Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.   

stemma dei Pignatelli   

Dai discendenti di PALAMEDE (n. 1450), ultragenito di Tommaso, detto Masello e di Agostina d’Anna, si formeranno le linee dei principi di Minervino, dei marchesi di Cerchiara, dei principi di Moliterno e di Marsiconuovo, dei marchesi di Spinazzola, dei duchi di Bisaccia, dei Marchesi di Lauro, dei conti di San Valentino, di Montagano e di Egmont.

LINEA MARCHESI DI LAURO e DUCHI DI BISACCIA

SCIPIONE Pignatelli ( 1581), Signore di Summonte e Casalnuovo, acquistò la terra di Lauro, in Terra di Lavoro, da Donna Maria Sanseverino, moglie di don Enrico Orsini di Nola; nel 1541 fu insignito del titolo di conte di Lauro e, successivamente, di marchese di Lauro. Sposò Isabella Caracciolo dei baroni di Castelfranco.
Fece abbellire il suo castello di Lauro con magnifici giardini irrogati da una cisterna d’acqua fatta appositamente costruire; per raggiungere la parte alta del castello fece sistemare una scala di piperno e, probabilmente, morì cadendo malamente da uno dei duecento scalini.
Sua figlia Laudomia Pignatelli sposò Baldassarre Milano ( 1579), figlio di Nicola e di Beatrice Caracciolo, patrizio napoletano,  barone di San Giorgio dal 1567.

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© Lauro (AV) - Il castello che appartenne a Scipione Pignatelli

ASCANIO (~1550 † 1601), secondogenito di Scipione, marchese di Lauro dal 1577, a soli cinque anni gli fu designato come moglie Lucrezia di Capua, che sposerà nel 1576. Si dedicò agli studi e, a soli tredici anni, fu iscritto agli Accademici Sireni, in Napoli; divenne dottore in utroque jure, conobbe Torquato Tasso e altri poeti del suo tempo. Scrisse numerose poesie che raccolse in Rime. Fu anche uomo d'armi,  infatti, partecipò alla battaglia di Navarrino nel 1572.  Nel 1592 fu feudatario di Bisaccia e nel 1600 ottenne il titolo di duca di Bisaccia, da Filippo II di Spagna quale compenso dei servigi resi dal padre alla corona spagnola.
CAMILLO III nel 1632 vendette a Scipione Lancellotti il feudo di Lauro, e quest'ultimo ottenne il titolo di marchese di Lauro il 24 gennaio 1645.

LINEA DEI MARCHESI DI CERCHIARA

GIACOMO ( 1539), Signore di Noja, Cerchiara, Plati, Amendolara e Regina, consigliere del re  Federico d’Aragona, nel 1497 sposò in seconde nozze Maria Coscia dei Signori di Procida. Fu eletto rappresentante del seggio di Nido e nel 1532 fu insignito dei titoli di barone di Cerchiara, San Lorenzo e Plataci. 
Per figli ebbe:
1) SCICPIONE, capostipite dei Pignatelli di Egmont;

2) LUCREZIA

3) FABRIZIO (? Napoli, 1567), fu vicerè di Calabria e Maestro di campo della fanteria del Regno di Napoli; nel 1556 fu insignito del titolo di marchese di Cerchiara. Sposò Vittoria Cicinelli dei baroni di Carpinone ed ebbero, tra gli altri, per figli:
GIULIO, capostipite dei Pignatelli di Cerchiara e

MARZIO ( 1601) decorato nel 1576 barone di Spinazzola e nel 1586 insignito del titolo di marchese di Spinazzola, in Terra di Bari.

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© Napoli - stemma di Antonio Pignatelli, dei marchesi di Spinazzola, Cardinale e Arcivescovo di Napoli

FRANCESCO (Napoli, 1588 ivi,1620), marchese di Spinazzola, sposò nel 1605 Donna Porzia Carafa, principessa di Minervino.

Per figli, ebbero, tra gli altri:
1) MARZIO (1608 † 1679), marchese di Spinazzola, nel 1567 ereditò il titolo di Principe di Minervino, feudo che fu venduto nel 1675 ai Tuttavilla. Nel 1632 sposò a Napoli, Donna Costanza de Guevara dei duchi di Bobino.
2)
Ottavio Francesco Giuseppe ANTONIO (Spinazzola (1), (13/03/1615 Roma, 27/09/1700), patrizio napoletano, sin da piccolo fu illuminato dalla Fede, studiò e presto divenne dottore in entrambe le leggi. Riscosse ovunque ammirazione e stima per le sue qualità spirituali. Fu Vicelegato di Urbino nel 1635 e poi governatore di Perugia.


Papa Innocenzo XII, l'ultimo pontefice con la barba

Nel 1646 fu nominato inquisitore a Malta  e nel 1648 governatore di Viterbo, nel 1681 Cardinale e nel 1687 Arcivescovo di Napoli.
Fu molto amato dal popolo napoletano e a Roma fu chiamato scherzosamente Pulcinella per  i  forti legami con la città partenopea.
Il 12 luglio 1691 fu proclamato papa col nome di Innocenzo XII; nel 1692 emano la bolla “Romanum decet Pontificem” con la quale si faceva divieto ai pontefici di donare terreni, cariche o rendite ai propri familiari, ridusse i benefici ecclesiastici ed eliminò molte cariche inutili e dispendiose.
Fu chiamato il “papa dei poveri” per aver destinato il palazzo del Laterano ad ospizio, fece portare a termine i lavori di palazzo Montecitorio per destinarlo a ospizio per poveri. Fece restaurare il porto di Anzio e fece completare i lavori che fornirono l’acqua potabile a Civitavecchia.
Si spense nella notte tra il 27 e 28 settembre 1700 in odore di santità.

Nella stessa notte, le acque del Tevere borbottarono e strariparono allagando lo spazio antistante la Basilica di San Pietro, rendendo difficile l'accesso per il Giubileo. 

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Note:
1) - Dal libro Battesimale della Chiesa di S. Giovanni Battista in Regina (Regina di Lattarico in provincia di Cosenza):"Giorno 22 gennaio 1626. Ottavio Franc.sco Giuseppe Antonio Pignatelli figlio degli illustrissimi Signori Mario e Maria Faustina Caracciolo Coniugi e Signori di questa terra della Regina è stato battezzato da me Don Orazio Siciliano Arciprete e Rettore.Il compare fu l'Illustrissimo Ottavio Pignatelli Juniore insigne congiunto del Signor Mario, e figlio di Ottavio Pignatelli Seniore. Sul margine sinistro del foglio venne riportata questa diditura che si riporta fedelmente: "Fu Pontefice col nome di Innocenzo XII nel 1961. Fu un Pontefice savio e santo, abolì il Nipotismo con una celebre Costituzione,trasse alla venerazione del Pontificato anche gli Eretici. L'Arciprete Molinari ha notato la sua memoria".

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace e gli Affari della “Real Commissione dei Titoli di Nobiltà”.
 

Pignatelli di Monteroduni

Pignatelli di Strongoli

 


Casato inserito nel 2° Volume di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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