|

Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano,
ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano,
appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano
dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. |
|

Cava dé Tirreni, stemma
Damiano |
|
Le origini della famiglia Damiano sono incerte, alcuni
storici affermano che sia originaria di Pozzuoli, altri
danno per certo che la stessa proviene da Ravenna dove
nacque, agli inizi del XI secolo, il cardinale San Pier
Damiani o Pier di Damiano (Ravenna, 1007
†
Faenza, 1072).
Pietro Damiano fu il primo Barone e Galeone
eresse in Cava un ragguardevole palazzo con annessa
cappella. |
|
Il feudo di Castelnuovo, sito in
Principato Citra,
detto dei Cilenti per non confonderla dall’altra terra appellata
Castelnuovo di Conza che nel 1800 era in possesso della
famiglia
Mirelli dei
principi di Teora, fu tolta il 20 giugno 1496 a Marino
d’Alemagna per ribellione da
Ferdinando II d'Aragona.
Fu venduta ad Antonio
Carafa e nel 1468
passò a Prudenzio Damiano. |
|
Il 3 marzo 1532 Panunzio e Bartolomeo Damiano,
patrizi di Cava
(1),
ricchi mercanti, acquistano la cappella, nella Chiesa di San
Francesco d’Assisi (oggi Cattedrale di Santa Maria della
Visitazione), a destra dell’abside, proprietà fin dalla
fondazione della famiglia
Scannapieco.
|
|
Cava de' Tirreni, Cattedrale |
|
Adamiano
Damiano, sempre nella prima parte del XVI secolo, ristrutturò
la cappella sotto il titolo di Santa Maria del Reto, in seguito
rinominata Santa Caterina. |
|
L’ultimo barone del Casato fu Giuseppe Damiano
che vendette il feudo di Castelnuovo alla famiglia
Atenolfi e il feudo di Casalicchio
(2)
alla famiglia
Bonito. |
|
Paolo
Damiano (†
Napoli, 2 agosto 1621) fu creato dal re
Filippo III
d'Asburgo-Spagna,
capitano di fanteria; fu servizio del Re a Bruges nelle Fiandre
al comando di 28 soldati, come si legge sul marmo della sua
sepoltura, fatto realizzare dal padre, Pietro
Damiano. |
|
Napoli, sepolcro di
Paolo
Damiano. A destra lo stemma di famiglia |
|
Nel 1702 il giureconsulto Bartolomeo
Pisani e donna
Maddalena dei baroni di Civitella, coniugi, eredi della estinta
famiglia dei baroni Damiano, destinarono il sepolcro per la
sepoltura dei loro parenti e discendenti. Infine, essendo
discesa da costoro e divenuta erede della propria stirpe, donna
Pisani, insieme con il marito don Giuseppe Potenza, destinò
questo monumento a sé, ai propri familiari e ai discendenti,
nell’anno 1864. |
|
La citata Maddalena era figlia di Pomponio Civitella, alfiero di
Filippo IV nel 1654, figlio di Francesco capitano fanteria nel
1625, sotto il comando Scipione
Filomarino,
Maestro di Campo.
Il citato Pomponio si trasferì a Cava nel 1662 e sposò Chiara
Damiano. |
|
Estinto il ramo principale dei Damiano, gli appartenenti ai rami
collaterali si trasferirono in varie città, tra i quali si
ricorda Giovan Battista Damiano (Potenza, 1818
†
Napoli, 18.3.1861), secondo tenente del 13° Reggimento Lucania
dell’esercito del Regno delle Due Sicilie. |
|
_____________________
Note:
(1) - Tra le famiglie
storicamente considerate nobili o patrizie di Cava si ricordano:
Casaburo (o Casaburi),
Scannapieco,
de
Curtis, Lamberti,
Longo,
Mauro,
Palmiero,
Pisani,
Quaranta,
Salsano,
Scacciavento,
Sparano,
Tajani,
Troisio, Vitale.
(2) - Casalicchio, uno dei dieci
casali dello stato di Forino in Principato Ultra, in diocesi di
Salerno. I Casali erano Casadamato, Casalicchio, Casaldicreta,
Castello, Celzi, Contrada, Ospedale, Palazza, Pozzo e Petruro.
_____________________
Bibliografia:
- Lorenzo Giustiniani , “Dizionario geografico-ragionato del
Regno di Napoli”, Napoli, 1977.
- Agnello Polverino, “Descrizione Istorica della Città
Fedelissima della Cava…”, Napoli 1716.
- Giacinto Tortolani, “Querelle Napoli – Vietri e falsi
aragonesi” , 2022.
- Roberto M. Selvaggi, “Nomi e volti di un esercito
dimenticato”, Grimaldi e C. Editori, Napoli 1990. |
|