Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.

Frugiuele di Cosenza

Da Araldica Calabrese, anno 2010. A cura dell'avv. Anita Sofia Frugiuele

Arma: d'azzurro, alla croce del Calvario su di un monte il tutto al naturale ed accostata da tre stelle (5) d'argento: due ai lati della croce ed una in cuore al monte.
Titoli: Patrizi di Cosenza.

La famiglia Frugiuele, chiamata anche Furgiuele tra il 1500 e il 1700, di probabile origine spagnola in Salamanca, attesta la sua presenza a Cosenza nella prima metà del '500. Secondo quanto riportato nella storia dei cosentini di Davide Andreotti, il poeta Ottavio Frugiuele, vissuto intorno al 1520, era iscritto al Sedile degli Onorati, nel cui libro figuravano le seguenti distinte famiglie, atte ad essere aggregate al Sedile de' Nobili, ove avessero voluto produrre le loro ragioni in petitorio presso la Regia Udienza o presso il Supremo Consiglio Collaterale (1). Nel 1734 rimase in essere soltanto il Sedile dei Patrizi, dopo che quello degli Onorati venne abolito. Da rilevare che in quest'ultimo Seggio, nel corso del '500, erano affluite famiglie nobili di centri minori come quella dei Belmonte, ascritta al Sedile dei Nobili di Aiello Calabro (2), e la famiglia Luzzi (3) del Sedile dei Nobili di Bisignano, venute a Cosenza per ragioni di ufficio.

Nel 1515 diverse famiglie, quali Bombini, Caputi, Poeta, Spiriti e altre, passarono dalla Piazza degli Onorati cittadini in quella dei Nobili in tempo del Regio Uditore la Quadra che intervenne in detta aggregazione come dal Libro de' Parlamenti di detto anno (4).

La stessa opera dell'Andreotti riporta, nell'elenco delle cappelle gentilizie cittadine, diverse sepolture della famiglia Frugiuele, come la cappella di S. Antonio nella chiesa di S. Maria di Costantinopoli (5), giunta ai Frugiuele in base al lascito testamentario di Serafino Ferrari, con la cui famiglia era imparentata a seguito di matrimonio tra l'U.J.D. Francesco Saverio Frugiuele (01/08/1744 † 25/11/1831) e Teresa Ferrari, avvenuto il 22 aprile 1784 (6), e quello di S. Anna nella chiesa di S. Francesco di Paola (7).


Donna Clara Aloysia Nicoletta Frugiuele (n. 10/12/1752), sorella di
Don Francesco Saverio e moglie di Don Pasquale Quintieri
 

Un piu' antico jus patronato con diritto di sepoltura risulta da un documento del 22 luglio 1689 (8), in cui dà conto che i padri del convento di S. Agostino di Cosenza cambiano la cappella dei Signori Dottori Ignazio e Domenico Antonio Frugiuele (1692 † 1693) di Cosenza con altra cappella, detta del Crocifisso, ad essa attigua. Di tale tomba gentilizia si trova ulteriore cenno in un documento di qualche decennio posteriore, esattamente un atto del 1750, 9 dicembre: apertura e pubblicazione del testamento dell'U.J.D. Don Lorenzo Frugiuele di Cosenza (27/12/1695 † 08/12/1750), marito della Signora Donna Serafina Parise, che lascia sua erede di beni mobili ed immobili per l'ammontare di 2.000 ducati (9). Istituisce uno jus patronato per la sua famiglia Frugiuele, alla quale dovranno succedere i suoi parenti piu' prossimi dopo la morte di detta sua moglie e, in sostituzione, quella dei Parise, discendenti di Don Domenico Antonio e poi quelli discendenti di Don Pietro e Francesco Parise, suoi cognati.
Lascia libera la scelta del luogo della sua sepoltura tra le diverse cappelle della sua famiglia. Sul testamento, in cui sono menzionati i suoi stretti rapporti col marchese Raimondi di Napoli, vi sono i sigilli ad ostia raffiguranti l'arme del testatore.


Sigillo ad ostia su testamento di Don Lorenzo Frugiuele U.J.D.
 

