellino.

Sturno ottenne l'autonomia politica ed amministrativa da Frigneto durante la dominazione francese, per Regio Decreto del sovrano Gioacchino Murat, dell'8 aprile del 1809. Salvo rare eccezioni, quasi tutti i rappresentanti del casato erano notai.

Capostipite della famiglia, che a Sturno fece costruire nel 1698 il palazzo baronale, fu il notaio Giuseppe Grella, che verso la metà del XVII secolo amministrava le proprietà dei Caracciolo Rossi, principi di Torella.

Il casato ottenne il titolo di barone probabilmente tra il XVII e il XVIII secolo.

Domenico Grella (n. 12 settembre 1763), dottore in legge, figlio del notaio don Pantaleo Grella e di donna Giuseppa Testa, fu il secondo sindaco di Sturno dal 1811 al 1812; egli ristrutturò il palazzo di famiglia nel 1972 come si evince dalla lapide posta sul portale del palazzo che oggì è di proprietà della famiglia Vicario.

Il personaggio più rilevante della casata fu Eduardo Grella (Napoli, 18-6-1893 † ivi 1-7-1949), figlio di Luigi, avvocato, deputato al primo Parlamento italiano a Torino; si deve a lui la stesura della decretazione del Parlamento nazionale sulla concessione della cittadinanza e della nazionalità dell’8 marzo 1821 e della deliberazione del Parlamento nazionale sull’annullamento della Convenzione di Termoli del 15 ottobre 1821.

Ritratti del barone Eduardo Grella (1893 † 1949) e di suo padre Luigi, avvocato

Rientrato a Napoli sposò nel 1922 Maria Pagano; con R.D. di concessione del 4-2-1935 gli fu riconosciuto il titolo di barone. Detti coniugi ebbero quattro figli: Anna Maria (n. Napoli, 7 agosto 1924), il barone Federico (n. Napoli, 19-8-1927), Giulio (n. Napoli, 15-7-1929) e Giovanna (n. Napoli, 9-9-1932).


Ritratto del barone Federico Grella, avvocato

Altri importanti personaggi della famiglia furono: Giuseppe Grella, barone, notaio (1671-1728); Angelo Michele Grella, barone, ufficiale di cavalleria delle truppe di Gioacchino Murat (1783-1850), Luigi Grella, barone, capo del Dipartimento del Ministero delle Finanze del Regno delle Due Sicilie (1786-1855); Pasquale Grella, barone, sindaco.

Ritratti del barone Giuseppe, notaio, e del barone Angelo Michele Grella, ufficiale

Ritratti del barone Luigi, capo del Dipartimento del Ministero delle Finanze, e del barone Pasquale Grella, sindaco
 

I ritratti fanno parte della collezione donata al Museo Irpino dagli attuali discendenti della famiglia Grella .

 


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

Copyright © 2007  - All rights reserved
 

*******************
STORIA DELLE FAMIGLIE NOBILI:
Elenco A - B  /   Elenco C   /   Elenco D - H 
Elenco I - N /  Elenco O -R  /  Elenco S -
Z
*******************

SEDILI DI NAPOLI   CASE REGNANTI   ELENCO TITOLI
MEDIA   PUBBLICAZIONI   EVENTI  CONFRATERNITE
ELENCO ANALITICO NOMI   MERCATINO ARALDICO   MAPPA DEL SITO
STEMMARIO   ORDINI CAVALLERESCHI  BATTAGLIE

SCOPO   FONTI   CONTATTI   LINKS
HOME PAGE