Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Ricchiuti

A cura del N.H. Gennaro Maria Genovese Ricchiuti

Arma: di rosso alla pianta di gran turco che si erge da zolla di terra e fruttata di uno, il tutto al naturale, con il capo dell'impero, che è d'oro all'aquila di nero; cimato da corona marchionale.
Motto: ANTE MORI QUAM FOEDARI.
Titoli: patrizi di Francavilla Fontana, marchesi di Santacroce, duchi
Sava, Bitritto e Bitonto.  


Chiesa di Santacroce a Manduria, stemma Ricchiuti

Il nome deriva sicuramente da vezzeggiativi o modificazioni accrescitive del nome medioevale propiziatorio ‘Riccus- Ricca’.
Si tramanda che la famiglia sia di discendenza Toscana, in particolare di Siena, e che sia arrivata in Puglia per motivi politici, in quanto ghibellina ai tempi delle faide di dantesca memoria.
Da Taranto si stanziarono a Sava, in Terra d'Otranto, nel ‘468 dove parteciparono, in maniera fattiva, alla costruzione del palazzo comunale lasciandovi fonti storiche ed araldiche. Qui vennero investiti della corona ducale di Sava, Bitritto e Bitonto, e da qui i tre rami della famiglia.
Tuttora fiorente è quello di Sava, che nel ‘728, attraverso il capostipite Cosimo, acquistò, per 11.560 ducati, il feudo di Santacroce dalla famiglia Carcioffa, venendo investiti del titolo marchionale.
Il 12 luglio del 1730, in occasione del matrimonio tra Antonio Ricchiuti ed Adelaide dei Principi Imperiali, al senatore Antonio, in riconoscimento dei suoi meriti, fu concesso l’aumento del capo dell’impero che è d’oro all’aquila di nero.
In ultimo ottengono, nello stesso anno, il posto nel sedile cittadino di Francavilla Fontana, divenendone Patrizi.
Tra gli esponenti, si ricordano:
 - Alfonsina, andata in sposa, nel ‘580 a Don Luigi Capece Minutolo di Zurlo, da cui Roberto (Reggio notaio), che impalmò la nobildonna Carmela Forleo, e Armando, a sua volta sposato con Donna Luisa Scazzeri.


Stemma Forleo

- Niccolò Maria, generale dei Carmelitani (1674 1747) al quale è intitolata una via a Grottaglie.

Un ramo del casato si trasferì verso la metà del XV secolo un Manduria con Pirro Ricchiuto; il suo pronipote Agostino è attestato nel 1530. La famiglia ebbe molti preti di cui alcuni Canonici della Collegiata di Manduria, frati tra gli Agostiniani, i Servi di Maria, i Francescani Riformati e i Cappuccini. Il citato Nicolò Maria apparteneva ai Ricchiuti di Manduria.
Un ramo di questo casato si trasferì in Spagna con Romulo, uno in Brindisi con Pellegrino e un altro in Torre Santa Susanna con Astore.

- Alberto, sposato con Agostina Caniglia nell’854.


Stemma Caniglia

- Antonio, sposato con Maria Vittoria Trinchera dei baroni di Ceglie.


Stemma Trinchera

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Fonti bibliografiche:

- Archivio comunale della città di Sava.
- Documenti afferenti alle famiglie del Sedile della città di Francavilla Fontana, depositati presso l’archivio storico.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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