Ma, già nel 1612, Cesare Frugiuele istituiva jus patronato nella chiesa di S. Barbara in Rovito (10). Un suo congiunto, Giovan Lorenzo Frugiuele di Rovito ma abitante a Cosenza, nel 1614 faceva presente di essere stato soldato del Battaglione della Nuova Milizia e di godere, in tale qualità, delle relative esenzioni militari, nonchè di pagare regolarmente le tasse e le gabelle a Cosenza (11).


Rovito, chiesa di Santa Barbara, Altare Maggiore. A seguire le statue di Santa Barbara e di Santa  Caterina d'Alessandria


Chiesa di Santa Barbara, Cappella gentilizia il cui stemma non è identificabile a causa dell'usura del tempo.
Sul lato opposto dell'arco è visibile quella della famiglia Arnone

 

IL filo genealogico prosegue con Domenico Antonio Frugiuele U.J.D., il quale sposa Anna Vanni (12) da Rende, figlia di Scipione, Governatore dello Stato di Rende (1692 - 1693), come documentato dai Capitoli matrimoniali del 7 dicembre 1690 (13). Della famiglia Vanni si ricorda Francesco dei Principi di San Vincenzo, arcivescovo di Cefalù, che nel 1802 fu nominato cavaliere dell'Ordine di San Gennaro.
In un atto datato 14 febbraio 1671 del notaio Giuseppe Genise
(14), vi è la ratifica dei capitoli matrimoniali tra il Signor Dottor Salvatore Toscano di Cosenza, figlio del Signor Giovanni Paolo (15), e la Magnifica Isabella Frugiuele, sorella dei Signori Utroque Jure Doctor Ignazio e U.J.D. Lorenzo Frugiuele, cui accenna il documento, era Avvocato della Regia Udienza di Calabria Citra, Procuratore del Regio Tribunale e suoi Uditori e Avvocato fiscale di essa come attestato da atto dell'11 novembre 1690, a firma del notaio Antonio Conti di Cosenza (16).

Due anni prima, nel 1688, veniva redatto un inventario dei beni del reverendo Don Carlo Frugiuele, congiunto dell'U.J.D. Ignazio, citato nello stesso atto, nel quale si rilevava la presenza di beni mobili tra i quali quadri raffiguranti la cena degli Apostoli, l'arca di Noè, un quadro di Giuseppe Giusto, uno del Susanna, un altro di S. Anna, uno di S. Carlo, tutti con cornici bianche (cioè argentate). Altri quadri di medie dimensioni con l'immagine di S. Sebastiano, uno di S. Francesco, uno di S. Antonio; un quadro di Mosè senza cornice, uno di frutta, uno di S. Maria del Carmine, l'immagine del SS. Salvatore e un quadro di tre vergini con cornice argentata (17).

Da un atto di compravendita del 1734 si rileva il matrimonio tra il Signor Dottor Niccolò Frugiuele (n. 1714) con Donna Finita Spadafora, figlia di Don Muzio Spadafora, Patrizio di Cosenza (Capitano di cavalleria) e di sua moglie Flaminia Mollo, Patrizia di Cosenza (18).

Dal Catasto onciario di Cosenza (19), redatto il 1756, emerge la situazione economica del Magnifico Don Ignazio Frugiuele (1711 † 09/04/1790), di anno 43, che si attesta su once 372 e grana 18, dedotti i pesi.

Con atto del notaio Trocini di Cosenza, del 20 maggio 1799, gli illustri Signori Don Gregorio Roger, Don Domenico Frugiuele e Don Vincenzo Maria Monaco di Cosenza, in quanto persone influenti della città, venivano richiesti di testimoniare che il palazzo di Don Fedele Contestabile Ciaccio, Patrizio di Cosenza, era stato saccheggiato dalle truppe casalesi (o armata sanfedista)  e ne erano stati trafugati tutti i beni mobili, ori, argenti e rame, biancheria e altre suppellettili di casa. Erano state rotte a colpi di ascia tutte le porte, le finestre e i balconi (20).

In un documento del 17 settembre 1796 del notaio Luigi Martirano si accenna ai capitoli matrimoniali tra i coniugi tra i coniugi D. Rosa Angela Margherita Frugiuele (n. 12/05/1749), figlia di D. Ignazio, e D. Emmanuele Cirillo, Patrizio di Taverna, figlio di D. Salvatore, stipulati il 13 aprile 1779 dal notaio Bruno Sicilia di Cosenza e poi ratificati in Taverna il successivo giorno 26 (21). In essi si conveniva la dote di 1.000 ducati (22).

Frequenti gli acquisti immobiliari della famiglia Frugiuele anche nel corso del XIX secolo, come dimostrano diversi atti notarili, tra cui quello che documenta l'acquisto di un palazzo sito ai Padolisi del Signor Don Pasquale Salvati da parte del Signor Don Ignazio Frugiuele (24/03/1785 † 13/08/1845) (23), avvenuto il 23 marzo 1828, unitamente ad un fondo rustico in territorio di Rende, quest'ultimo pagato la cospicua somma di 28.700 ducati (24).

Nel corso del secolo XIX le vicende della famiglia si legano a quelle dei moti per l'Unità d'Italia, soprattutto per opera dei fratelli Domenico (27/07/1817 † 11/02/1889)  (25) e Francesco (n. 1836), del ramo primogenito. Il primo, magistrato di Corte d'Appello prima a Catanzaro, poi a Napoli, fu insignito dal Re Vittorio Emanuele II di Savoia del titolo di Primo presidente di Corte d'Appello dopo aver riportato, sotto il precedente Regno Borbonico, pesanti condanne per la sua attività politica, minuziosamente documentata nei verbali di polizia e processuali conservati presso l'Archivio di Stato di Cosenza (26) e di Napoli.


Don Domenico Frugiuele  (1817 † 1889), Primo presidente di Corte d'Appello
 

La sua storia cospirativa si lega alla infausta missione in Calabria dei fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, fucilati dopo essere accorsi a Cosenza per partecipare alla sommossa da lui organizzata per il 15 marzo 1844 (27).


Attilio ed Emilio Bandiera (entrambi fuciliati a Vallone di Rovito il 24 luglio 1844)
 

Domenico era ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Numerose città d'Italia ne hanno onorato la memoria nella topomastica, a cominciare dalla Capitale e dalla sua stessa Cosenza.

La famiglia (28), i cui esponenti venivano qualificati Signore, Magnifico, Don, contrasse alleanze, tra le altre casate, con quelle dei Patrizi cosentini Spadafora, Ferrari, Castiglion Morelli, Toscano.
Sopravvissuta ai secoli vi è oggi una cappella rurale in agro di Cerisano, nei pressi di Cosenza, sulla cui facciata campeggia lo stemma della famiglia.


Agro di Cerisano (Cosenza), cappella rurale

_____________________
Note:
(1) - Davide Andreotti, Storia dei cosentini, 1869, vol. II. Ristampa Luigi Pellegrini Editore, 1978, p. 279; Sommario de' documenti per il barone di Montegiordano Don Giuseppe di Martino e Dottor Don Giuseppe Antonio Monaco da tenersi presenti dal Sacro Consiglio nella causa che ànno con la Nobiltà della città di Cosenza, (memoria a stampa s.d.l. 1752 c.).
(2) - Raffaele Borretti, Aiello. Antichità a monumenti. Mit. Cosenza 2001, p. 30.
(3) - Pietro Antonio de li Luzzi di Bisignano, abitante a Cosenza, dichiara di avere acquistato negli anni precedenti la terra di Luzzi dal Principe di Bisignano con patto di retrovendita per 15.933 ducati in Archivio di Stato di Cosenza (d'ora in poi ACS), notaio Giacomo Maugeri di Cosenza, scheda n° 58, anno 1603, 20 maggio cc. 202 v - 207 s. Lo stesso Pietro Antonio risulta marito di Fulvia Dattilo quando vendono una casa palazziata posta alla Motta a Cosenza a Pietro Paolo Parisio in ACS, notaio Giovan Antonio Riccio di Cosenza, scheda n° 69, anno 1607, 16 marzo. 
Figli di Pietro Antonio erano Fabrizio e Marco de Luzzi, che nominavano loro procuratrice la Dattilo, vedova di Pietro Antonio, per amministrare i loro beni. ACS, notaio Ottavio De Marco di Cosenza, scheda n° 25, anno 1618, 14 marzo, c. 141 v.
Pietro Antonio de li Luzzi di Cosenza nel 1595 risultava iscritto tra i mercanti di seta, registrati nella matricola dell'arte della seta, oggi nell'Archivio di Stato di Napoli. Cfr. D. Musto, I mercanti e gli artigiani calabresi iscritti nelle matricole dell'arte della seta conservate presso l'Archivio di Stato di Napoli in "Atti del 3° congresso storico calabrese (19/26 maggio 1963), Napoli Fiorentino editore, 1964 p. 459.
(4) - Biblioteca civica di Cosenza, sezione Manoscritti (BBC 34856), Libro della vera origine ed aumento delle famiglie Nobili del Sedile di Cosenza, e delli Nobili fuori di esso, estratto da quello del Signor Duca di Verzino dal Dottor Domenico Arena circa l'anno 1660,,,, Voce "Bombini", folio 5 r.
(5) - Storia dei Cosentini, cit. vol. II, p. 314.
(6) - Figlia dell'U.J.D. Saverio Ferrari, Archivio della Curia Arcivescovile di Cosenza, registro dei matrimoni Duomo di Cosenza anni 1774 - 1799, anno 1784, n° 7. Saverio Ferrari era figlio di dell'U.J.D. Serafino e di Fulvia Campagna, come risulta in ACS, atto del Notaio Matteo Martirano di Cosenza, anno 1754, 23 aprile, carta n° 117 v. Saverio Ferrari era fratellastro di Gaetano Ferrari, barone di Roseto (morto il 24 aprile 1801).
(7) - Storia dei Cosentini, cit. vol. II, p. 314.
(8) - ACS, notaio Antonio Conti di Cosenza, scheda n° 108, (anni 1673 - 1720), anno 1689, 22 luglio, cc. 288 r. - 290 r.
(9) - ACS, notaio Matteo Martirano di Cosenza, scheda n° 507, anno 1750, cc. 401 - v. 408 r.
(10) - ACS, notaio Vito Antonio di Rovito, scheda n° 93, anno 1612, cc. 21 v. - 22 r.
(11) - ACS, notaio Vito Antonio di Rovito, scheda n° 93, anno 1614, c. 106 r. - 106 v. in Amedeo Miceli di Serradileo, Capitani e militari in Calabria Citra (1529 - 1798), Castrovillari AGM 2009, p. 33 n° 98.
Giovan Lorenzo sposò Giovanna Pirillo, da cui nel luglio 1633 nacque Margherita, Archivio della Curia Arcivescovile di Cosenza, libro dei battezzati del Duomo, anni 1628 - 1638, n° 572. Questa compare assieme all'Utroque Jure Doctor Ignazio Frugiuele nell'atto dei beni del reverendo D. Carlo Frugiuele, v. nota 15.

(12) - I Vanni, originari di Castelfranco, l'odierna Castrolibero, si stabilirono a Rende nella seconda metà del '600 dove Scipione sposò Isabella Bonanno, Nobile del Sedile di Rende. Scipione Vanni fu Governatore dello Stato di Rende nel 1692 - 1693. cfr. FEDELE FONTE, Rende nella sua cronistoria, Chiaravalle centrale, Frama Sud, 1976, pp. 265 - 266.
La famiglia Vanni acquistò da Pompeo Zagarese, nell'ottobre 1677, a Rende, in località Sotto il castello, un palazzetto, ossia casa palazziata, già appartenuta ai Miceli. Questi ultimi in quell'anno si erano trasferiti a S. Fili con Diego Miceli, da cui nacque Tommaso, poi primo Barone di Serradileo. Dal Matrimonio di Scipione, oltre ad Anna, nacque Antonio, che continuò la famiglia Vanni sposando Eliodora Falvo di Cosenza con capitoli matrimoniali del 7 ottobre 1697, in ACS, notaio Gaetano Infante di Cosenza, anno 1697, 7 ottobre, c. 1213 v., e Dianora, che sposò Leonardo Toscano, Patrizio di Cosenza in ACS notaio Gaetano Infante di Cosenza, anno 1694, 28 marzo, c. 275 r.
Scipione Vanni fece testamento il 7 giugno 1694 in ACS notaio Domenico Mazza di Rende, anno 1694, 7 giugno, c. 39 v. - 41 r.
(13) - ACS, notaio A. Conti di Cosenza, scheda n° 108, anno 1690, cc. 566 v. - 576 r.
(14) - ACS, notaio Giuseppe Genise di Cosenza, scheda n° 163, anno 1671, 14 febbraio, cc. 41 v. - 49 v.
(15) - I fratelli Giovan Paolo e Vittorio Toscano entrambi U.J.D., originari di Rogliano, furono aggregati nel 1563 al Sedile dei Nobili di Cosenza cfr, Libro della vera origine, cit. Voce "Toscano", f. 39 r.
(16) - ACS, notaio Antonio Conti di Cosenza, scheda n° 108, anno 1690, c. 517 r. - 517 v.
(17) - ACS, notaio Antonio Conti di Cosenza, scheda n° 108, anno 1688, cc. 423 r. - 429 r.
(18) - ACS, notaio Marco Graziano di Cosenza, scheda n° 445, anno 1734, cc. 127 r. - 131 r. Tale notizia è anche riportata nel Sommario dei documenti per il Barone di Montegiordano, cit. pp. CXXI,  c XXVI.
(19) - ACS, Catasto Onciario di Cosenza, anno 1756, c. 153 e ss.
(20) - ACS, notaio Carmelo Maria Trocini di Cosenza, scheda n° 647, anno 1799, f. 200 r. - 200 v.
(21) - ACS, notaio Luigi Martirano di Cosenza, n° 509, anno 1796, 17 settembre, cc. 160 r. - 162 v.
(22) - Sul Patriziato di Taverna e sulla famiglia Cirillo vedi UMBERTO FERRARI, Il Patriziato di Taverna, in "Rivista Araldica" anno LXX, n° 12 (dicembre 1972) fascicolo 747, pp. 312 - 313. I Cirillo furono ascritti a tale Patriziato il 27 febbraio 1676, cfr. ivi anno LXX n° 11 (novembre 1972) fascicolo 746, p. 287.
(23) - Ignazio sposa il 16 aprile 1815 Costantina Stocchi, figlia di Giuseppe e della fu Marianna Magdalone. ACS. Atti di Stato civile di Cosenza, Registro dei matrimoni, anno 1815, f. 21 r. - 21 v.
(24) - ACS, notaio Tommaso Retacca di Cosenza, scheda n° 588, anno 1828, cc. 271 r. - 285 r.
(25) - Domenico figura nell'elenco delle Guardie d'Onore di Casa Borbone, Corpo creato con Decreto 30 maggio 1833, nel quale erano compresi molti esponenti di famiglie illustri del Regno cfr, MANLIO DEL GAUDIO Le Guardie d'Onore dei Borbone nella Calabria Citerione (1833 - 1860). Emme Elle Santelli Editore, Cosenza, s,d, Domenico sposa il 14 ottobre 1848 Grazia Maria Donato, figlia di Giuseppe e di Marianna Conca. ACS. Atti di Stato Civile di Cosenza, Registro dei matrimoni, anno 1848, f. 69 r. - 69 v.
(26) - ACS, Gran Corte Criminale, Processi politici, busta 23, volume 14.
(27) - ANITA FRUGIUELE, Domenico Frugiuele magistrato e patriota tra politica e diritto dell'Ottocento borbonico, Tesi di Laurea, Università Magna Graecia. Facoltà Giurisprudenza, Catanzaro 2002.
(28) - La storia della famiglia Frugiuele è stata trattata in modo non attendibile, nè documentato, per tutta la parte che precede il XIX secolo, da Vincenzo Palmieri, nella sua opera Frugiuele Araldica - Storia. Milano, s.e. e s.d. (esemplare dattiloscritto) custodito nella Biblioteca Civica di Cosenza.
 


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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